Addio e grazie per tutte le news #054

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Mauro Gervasini dice che Le conseguenze dell'amore è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 13:00.

Hirokazu Kore-eda torna a Venezia dopo due anni: il suo La vérité aprirà infatti #Venezia76. Il film presentato in concorso a Venezia 74 era stato The Third Murder, tuttora inedito in Italia, fatta eccezione per una proiezione allo Spazio Oberdan di Milano del mese di febbraio 2019. Ne riproponiamo qui la recensione.

Nel 2011, in occasione dell’uscita in sala del film di Jean-Jacques Annaud Il principe del deserto , con Antonio Banderas e Tahar Rahim, avevamo voluto ripercorrere la storia del Sahara al cinema. Vi riproponiamo oggi questo percorso.

Il cibo, la tradizione, il vino... ma la birra? Piccolo excursus su una bevanda popolare, ma non così tanto al cinema.

Al cinema da giovani è una raccolta di scritti di Maurizio Ponzi, appena uscita, da cui abbiamo tratto l'intervista che Ponzi fece a Jean-Pierre Melville negli anni '60, pubblicata su FilmTv n° 33. Per accompagnare quella lettura vi proponiamo il testo di Emanuela Martini su Lo spione .

Il 21 agosto arriva su Sky Atlantic la settima e ultima stagione di Veep . Riprendiamo il filo con la recensione della stagione 6.

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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News


11 Gennaio 2019

Addio e grazie per tutte le news #054

Al Pacino punta a raddoppiare la quota 100
Calcolatrice alla mano: Pacino virgola Al debutta al cinema, 29enne e al culmine di un percorso non particolarmente ortodosso, nel 1969; l'anno prossimo, dunque, festeggerà i primi 50 anni di carriera e i suoi primi 79 anni di vita. Dice: sicuramente i suoi impegni lavorativi si saranno fatti meno frequenti e meno impegnativi, giusto? Sbagliato. Esattamente come successe negli anni '90. quando la carriera di Pacino risorse dopo un'infelice seconda parte di anni '80 arrivando fino all'Oscar per Scent of a Woman – Profumo di donna (1992), l'attore ha in programma un 2019 che lo riporterà a un livello di culto che sul grande schermo non vedeva da una ventina d'anni e dai tempi di Ogni maledetta domenica. Lo vedremo nel nuovo film di Scorsese, The Irishman, di nuovo al fianco di Robert De Niro; e pure in Once Upon a Time in Hollywood, il prossimo film di Tarantino. Non contento, Pacino ha deciso pure di esordire come protagonista nella serialità televisiva – le sue esperienze più significative sul piccolo schermo, e sono diverse, si concentrano nelle miniserie e nei film per la Tv. Affiancherà Logan Lerman nella serie Amazon The Hunt, prodotta da Jordan Peele. La storia è ambientata nella New York di fine anni '70 e racconta di un gruppo di cacciatori di nazisti, scampati alla fine della Seconda guerra mondiale e pronti, dopo un paio di decenni di riflessione, a creare il Quarto Reich negli Stati Uniti. Pacino interpreterà il nazicacciatore esperto, mentore del giovane co-protagonista. Sappiate che tutto questo non sarebbe mai successo se solo Pacino avesse accettato il ruolo di John Rambo: oggi lo ricorderemo come il sobrio protagonista di Cobra (su Iris alle 21), il film da vedere di nascosto mentre in pubblico si ciancia dell'ultimo Riccardo III portato in teatro da Stallone. 

Martin Scorsese non lascia mai le cose a metà
È in dirittura d'arrivo la lavorazione di Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story by Martin Scorsese, un film il cui titolo non lascia nulla in sospeso: è un documentario barra film concerto barra delirio (prodotto e distribuito da? Indovinato, Netflix) su Bob Dylan diretto da Martin Scorsese. La cosa suona già sentita semplicemente perché era già successa. Nel 2005 Scorsese ha firmato il doc fiume (tre ore e mezza) No Direction Home, che si concentrava sulla vita e la carriera di Dylan dopo il suo arrivo a New York (nel 1961) e prima dell'incidente motociclistico che interruppe la sua attività artistica per qualche anno (nel 1966). Noto malato di completismo, Scorsese era riuscito a cavare 210 minuti di materiale pur concentrandosi su mezzo decennio scarso della vita del cantautore premio Nobel. Il sequel informale in arrivo su Netflix il prossimo anno, invece, si teletrasporterà al 1975, anno in cui partì il carrozzone itinerante del Rolling Thunder Venue, celebre tournée di concerti protrattasi fino alla primavera dell'anno successivo. Nessun timore comunque: è molto probabile che Bob Dylan non sappia nemmeno della realizzazione del documentario, impegnato com'è a non fregarsene nulla di certe cose.

Si sente nell'aria: stanno per scongelare Walt Disney
Il fatidico momento in cui il fondatore tornerà per esigere il suo ruolo di padrone del mondo si fa di qualche miliardo di dollari più vicino. Sono stati infatti comunicati i dati del botteghino statunitense per il 2018. Oltre a registrare un netto miglioramento generale – si parla di un aumento negli incassi di quasi il 7% rispetto al 2017, per un totale che sfiora i 12 miliardi di dollari, e di un aumento del 4% nei biglietti staccati – i numeri del box office USA rivelano il dominio Disney, che da sola ha raccolto il 26% dei proventi totali. Superando la seconda major, Warner Bros., di più di un miliardo di dollari. Assurdo. Significa che, per ogni pollo intero finito sui piatti degli yankee, un petto e spicci hanno il marchio a fuoco a forma di orecchie di Topolino. Disney ha fatturato come un piccolo stato africano, e solo tenendo conto del mercato interno. Stasera è il caso di stapparne una buona e brindare a Batman v Superman: Dawn of Justice (su Italia 1 alle 21.25): allo scarso e vano tentativo di DC e Warner Bros. di combattere il Behemot. 

In breve:
Una delle cose belle di vivere in tempi che altrimenti potrebbero essere considerati rivedibili, è la quantità e la qualità della narrazione. Non più solo cinema, teatro e letteratura, ma anche (e forse soprattutto) televisione, fumetto e videogioco. Specialmente per quest'ultimo però, rimangono intatte le stigmate del pregiudizio. Persone che non ne hanno mai fatto uso, o l'hanno fatto senza capirne le dinamiche e le meccaniche (senza conoscerne la grammatica e il lessico), gridano all'istupidimento delle nuove generazioni, quelle che hanno reso il mercato videoludico espanso uno dei più remunerativi nel mondo dell'intrattenimento. Un buon punto di partenza per cominciare a ignorare un po' meno l'universo narrativo/interattivo dei videogiochi, è partire dal meglio in circolazione selezionato dai più tosti addetti ai lavori. Come i 50 titoli che hanno ricevuto nomination ai D.I.C.E Awards 2019, i premi per i migliori giochi elettronici ammanniti ogni anno – a partire dal 1998, che pare ieri ma sono 21 anni fa – dalla Academy of Interactive Arts & Science.

Ne parla l'edizione online del The Sun, quotidiano che ha la credibilità di una mamma che sceglie di non vaccinare la prole perché ha letto delle cose sul web e poi se lo sente che fa male, quindi è una notizia che va presa con le pinze: sembra che Disney e Rob Marshall siano intenzionati a proseguire con i sequel di Mary Poppins, con la sensata motivazione che “P.L. Travers di libri su Poppins ne ha scritti otto, chi siamo noi per fermarci a due soli film?”. In questa non ancora ufficiale linea spazio-temporale in cui Mary Poppins arriverà ad avere più film di Rocky Balboa, Emily Blunt rimane confermata come protagonista.

Si stava per gridare al Vizio di forma (su Premium Cinema alle 23.35), quando finalmente la Berlinale ha annunciato il primo (e sinora unico) film italiano selezionato per il concorso ufficiale della sua 69esima edizione, che verrà inaugurata fra meno di un mese. Si tratta di La paranza dei bambini, nuovo film di Claudio Giovannesi. Il quale, a tre anni da Fiore (scelto per la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes nel 2016) torna alla regia cinematografica con l'adattamento dell'omonimo romanzo di Roberto Saviano, che potrebbe essere considerato (il libro) il Roberto Saviano dei romanzi scritti da Roberto Saviano. 

Il contributo video di oggi è una chicca trafugata ai colleghi di The A.V. Club, che a loro volta l'hanno estratta (previo consenso) dai contenuti speciali dell'edizione Dvd del nuovo Halloween, in uscita fra pochi giorni in America. Si tratta di un sunto del processo creativo percorso da John Carpenter e soci (fra cui figura anche il figlio Cody) per adattare e aggiornare al 2018 l'iconica colonna sonora di Halloween – La notte delle streghe (1978). L'ottima notizia è che Carpenter non è ancora stufo della sua composizione, anzi: la usa come suoneria del cellulare.  

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