Addio e grazie per tutte le news #002

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Sergio M. Grmek Germani dice che 2 marines e 1 generale è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 09:15.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

La figura del Papa è stato oggetto di recente di una delle nostre liste. Ma se il Papa, più che una presenza, fosse una specie di fantasma irraggiungibile? Ovviamente, secondo Marco Ferreri.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

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News


19 Ottobre 2018

Addio e grazie per tutte le news #002

Judi Dench realizza il sogno di rendere il suo sguardo ancora più giudicante
Già di suo Judi Dench è in possesso di uno sguardo che, volontariamente o meno, tende a oscillare tra il «Cara, è veramente uno shatush quello?» e il «Ragazzo, sbaglio o hai messo la forchetta da dolce prima di quella per i contorni?». Ci potrebbero essere solo due modi per renderlo ancora più sprezzante eppure giusto: o un remake de La mosca, con un gatto al posto dell'insetto. Oppure (e chissà perché Tom Hooper ha un Oscar e io no) scritturare Dama Dench nella versione cinematografica di Cats, accanto a un fior fiore di cast che la riconoscerà immantinente come il felino alfa. Finalmente giustizia per l'attrice inglese, che nel 1981 doveva apparire nella versione inglese del musical, ma fu fermata da un tendine d'achille rotto – e che Dench ha prontamente fatto licenziare: il tendine non ha mai più lavorato nel mondo dello spettacolo. L'unico sogno rimasto, ormai, sarebbe quello di vederla nei panni della burattinaia dietro i cartelli della droga messicani, boss finale dell'ultimo capitolo della trilogia Sicario (fatalità il primo film, quello di Villeneuve, è in onda stasera alle 21.05 su Rai4). 

A Mark Ruffalo mancano pochi numeri per vincere la tombola di Hollywood
La tombola del perfetto attore hollywoodiano esiste sul serio. Loro la chiamano bingowood, e succede quanto un attore riesce a fare tutto, almeno una volta e non contemporaneamente, davanti e dietro la macchina da presa. Il difficile sta nel recitare in tutti i ruoli. Dev'esserci il super blockbuster, il film da Oscar, l'indipendente impenitente, il cult, lo scult, commedia, dramma, cammei, biopic, serie Tv, cose sexy (tipo stasera su Premium Cinema Emotion alle 21.25 che danno Basic Instinct) il ruolo in cui sei dimagrito/ingrassato tantissimo o sei stato deturpato dal trucco, il film in cui interpreti più di un ruolo. Il sornione Mark Ruffalo, quatto quatto, si avvicina al bingowood grazie all'accordo con HBO per la miniserie (scritta da Derek Cianfrance) I Know This Much Is True, in cui interpreterà due gemelli – anche se non è dato sapere quanto grassi, magri o mostruosi per calcolare l'eventuale doppietta.

Ovvero: se il clickbait del sommario fosse vero, il mondo sarebbe un posto ancora più buffo
Non era la verità. Non esiste nessuna cerimonia in cui un uomo adulto mascherato e vestito con un frac di latex polimerizzato consegna premi cinematografici a film sperimentali molto tristi nella cornice di una caverna umida a cui si accede tramite un tappeto nero. Nessun bat-aggettivo è stato maltrattato nella costruzione di questa frase. I Gotham Independent Film Awards si chiamano così perché Gotham, prima di essere la città di Batman, era il soprannome affibbiato a New York City da Washington Irving, quello che ha scritto Le leggenda di Sleepy Hollow – insomma, un dannato collaborazionista burtoniano. Da cerimonia per il cinema a Km 0 – solo film realizzati nel nord-est degli Stati Uniti – si è coerentemente trasformato in uno dei premi preferiti dagli hipster. Quest'anno si giocano il bat-trionfo La favorita e First Reformed – La creazione a rischio, i due film con più candidature. E ne ha ricevuta una anche l'ottimo Bo Burnham con il suo esordio alla regia Eighth Grade.

In breve:
Jet Li
ha rifiutato un ruolo in Matrix per timore delle macchine. Ci dovesse essere l'atteso ritorno di fiamma del luddismo – intitolato Luddismo: La rivincita dell'umarell – alla guida del popolo anziano dentro che si ribella alle macchine ce lo vedrei, dalla finestra di casa mia mentre osservo gli scontri con gli sbirri robot, Jet Li. A cui all'apice del successo hollywoodiano proposero un ruolo in Matrix, che il maestro rifiutò per timore che la sua arte marziale venisse captata, inserita in un archivio digitale e utilizzata per far muovere tanti (ancora più) piccoli Jet Li in CGI.
Piovono fondi coreani sul film dalla trama più dimenticabile di sempre. CJ Entertainment ha deciso di foraggiare Drake Doremus nella sua rincorsa a Lasse Hallström per il titolo di melassaro ufficiale di Hollywood. Nel suo prossimo film seguiremo per un anno la vita della trentenne Shailene Woodley e le cronache dei suoi patemi amorosi e delle sue scioccanti scoperte sul senso della vita al fianco di Jamie Dornan e Sebastian Stan.

Se l'idea di Jet Li in Matrix vi ha titillato, non dovreste reprimere i vostri sentimenti, ma premiarli con il grande saggio Jackie Chan, alle 21 su Iris con Rush Hour – Due mine vaganti.

In ultimo, un contributo video di raro valore: la geniale risposta di Terrence Malick alla critica «I tuoi film sembrano pubblicità di macchine fotografiche», ovvero girare uno spot per la fotocamera di uno smartphone che assomiglia sinistramente allo spezzone di un suo film.

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