Addio e grazie per tutte le news #068

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Matteo Marelli dice che Sedotta e abbandonata è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 00:55.

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

Scorsese-DiCaprio, coppia al fulmicotone. Tre ore di film senza pause (e possibilmente senza tagli). Vi riproponiamo la locandina di Emanuela Martini.

Alice Rohrwacher dirigerà almeno due degli otti episodi della seconda stagione di L'amica geniale , dal titolo Storia del nuovo cognome . Avete già visto la prima?

Quest'anno alla #Berlinale69 non ci sono nomi di grande richiamo cinefilo. Un esempio preso dal passato? Bruno Dumont. Vi riproponiamo la recensione di un suo film, nella homepage della sezione Scanners.

La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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News


1 Febbraio 2019

Addio e grazie per tutte le news #068

L'eterna lotta tra Francia e Inghilterra
Il giorno prima i francesi di Gaumont annunciano di aver messo in produzione un film musicale ispirato (nel frattempo rettificando l'iniziale dicitura di biopic) alla vita di Céline Dion, la più celebre delle quebecchesi extra hockey ed extra Mortdecai Richler. Il giorno dopo, gli inglesi di Salon Pictures e Picadilly Pictures annunciano, fra mille pernacchie, il cast di Stardust, biopic su David Bowie (e ci mancherebbe). Così, mentre i francesi si accontentano di appropriarsi della cultura di una ex colonia peraltro poi conquistata dagli inglesi, i simpaticoni al di là della Manica – gli stessi il cui sovrano, in chiaro segno di spregio, si è scelto un motto in francese (Dieu et mon droit, Dio e il mio diritto) – rispondono con classe passivo-aggressiva mettendo in scena la vita del loro suddito prediletto esattamente negli anni (dal 1971 in poi) dei suoi primi viaggi transatlantici alla riconquista culturale dei figlioli prodighi statunitensi. A vestire i panni di David Bowie all'inizio del suo periodo Ziggy Stardust sarà il musicista e attore sudafricano, ma di quei sudafricani dalla parte meno dell'Apartheid che non causava il morbo della morte, Johnny Flynn diretto dall'esperto regista televisivo Gabriel Range a partire da una sceneggiatura di Christopher Bell. Non ci vuole neanche oggi Sherlock Holmes (Gioco di ombre è su Italia 1 alle 21.25) per immaginare la reazione dei francesi. Più o meno simile a quella che avevano quando vedevano correre Bartali.

Marketing poco ortodossi
Con la complicità della catena di multisale texana Alamo Drafthouse Cinema, la stessa che aveva già organizzato una serie di proiezioni di Wonder Woman per sole donne e di IT per soli clown (tutto corretto), Orion Pictures ha dedicato parte della programmazione del suo nuovo film in uscita, The Prodigy, a spettacoli esclusivamente riservati a donne (o Arnold Schwarzenegger) incinte. Che pensiero dolce. Dedicare a signore e signorine in dolce attesa una commedia, magari romantica, sicuramente rassicurante seppur ricca di colpi di scena. La storia di un bambino prodigio protetto e cresciuto con amore dalla sua mamma. Più o meno. The Prodigy infatti è un horror diretto da Nicholas McCarthy che racconta di Sarah, una mamma che comincia a essere un po' preoccupata per gli inquietanti comportamenti del figlioletto Miles. Ovviamente giungerà subito alla conclusione più ovvia, ovvero che Miles è posseduto da una forza malvagia e soprannaturale. Cosa c'è di più adatto per una donna incinta di un horror che allegorizza nel male irrazionale le gioie della maternità? Forse farle vedere prima L'esorcista e poi Babadook (su Rai 4 alle 23.20). Per poi finirla con una maratona, lunga tutta la gravidanza, di I segreti di Walter Mitty (su Rai Movie alle 23) in loop perpetuo. 

Finalmente: niente più palestra per Ben Affleck
Il buon Ben Affleck, tra divorzio e sbattimenti vari ed eventuali, non è che abbia passato un buon periodo ultimamente. E non è che in sé e per sé questa sia una notizia grandiosa per lui. Dopo i disastri di critica e la sufficienza stiracchiata al botteghino raccolti da Batman v Superman Dawn of Justice e Justice League, Warner e DC hanno infatti ufficializzato che i servigi dell'attore, regista e sceneggiatore due volte premio Oscar non saranno più richiesti nelle prossime apparizioni cinematografiche di Batman. Il danno per Affleck sarebbe sulla carta doppio, dal momento che il progetto del nuovo film sul cavaliere oscuro (annunciato in uscita per il 25 giugno 2021) lo vedeva coinvolto anche in veste di sceneggiatore, con una prima stesura del copione scritta a quattro mani con il fumettista Geoff Johns e già nelle mani della produzione. D'altra parte, per la metà del bicchiere piena, Affleck può graziosamente smarcarsi dal ginepraio dell'Universo cinematografico DC, al momento non molto di più di un goffo e confusionario scimmiottamento di quello Marvel; può concentrarsi sul suo prossimo progetto da produttore e interprete, l'adattamento del romanzo di Kate Alice Marshall I Am Still Alive; e può smettere di contare le calorie nel terrore di non riuscire a rientrare in quella prigione di lattice antiproiettile che sul set chiamavano costume di Batman. 

In breve:
Per non farci mancare proprio niente, sembra buona cosa approfondire il solco del Sul sicuro a tutti i costi cominciando anche a produrre reboot fiction di mini-serie documentario. Un concetto che fa abbastanza arrotolare il cervello. Fatto sta che la superstar indiana Priyanka Chopra, da qualche anno sbarcata alla conquista dell'America, ha annunciato che produrrà e interpreterà un film basato su Wild Wild Country, la mini-serie Netflix vincitrice dell'Emmy che ha raccontato le losche attività della comunità Rajneeshpuram, 7mila persone radunate nella contea di Wasco, Oregon attorno agli insegnamenti del guru Osho. Nel film diretto da Berry Levinson, Chopra vestirà i panni di Ma Anand Sheela, l'influente assistente di Osho.

Altro doppio contributo video, per chiudere la settimana con la schizofrenia di un uno-due a cui è raro assistere in contemporanea. Due trailer agli antipodi, pubblicati a poche ore di distanza l'uno dall'altro. All'angolo rosso Pedro Almodóvar, che presenta il trailer del suo nuovo film, prematuramente descritto come l' del regista spagnolo. Già dal titolo, Dolor y gloria, questo film che racconta il declino e le memorie di un regista (Antonio Banderas senza gallina) trasuda dramma e teatralità e cuori infiammati. 

All'angolo blu, con il peso totale di 260 chili di testosterone e ignoranza, il trailer di Hobbs & Shaw, spinoff della serie Fast & Furious in cui i due eponimi protagonisti, Dwayne Johnson e Jason Statham, se la vedono controvoglia con Idris Elba, cattivo con i super poteri e coerentemente un super giramento di balle. Johnson e Statham fanno la strana coppia che fa la gara di mascolinità a chi spacca più cose più in fretta, e sono tanto teneri e adorabili. 

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