Addio e grazie per tutte le news #011

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Sergio M. Grmek Germani dice che La capra Penelope è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 20:20.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

Lo scorso 9 maggio è morto a Seattle lo sceneggiatore Alvin Sargent, fra gli sceneggiatori più eclettici e di maggior successo nelle ultime cinque decadi di Hollywood. Suo è Paper Moon , che gli valse la prima nomination agli Oscar. Vi riproponiamo la locandina di Gianni Amelio.

Il 24 maggio arriva su Netflix una nuova serie spagnola che si chiama Alto mare (ve la segnaliamo brevemente nel numero di questa settimana). Avrà il successo di La casa di carta ?

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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News


1 Novembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #011

Ogni dieci film di un membro della famiglia Coppola, uno in omaggio
E se teniamo conto del fatto che di mezzo c'è anche Nic Cage, i film in omaggio sono molti. Ricapitolando: parte tutto da Francis Ford, fratello di Talia Shire, zio di Nic Cage (figlio del fratello August), padre di Roman, Sofia e Gian-Carlo. Quest'ultimo tragicamente scomparso nel 1986, a 22 anni, in un incidente in motoscafo, quando la compagna era incinta di due mesi di Gian-Carla, detta Gia, la più giovane del clan. Pensate alle energie cognitive che servono al resto del parentame, a Natale, per ricordarsi di chi ha fatto quale film e quando. Con Gia, che è all'inizio della carriera da regista, era anche abbastanza facile: c'era Palo Alto, il suo esordio datato 2013, e qualche videoclip. Ora la faccenda, per la prozia Carmela, si complica ulteriormente perché la 31enne Gian-Carla sta per cominciare le riprese della sua opera seconda, Mainstream. Nel cast, oltre a Andrew Garfield, anche il Coppola aggiunto Jason Schwartzman, in un film che viene descritto come un eccentrico triangolo amoroso, oltre che una storia che serve da avvertimento sul preservare la propria identità in questa pazza pazza era piena di internet. Potrebbe essere, ma forse no, il remake hipster di Perfetti sconosciuti (su Canale 5 alle 21.20). 
 
Sotto il vestito niente, ma sotto la plastica tanto
Non so, ho come la sensazione che per esporre questa news sia sufficiente l'immagine di copertina. A cosa è collegato quel telefono da cui escono un sacco di cavi sfilacciati? E sono cavi o fanno parte delle extension? E sono extension o sono i capelli veri di Mickey Rourke? E in tutto questo sapete a cosa sta pensando il cacatua? Sta pensando a tutte le occasioni che Rourke ha gettato alle ortiche nella sua ondivaga carriera. E un po' gli spiace, al cacatua (che per la cronaca si chiama Osvaldo), perché sa che nel petto di Mickey batte un cuore buono. E Osvaldo è stato il primo a ricevere una chiamata da Rourke, che curiosamente ha usato lo stesso telefono della foto, dopo che l'attore ha ottenuto un ruolo da co-protagonista nel noir indipendente Adverse, in cui reciterà al fianco di un altro paio di vecchi bucanieri di Hollywood come Lou Diamond Phillips e Sean Astin nei panni del boss della mala Kaden.

I Goonies non muoiono mai, ma solo perché non hai mai incrociato John Rambo
Quanti personaggi, nella storia del cinema, ci sono stati presentati come virtualmente immortali nelle loro avventure sullo schermo. Anche i meno pronosticabili, come Fierobecco in Harry Potter e il prigionierio di Azkaban (alle 21.30 su Italia 1) o il cagnolino natante di Shark – Il primo squalo. Ma John Rambo è il primo e unico personaggio di finzione a essere immortale anche a livello meta-cinematografico. A 36 anni dal primo film della saga, Sylvester Stallone ha in preparazione il quinto capitolo nelle avventure dell'immarcescibile reduce del Vietnam. Dice: non basta mettergli un cappello da cowboy al posto della fascia rossa per risvegliare l'interesse, che ormai si immagina un po' sopito dopo tutto questo tempo. Un po' sopito? Stallone ha fatto un breve giro dei più importanti mercati cinematografici per capire se ci fossero distributori intenzionati ad acquistare Rambo V. E gli acquirenti si sono azzuffati neanche fossero dei parigini al mercato in fila al banchetto del burro. Rambo V – Giammai in pensione è stato venduto in tempo zero in tutto il mondo, e il cinema che conta è ancora salvo e saldo.

In breve:
Faranno un sequel di Shark – Il primo squalo, ovvero uno dei baracconi più divertenti della passata estate, in cui Jason Statham dimostrava il suo status di uomo vero facendo da esca nella pesca allo squalo preistorico gigante. La vera difficoltà del sequel sarà cercare di giustificare ancora una volta un'ambientazione cinese per accontentare gli investitori asiatici.
Disney prepara la guerra dello streaming contro Netflix, e fra le possibili munizioni mette in canna anche una potenziale serie con protagonisti Falcon e Soldato d'Inverno. Ancor più interessante potrebbe essere l'altra opzione papabile: una sitcom con protagonisti la signora delle pulizie di Tony Stark e il commercialista di Captain America, diretta da quel guercio di D.J. Caruso. Non solo ti chiami D.J., ma hai anche diretto Sono il numero quattro (alle 21.10 su Paramount Channel): smetti di tormentarci.

Oggi il contributo video celebra il grande successo nelle prevedite di Rambo V proponendo una delle cose più oscure e inguardabili della storia del cinema: la parodia hippie non autorizzata di Rambo, intitolata A Man Called Rainbo. Una cosa talmente inaccettabile da entrare di diritto nel pantheon dello scult.

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