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Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

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News


30 Novembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #030

A mille ce n'è, di motivi per amare Tom Hanks
Oh Tom Hanks. Finora sei sempre stato ottimo secondo nella classifica mondiale delle “Persone perfette nella loro imperfezione, ovvero quelli che sembrano scritti da uno sceneggiatore poco fantasioso per una commedia hollywoodiana zuccherosa e dal lieto fine assicurato” alle spalle di Meryl Streep. Sei piacente, ma non bellissimo. Intelligente e arguto, ma non geniale. Sei dolce, umile e simpa, innamorato di tua moglie e della tua famiglia, sempre sorridente ma non troppo, te la cavi anche quando devi recitare con la parrucca di Serpe dei Simpson nei film tratti da Dan Brown. Insomma, fai quello che sei nato per fare, e lo fai con entusiasmo e umanità contagiosi donando molta gioia a chi ti guarda. Eppure. Eppure non c'è limite nemmeno alla perfezione e a quante camicie gli abbiano fatto indossare alla nascita, visto che Tom Hanks potrebbe essere ufficializzato da un giorno all'altro come nuovo Geppetto nel remake live action Disney di Pinocchio. Che, per inciso, sarà diretto dall'inglese Paul King, autore dei due Paddington, film di cui Tom Hanks non è stato protagonista solo perché non è inglese. Albione razzista. Difficile, comunque, immaginare un ruolo più azzeccato per uno specifico attore. Tom Hanks è Geppetto. Esattamente come Mark Wahlberg era il poliziotto odioso, sboccato, incazzoso e stolido visto in The Departed (su Iris alle 21).

James Ivory usa l'attacco demoralizzante, è superefficace
Da qualche settimana a questa parte e nonostante gli impegni su molti altri fronti, i super amici Timothée Chalamet, Armie Hammer e Luca Guadagnino non fanno che fomentarsi a vicenda su quanto è sicuro che si farà un sequel di Chiamami col tuo nome e su quanto siano felicissimi e stra entusiasti di poter di nuovo tornare a lavorare sullo stesso set, riprendendo quei personaggi e quella storia che tanta felicità, fortuna, onori e gloria ha portato a tutti e tre. Immaginateli vestiti di lino bianco a rincorrere il loro sogno su un prato verdissimo, tagliato di fresco, i colori pastello, il sole che scalda le loro risate argentine. Non si accorgono che, poco lontano, James Ivory sta per far calare su di loro la furia del definitivo superpotere da anziano: lo spezza entusiasmo. L'autore inglese, che per la sceneggiatura di Chiamami col tuo nome ha vinto l'Oscar, ci ha tenuto a far presente che un sequel: «Non dovrebbe esistere e comunque non voglio esserne coinvolto. Non posso immaginare di dover far sembrare Timothée Chalamet un 45enne. Voglio dire, sarebbe orrendo e falso se volessero davvero provare a farlo!». Invece di partecipare al progetto del seguito, Ivory si concentrerà sulla sua nuova carriera di Grinch: a un modico prezzo, registra videomessaggi personalizzati per aiutarvi a confessare ai vostri bambini che Babbo Natale non esiste. O ai vostri figli 40enni che vivono in taverna che Il signore degli anelli – Il ritorno del Re (su Canale 20 alle 21) non è poi questo capolavoro.   

Cosa c'è da festeggiare poi, chissà
Fra tre giorni cade il ventesimo anniversario di Shakespeare in Love, e Variety offre un onesto omaggio a uno dei tanti esempi di come l'Oscar sia un premio fondamentalmente inutile, concentrato sul glamour, ottimo per le statistiche e buono per incoronare prodotti mai malvagi – con meritevoli eccezioni, coff coff Crash coff coff – ma non sempre memorabili, ottimi in un mondo in cui il film meglio valutato su Imdb è Le ali della libertà. Shakespeare in Love è una commedia deliziosa, che ha furoreggiato grazie all'aggressiva campagna di marketing di Harvey Weinstein e ha quantomeno insegnato al mondo che Joseph Fiennes sta bene a fare le pubblicità di Ralph Lauren. Oltre a ingannarci sul fatto che Gwyneth Paltrow potesse diventare la Lorella Cuccarini di Hollywood, quando invece si è trasformata in una Wanna Marchi dei prodotti fino salutisti; tipo una boccetta d'acqua con essenza di scalogno che cura l'acne e viene via per 200 dollari. Ma l'anno in cui è stato votato come Miglior film era anche quello di La sottile linea rossa. Non scherziamo. No, non scherzano. Tanto che l'anno successivo American Beauty ha superato Insider – Dietro la verità. Fortunatamente nel 2008 hanno dato il premio ai fratelli Coen per Non è un paese per vecchi, pur essendo l'anno di Tutti pazzi per l'oro (su La 5 alle 21.15). 

In breve:
Se n'è andata a 76 anni Gloria Katz, più che una sceneggiatrice una dispensatrice di rare perle. Nella sua carriera, sempre in collaborazione con il marito Willard Huyck, ha messo mano a pochissime sceneggiature, ma decisamente ben selezionate. È stata nominata all'Oscar per quella di American Graffiti e ha firmato quelle di Indiana Jones e il tempio maledetto e del cult Howard e il destino del mondo, senza contare che (non accreditati) lei e il marito hanno riscritto un terzo dello script del primo Guerre stellari. Tanto di cappello.

Quegli sciamannati di Adult Swim, gli stessi di Rick and Morty, stanno per infilarsi in un bellissimo ginepraio con una serie anime – sarà diretta da Shinji Aramaki e Kenji Kamiyama, gli stessi che si stanno occupando del reboot animato di Ghost in the Shell – ispirata a Blade Runner. Si chiamerà Black Lotus, sarà ambientata nel 2032 e rischierà di far arrabbiare un sacco di gente. 

Voglio dire. A Tom Hanks riesce bene anche uno sketch del Saturday Night Live completamente demenziale e senza senso come questo, il contributo video di oggi. Che, e non si spiega se non per il fatto che c'è dentro Tom Hanks, è diventato oggetto di culto dall'altra parte dell'oceano, tanto che ne hanno anche tratto uno speciale animato di Halloween. Son cose. 

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