I migliori trailer della settimana

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Ilaria Feole dice che In Bruges - La coscienza dell'assassino è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 03:10.

Se vi sono piaciuti Forza maggiore e The square , c'è un invisibile di Ruben Östlund che vi consigliamo di recuperare, presentato alla Quinzaine 2011.

Gianni Amelio racconta I nuovi mostri e riflette sull'Italia e sulla commedia all'italiana. Rileggete la locandina del 2005, il film è in streaming su RaiPlay.

Il 3 dicembre arrivano su Prime Video le prime 5 stagioni di questa serie Marvel. Curiosi? Scoprite di che parla nella nostra recensione.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Il motivo per cui Dio ci ha dato due orecchie e una bocca è per permetterci di ascoltare il doppio di quanto parliamo (Quincy Jones)»

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Emanuele Sacchi

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News


21 Maggio 2018

I migliori trailer della settimana

5. The Happytime Murders di Brian Henson, che potrebbe essere o una bieca mossa commerciale salendo sul carro dei vincitori dopo il successo di Deadpool, o un affascinante atto di sfida postumo nei confronti della figura paterna. Fatto sta che Brian Henson, figlio e unico erede di Jim Muppet Henson, mette i pupazzi tanto cari al babbo in un noir vietato ai minori e fa fare loro cose turpi. Poi, per sicurezza, li circonda anche di gente divertente tipo Melissa McCarthy, Joel McHale e Maya Rudolph.

4. Mile 22 di Peter Berg, in cui la sospensione d'incredulità finisce laddove tenti di convincere il pubblico che Mark Wahlberg sia quello che deve proteggere Mr. The Raid Iko Uwais. Uno che nei primi anni '90 ha fondato un gruppo hip hop di soli modelli di biancheria intima di razza caucasica battezzato Marky Mark and the Funky Bunch dovrebbe proteggere un maestro d'arti marziali cresciuto nei più malfamati vicoli di Giacarta? Fantasie extra-cinematografiche a parte, c'è John Malkovich che parla di isotopi radioattivi ed elenca stancamente istruzioni in attesa di un assegno: venduto.

 

3. Destination Wedding di Victor Levin, in cui Keanu Reeves e Winona Ryder - in una pausa da missioni per vendicare crudeltà su animali domestici e urla al Sottosopra - si ritrovano a fare i cinici che non sono in una commedia romantica indipendente. Dal trailer sembrano essersi divertiti abbastanza. Soprattutto Reeves: da qualche parte, con un abile fermo immagine, si riesce a distringuere il vagito di un cambio d'espressione. Ma potrebbe benissimo essere l'ombra di un microfono entrata in inquadratura.

2. The House That Jack Built di Lars von Trier, è il film con domanda retorica della settimana: se scrivere, girare e montare The House The Jack Built è costato a von Trier un quarto di fegato e gli ultimi scampoli di buonumore che gli erano rimasti attaccati alla barba, cosa potrà succedere a noi poveri piccoli spettatori? Facile intuire la direzione, difficile sapere il risultato preciso. Ma tutta la varietà di occhi pazzi e oggetti contundenti con cui Matt Dillon se la spassa nel trailer funzionano da valido indizio.

1. BlacKkKlansman di Spike Lee, è la storia vera di Ron Stallworth, sbirro afroamericano che nella Colorado Springs degli anni '70 riesce a infiltrarsi (a voce) nel capitolo locale del Ku Klux Klan e assolda il collega ebreo Flip Zimmerman come controfigura per portare avanti la missione sotto copertura. È lo Spike Lee Joint più atteso da anni a questa parte, ha vinto il Grand Prix della giuria a Cannes e ha nel cast un sacco di bella gente: il figlio di Denzel, John David Washington, Adam Driver e beccami gallina se quello non è Harry Belafonte.

Bonus teaser con il medley più esaltante della settimana: Bohemian Rhapsody di Bryan Singer e Dexter Fletcher, che è uno dei film più maledetti dell'ultimo decennio - dal 2010 a oggi ha fatto litigare un sacco di gente - con almeno tre cambi in corsa di protagonista, uno di regista, chissà quanti di sceneggiatori e via discorrendo. Ma ce l'hanno fatta, e il buon Rami Malek pare particolarmente incredibile nei panni di Freddie Mercury.

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