Speciale Isola del Cinema - estate 2017

Speciale Isola del Cinema - estate 2017

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- Film Tv vi segnala ogni settimana un film da vedere o rivedere durante la rassegna all'arena tiberina -

(clicca sulla locandina di un film per leggere la recensione)

Sully

15 gennaio 2009. Un aereo di linea attraversa in avaria i cieli di New York, come il fantasma dell’11/9. Plana sul fiume Hudson. 155 persone a bordo, tutte salve. Mai successo nella storia aeronautica degli ammaraggi. Miracolo? Intanto il comandante Chesley Sullenberger detto Sully (Tom Hanks, clamoroso), 40 anni di professione alle spalle, e il vice Jeff Skiles (Aaron Eckhart) finiscono sotto processo perché il simulatore di volo “dimostra” come virando in tempo l’aereo poteva tornare all’areoporto senza danni.

Smetto quando voglio: Masterclass

Come chi ha visto il primo Smetto quando voglio sa, la banda dei soliti ignoti, già ricercatori universitari in disgrazia o accademici falliti, è finita nei guai. Il loro “capo” Edoardo Leo addirittura in gabbia, alle prese con problemi familiari fuori e mire rapaci dei compagni di cella dentro. La poliziotta Greta Scarano ha però la stessa intuizione di John Belushi in chiesa (The Blues Brothers) e decide di rimettere insieme la banda. Dovrà scoprire droghe di nuova produzione da debellare preventivamente.

La battaglia di Hacksaw Ridge

«L’arte marziale è una manifestazione d’armonia», scrive a un allievo il maestro di budo Morihei Ueshiba. Il paradosso è tutto nell’aggettivo “marziale”, e nell’idea che il conflitto generi armonia. Mel Gibson, con La battaglia di Hacksaw Ridge, procede da un’antinomia simile: come raccontare la storia (vera) di un uomo che accetta la guerra ma non vi combatte. Desmond Doss è obiettore di coscienza per motivi religiosi, ma dopo Pearl Harbor si arruola e finisce in trincea a Okinawa. Salverà 75 persone senza mai toccare un’arma.

Cuori puri

Si potrebbe riflettere sull’uso della periferia romana nel cinema italiano di oggi (garanzia di realtà? Di attualità? Di poesia?), ma poi ciascuno segue la sua strada, e spiccano più le differenze che le analogie. Basti verificare l’abisso di stile che separa Cuori puri da Fortunata, malgrado un attore (Edoardo Pesce) e un dialetto in comune. Ma anche l’uso della borgata è diverso: Tor Sapienza, nell’esordio di Roberto De Paolis, è un vero non-luogo, una periferia universale. E ciò che incide è altro. La religione e la sessualità, per cominciare.

La tenerezza

Un film di padri senza figli. E di figli senza padri. All’apparenza. Un film di donne che «possono sopportare tutto» (e questa non è solo apparenza). Un film di fantasmi, immaginati o ricordati. Un film di gente che non cresce, e quando cresce non cambia, si nasconde, s’impunta, finché non s’incrina. Un film di bambini, soprattutto, che scoprono a mano a mano il mondo, fatto di immagini, parole complicate, persone alle quali affidarsi, luoghi e oggetti sconosciuti da esplorare (in due scene magnifiche).

I figli della notte

I bambini ci guarda(va)no, nel cinema di nonno Vittorio. Agli adolescenti, invece, guarda Andrea De Sica, al suo esordio in questo I figli della notte. “Reclusi” in un esclusivo collegio in un luogo imprecisato di montagna, sono ragazzini ricchi e problematici, mandati lì dalle famiglie per mettere giudizio. Per diventare adulti. O, forse, per essere cavie di un esperimento di sapore foucaultiano. Oppure, ancora, per scontare i loro peccati e confrontarsi con i fantasmi del passato. Di certo, (i più spietati) ne usciranno consapevoli del loro ruolo nel mondo.

Vi presento Toni Erdmann

Toni Erdmann è un tedescone di mezza età, tutto denti e capelli, goffo, invasivo, spesso un po’ sbronzo, sempre sopra le righe, francamente un po’ volgare: importuna le signore nei locali, le segue, si finge ambasciatore, si presenta a party e cene non invitato. Toni Erdmann pare si diverta a vivere, inconsapevole o forse incurante dei moti di fastidio e imbarazzo che suscita.

Mamma o papà?

Mamma e papà stanno per separarsi. Come in una favola: felici e contenti. C’è solo un problema: se entrambi partono per le meravigliose vie dell’autorealizzazione sentimentale e/o lavorativa, chi è che bada alla prole? Quel che segue è una guerra: un conflitto per sfuggire alla custodia, un crescendo di espedienti scorretti per non farsi scegliere dai figli come genitore affidatario. Una escalation di gesti irresponsabili, per dire di un mondo adulto infantile, stupidamente egoriferito, totalmente obnubilato dalla gara col prossimo suo. Una diagnosi sul sistema-famiglia? Sì, certo.

David Lynch - The Art Life

«E se anche si tratta di idee nuove è sempre il passato che le colora». A dimostrazione della sincerità rispetto a quanto detto basti pensare a quando David Lynch racconta di quella volta che da ragazzino, dal buio della notte di Shoshoni Avenue, a Sierra Vista, vide affiorare una donna completamente nuda, con la bocca sanguinante, che si sedette a piangere sul cordolo della strada. Autentica immagine seminale che feconderà le sue future visioni cinematografiche.

Sole cuore amore

Primo film tutto al femminile di Daniele Vicari, Sole cuore amore è il ritratto di Eli (Isabella Ragonese nella sua interpretazione più matura e consapevole), una figura così emblematica dei nostri tempi da passare quasi inosservata nella sua quotidiana straordinarietà. Il tema del film è il lavoro, a cui il regista e sceneggiatore riesce a dare una centralità e una dignità inedita nel nostro cinema recente.

L'ora legale

Avevamo appena lasciato Ficarra & Picone guest star in Fuga da Reuma Park di Aldo, Giovanni & Giacomo, quasi una sorta di passaggio di consegne tra una generazione e l’altra di comici ex Zelig. L’ora legale ce li riconsegna in ottima forma, consapevoli della necessità di far evolvere il classico format del film di comici d’estrazione televisiva in una forma di commedia più compiuta.

La La Land

Perfezione di un cinema e di un sogno estinti. Bello e impossibile; bello perché impossibile. Bello come il mare visto alla Warner dalla nonna di Truffaut. O come quell’elegante malinconia del crepuscolo nella quale «lui le dirà che l’ama, e lei gli dirà che l’ha sempre amato», evocata da Calvero in Luci della ribalta. Bello come quasi tutto quello che non tornerà.

Suburra

7 settembre, ore 22.00 - Arena Groupama

Neruda

20 agosto, ore 22.00 - Spazio Cinelab

Fiore

6 agosto, ore 22.00 - Spazio Cinelab

Sicilian Ghost Story

25 luglio, ore 22:00 - Sala Cinelab

Adua e le compagne

19 giugno, ore 22 - Schermo Tevere

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