Addio e grazie per tutte le news #066

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Adriano Aiello dice che Nikita è il film da salvare oggi in TV.
Su Cielo alle ore 21:15.

Quest'anno la regista argentina Lucrecia Martel sarà la presidentessa di giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Ne approfittiamo per riproporre la recensione di Zama , suo capolavoro.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Se non eravate ancora riusciti a vederla, niente paura: dal 25 giugno Sky Atlantic la ripropone in seconda serata, e vi consigliamo di non farvela scappare. Stiamo parlando della prima stagione di Kidding .

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

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News


30 Gennaio 2019

Addio e grazie per tutte le news #066

Torna il più amato dagli adattatori italiani
È un po' di tempo che Judd Apatow manca dalle scene. Il suo più recente credito cinematografico l'ha avuto, nel 2017, come produttore di The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no. Solo l'ultimo dei lavori che lo hanno visto coinvolto e che hanno ricevuto il trattamento “Tanto è una commedia americana idiota, facciamolo capire fin dal titolo” da parte degli adattatori italiani. In realtà Apatow, che piaccia o meno, ha avuto un impatto generazionale da non sottovalutare, riscrivendo praticamente da solo il panorama cinematografico della commedia americana anni 2000, lasciando briglia sciolta – come regista, sceneggiatore e produttore – a gente del calibro di Will Ferrell, Seth Rogen, Steve Carell, John C. Reilly, Jonah Hill, Bill Hader, Amy Schumer. E volendo tornare indietro ai tempi di Freaks and Geeks, potremmo aggiungere alla lista anche James Franco e Jason Segel. A quattro anni di distanza dalla sua ultima regia, Un disastro di ragazza, Apatow torna dietro la macchina da presa stimolato da una nuova musa. Il progetto sarà un commedia (e fin qui) semi-biografica incentrata sul giovane comico Pete Davidson, sconosciuto in Italia tanto quanto è celebre in America per i suoi talenti e la sua movimentata vita privata. E ce ne sono di cose da raccontare in una semi-biografia (qualsiasi cosa significhi) di Davidson, nonostante i nemmeno 26 anni. L'infanzia passata a Staten Island, la periferia della periferia della periferia di New York, la perdita del padre pompiere nell'attacco alle Torri Gemelle, l'uso (e più tardi abuso) di droghe, la malattia mentale vissuta in compartecipazione con il suo pubblico, la tanto pubblicizzata quanto breve storia d'amore con Ariana Grande che ha letteralmente e inspiegabilmente mandato fuori di testa i media statunitensi, la sua carriera come membro più giovane di sempre del Saturday Night Live. Impossibile sbilanciarsi su quel che sarà il progetto Apatow-Davidson, ma è quasi sicuro che sarà appena più divertente di Sette anime (su TV 8 alle 21.30). 

Zack Snyder torna alle origini
Non c'è troppo da scherzare sull'infelice esperienza di Zack Snyder al timone dell'autoarticolato con i freni rotti noto ai più come Universo cinematografico DC. Sia per il disastro produttivo-organizzativo con cui ha dovuto (anche per sue responsabilità) far conto. Sia per l'ammontare di melma con cui è già stato ricoperto da fan sin troppo coinvolti. Sia per le tragedie personali che sono intervenute nel frattempo – nello specifico il suicidio della figlia ventenne Autumn. Per ritrovare l'impulso creativo e la spinta a proseguire con la sua carriera, Snyder ha scelto di tornare all'inizio della sua avventura da regista cinematografico, quando il suo appassionato remake di Zombi, diventato per l'occasione L'alba dei morti viventi, veniva presentato fuori concorso a Cannes e, con un budget che è più o meno quello di una settimana di catering per Justice League, superava i 100 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo. Il suo nuovo progetto, sorprendentemente targato Netflix, sarà Army of the Dead, di cui Snyder ha anche scritto il soggetto, trasformato poi in sceneggiatura da Joby Harold. La storia sarà quella di un uomo che, nel mezzo di una Los Angeles infestata dagli zombie, assembla una squadra di mercenari per penetrare nella zona di quarantena e mettere a segno il colpo della vita. Non è, come qualcuno si aspettava, il remake americano di La Duchessa (su Rai Movie alle 21.10). 

Dove lo trova il tempo Taylor Sheridan?
Taylor Sheridan
, un passato da attore mascellone di cui pochi sentono la mancanza, ha esordito come sceneggiatore nel 2015 con Sicario. Sono passati tre anni e spiccioli, e nel frattempo Sheridan ha scritto altri tre film (tra cui Hell or High Water, che gli è valso una nomination agli Oscar) più due stagioni di una serie Tv (Yellowstone), oltre a firmare il suo secondo film come regista (I segreti di Wind River). Oggi se ne esce con una nuova sceneggiatura, il thriller Those Who Wish Me Dead, per un progetto che lo vedrà anche impegnato dietro la macchina da presa e per il quale si è anche assicurato i preziosi servigi, come protagonista, di Angelina Jolie. Un'altra persona che non ha ben chiara la parola ozio, dal momento che oltre a gestire da sola un asilo nido internazionale, non ha mai interrotto la sua carriera di attrice (altri sette Maleficent in arrivo), regista, produttrice, filantropa e attivista. Un incontro fra due professionisti dello stacanovismo hollywoodiano che fa venire il fiatone solo a pensarci. Il progetto sarà un adattamento dell'omonimo romanzo di Michael Koryta, ma Sheridan ha già messo le mani avanti annunciando che la sua trasposizione si discosterà nettamente dal libro, che racconta di un adolescente inserito in un programma di protezione testimoni, in fuga da due serial killer. 

In breve:
Rosario Dawson
è quella splendida persona che una volta ha accettato un ruolo a paga ridotta in Clerks II allo specifico scopo di scoprire come il regista, Kevin Smith, avrebbe risolto la scena di sesso con un'asina che aveva inserito in sceneggiatura. Se questi sono i brillanti – nessuna ironia, solo profonda ammirazione – metodi con cui l'attrice sceglie i suoi progetti, l'attesa per Zombieland 2, in cui Dawson è appena stata scritturata, è ufficialmente alle stelle. 

Che Ashton Kutcher fosse matto – di quei matti carismatici che incontri per caso un giorno e tempo un pomeriggio ti convincono a vendere casa, investire tutto nei pannelli solari, convertirti alla cabala e seguirli per una settimana nel loro ritiro spirituale a parlare di nuvole e bere acqua di fonte – era già noto ai più. Solo un uomo poco sano può pensare di circuire l'ex moglie di Bruce Willis. Oggi l'attore e investitore 40enne ha deciso che era un buon giorno per cambiare il suo approccio ai social network, per riavvicinarsi ai suoi fan e alla gente reale (sic). Così ha postato il suo numero di cellulare su Twitter. Un'ottima novità per l'assistente di Kutcher assegnato al telefono pubblico. Non ci sarà bisogno di uno Sherlock Holmes (su Italia 1 alle 21.25) per scoprire perché si è licenziato.   

Il contributo video di oggi è semplicemente la conferma che il mondo è un posto rivedibile. Come ampiamente previsto, ma una persona potrà pur sognare no?, il breve video in cui Jeff Bridges indossava nuovamente i panni di Jeffrey Lebowski era un'anteprima di uno spot pubblicitario. In compagnia di un altro celebre personaggio ai limiti dell'alcolismo, la Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) di Sex & the City e dei Cosmopolitan a metà mattinata, il Drugo rinuncia al suo White Russian in favore di una birra belga che non comprerò mai più. 

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