#iCancelliDelCielo #12 Il cinema dei soldi pubblici

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Ilaria Feole dice che Brazil è il film da salvare oggi in TV.
Su Paramount Channel alle ore 23:00.

A fine mese uscirà nelle sale A ciambra , la sua nuova pellicola ma Jonas Carpignano è ormai ben più di una promessa. Tenetelo d'occhio e soprattutto cercate questo film.

A quarant'anni dalla morte torniamo a raccontarvi di Elvis Presley, con un servizio che Film Tv gli dedicò in occasione della pubblicazione di Elvis Recorded Live on Stage in Memphis , il disco con la clamorosa esibizione nella sua città natale. Facciamo anche il punto sulla sua attività più dimenticata: il cinema!

Se pensate che per raccontare bene cosa significhi essere nero in America, oggi, una serie tv debba per forza finire in predica o in espliciti j’accuse vi siete sbagliati. Sospesa fra realismo e surrealismo, Atlanta restituisce una quasi costante percezione di disagio, di tensione, di incomprensione culturale al limite del nonsense . Questo significa essere neri in America, oggi. E questa è la serie che Ilaria Feole vi consiglia di iniziare in questa settimana quasi ferragostiana.

Il primo agosto Giancarlo Giannini compie 75 anni. Impossibile non ricordarlo con una locandina. Cosa sarebbe stato il cinema di Lina Wertmüller senza il suo Mimì?

Il Trono di Spade è troppo spinto per la Rai? Ecco cosa ne pensava nel 2013 Andrea Bellavita.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

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2 Aprile 2017

#iCancelliDelCielo #12 Il cinema dei soldi pubblici

In occasione dell'uscita in sala di Classe Z, il regista Guido Chiesa ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook, poi condiviso anche dal nostro account Facebook @filmtvrivista. In buona sostanza Chiesa ricorda un suo film di sette anni fa, Io sono con te, dedicato alla figura di Maria di Nazaret. Nonostante ottime recensioni («Le migliori che abbia mai avuto») lo videro meno di 15 mila spettatori per un incasso di 100 mila euro, a fronte di un costo di circa 3 milioni. Una proporzione «inaccettabile» per Chiesa, anche perché si trattava di soldi pubblici. Da qui la decisione di lavorare per Colorado occupandosi di commedie, in cerca di un pubblico più ampio, puntualmente arrivato. Per il suo penultimo film, Belli di papà (2015), con Diego Abatantuono, gli spettatori sono stati 600 mila, l'incasso di quasi 4 milioni e mezzo. Le proporzioni sono queste. Però io vorrei raccontarvi un'altra storia. Quando uscì Io sono con te organizzai una proiezione nella mia città e invitai Guido. Sala piena. Certo, una sala di cento posti. Sono tanti? Sono pochi? Comunque sono. Credo che nessuno sia uscito da quell'incontro uguale a come ci era entrato, perché, complice la presenza di un sacerdote dallo sguardo particolarmente cinefilo, e grazie a una partecipazione non solo professionale dello stesso Guido, quella non fu una proiezione come le altre. Anche chi fatica a scorgere un disegno divino dietro l'esperienza della Madonna è rimasto colpito dal mito (nel senso etimologico del termine) e dal modo in cui era stato rappresentato dal regista. Sono certo che nessuno di quei cento spettatori - io per primo - penserebbe oggi che quei 3 milioni di euro pubblici siano stati spesi male. Aggiungo che se tra altri sette, o quattordici, o ventuno anni dovessimo ripetere la medesima esperienza guardando Io sono con te avremmo lo stesso risultato, mentre non credo che ci ricorderemo di Belli di papà. Questo discorso non ha nulla a che vedere con lo spreco di soldi pubblici, con i privilegi pagati dai cittadini, con la disgrazia di una cinematografia (la nostra) che produce 200 titoli all'anno senza che abbiano (salvo 20, 30...) "mercato". E naturalmente non è in discussione la scelta di Guido Chiesa, più che legittima. Questo discorso ha a che fare con la volontà politica di investire in qualcosa che abbia come unico parametro un valore non negoziabile, non quantificabile economicamente. Potrà essere storico, linguistico, culturale in senso ampio, fate voi. Io sono con te è un film molto bello, per fortuna esiste, è stato realizzato grazie a un importante finanziamento pubblico, che nonostante non abbia avuto un ritorno adeguato è comunque stato, più che giustificabile, giusto. 

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