Addio e grazie per tutte le news #053

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Gianni Amelio racconta I nuovi mostri e riflette sull'Italia e sulla commedia all'italiana. Rileggete la locandina del 2005, il film è in streaming su RaiPlay.

Il 3 dicembre arrivano su Prime Video le prime 5 stagioni di questa serie Marvel. Curiosi? Scoprite di che parla nella nostra recensione.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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News


10 Gennaio 2019

Addio e grazie per tutte le news #053

Belli belli in modo assurdo
Non sarà propriamente la classifica definitiva, dal momento che a votare sono stati solamente gli iscritti alla American Society of Cinematographers, un'organizzazione professionale (ci tengono a ribadire che non sono né una corporazione né un sindacato) che riunisce l'élite dei direttori della fotografia e dei tecnici degli effetti speciali, e che accetta nuovi membri solamente previo invito e discussione della domanda dai parte degli altri membri. Ma una lista dei 100 film meglio fotografati di sempre, stilata dai 350 migliori professionisti del settore è quanto di più attendibile si possa desiderare. Complimenti al cubo a Vittorio Storaro, dunque. Che non solo è entrato nella classifica, e ci mancherebbe, ma è anche l'unico direttore della fotografia a essere menzionato due volte nella top ten, grazie al suo lavoro su Apocalypse Now e Il conformista. Fatalità Francis Ford Coppola, che evidentemente ha gran gusto per i direttori della fotografia, è l'unico regista ad avere due film fra i primi dieci. Oltre al succitato Apocalypse Now troviamo, infatti, anche Il padrino, fotografato da Gordon Willis. Il primo, meritato posto in classifica invece se lo portano a casa Freddie Young e Lawrence d'Arabia. Fra gli altri film italiani menzionati da ASC, si possono ricordare Ladri di biciclette, 8 ½, La battaglia di Algeri, C'era una volta il West e L'ultimo imperatore. Ho riletto la lista quattro o cinque volte, ma non ci ho trovato Sole a catinelle (su Sky Cinema Comedy alle 22.55). Strano.

Fiumi di inchiostro e byte
La notizia è che John Lasseter, una delle figure produttive e artistiche più importanti nel cinema di animazione contemporaneo, ha di nuovo un lavoro. Lasseter era stato cacciato a pedate da Pixar/Disney lo scorso novembre, quando emersero molte storie sui suoi comportamenti sgradevoli e offensivi sul posto di lavoro nei confronti delle sue colleghe e sottoposte. Il rumore di quei baci a stampo sulle labbra non richiesti né voluti e di cosce accarezzate con le medesime premesse sbagliate – è un rumore particolare, fa più o meno “blblblblblbl, che schifo, ma sei anche il mio capo, quindi che schifo il doppio” – è passato attraverso il megafono del #MeToo e si è ritrovato affiancato a storie ben più disgustose e pesanti, come le accuse di molestie sessuali e/o stupro rivolte a Kevin Spacey e Dustin Hoffman. Tanto che Lasseter, dopo un periodo sabbatico passato a riflettere sulle sue porcate, non è riuscito nemmeno a varcare l'ingresso di alcuni studios, come Warner Bros., a cui si era rivolto proponendo i suoi servigi – strettamente professionali. Ci ha pensato una nuova realtà produttiva – la Skydance Media fondata dal figlio di Mazinga David Ellison, erede dell'impero multimiliardario Oracle – a dare una seconda chance a Lesseter, non prima di aver stilato con cura chirurgica una serie di comunicati stampa e memo interni che servono a giustificare la scelta di dare una seconda possibilità al più valido professionista del settore che ha fatto una serie innumerevole di sbagli di cui si è preso piena responsabilità. La decisione ha comunque fatto clamore, abbastanza da convincere Skydance a divulgare alcuni dettagli del contratto, specificatamente quelli che designano Lasseter come il solo responsabile finanziario in caso di futuri contenziosi legali riguardanti la condotta passata. Insomma, nel paese in cui Donald Trump è presidente e l'American Sniper (su Canale 5 alle 21.20) è un eroe nazionale, fa più rumore l'ipocrisia di quanti soldi o buona faccia possa farti perdere una persona che ha sbagliato e che vorrebbe solo tornare a fare il proprio mestiere, dimostrando di essere cambiato. Dio perdona, #MeToo no.

Charlie Brooker, non la racconti giusta
Sono otto anni o giù di lì che Charlie Brooker – ideatore, sceneggiatore, produttore e quant'altro delle antologie targate Black Mirror – ci terrorizza le cervella con i suoi plausibili scenari distopico-tecnologici. Come se non bastasse la paranoia di cui sono intrisi i suoi soggetti e le sue sceneggiature, Brooker ha la bella idea di rincarare con le interviste. In una delle ultime, rilasciata a The Wrap, l'autore inglese viene messo alla prova con una domanda semplice: con quali scelte è possibile attivare, in Bandersnatch, la super segreta scena post-crediti? La balbettante risposta di Brooker è stata qualcosa tipo: “Eeeh già, si attiva facendo cose – niente che tipo devi arrivare al finale con il treno e poi non sono troppo sicuro. E poi insomma non c'erano soldi per il taxi, il funerale della mamma di qualcuno, case crollate, le cavallette!”. Quello che Brooker non vuole dirci è che nemmeno lui sa come arrivare al post-finale segreto di Bandersnatch, e che la tanto temuta rivolta delle intelligenze artificiali è già arrivata, prendendo il controllo di Black Mirror. Tremate. E, nel dubbio, chiamate le Ghostbusters (su Rai 2 alle 21.20), che magari sono solo i cari vecchi fantasmi che hanno infestato la testa di Brooker.

Essendo andati decisamente troppo lunghi per le notizie in breve, meglio diminuire le parole e aumentare le immagini con un doppio contributo video, che vuole festeggiare il fatto che in un solo giorno sono usciti ben due trailer di film che non c'entrano nulla con Netflix. Pazzesco. Nel primo, Hotel Mumbai, l'esordiente regista australiano Anthony Maras racconta parte dei quattro giorni degli attentati di Mumbai del 2008, nello specifico l'assalto al Taj Mahal Palace Hotel, con l'aiuto di Dev Patel, Armie Hammer, Jason Isaacs e il boss di Bollywood Anupam Kher. 

Nel secondo, Issa Rae duetta con una 14enne che interpreta una 35enne e che fa paura da quanto è brava. Il film si chiama Little e potrebbe essere una delle sorprese del 2019. 

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