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La vita invisibile di Eurídice Gusmão di Karim Ainouz è in streaming su CGDigital

Cosa leggere oggi? Vi riproponiamo la prima parte del primo racconto a puntate pubblicato su Film Tv.

Ancora una volta, cos'è il cinema?

Riproposta da Spike, comincia il 17 febbraio la prima stagione di una delle migliori serie tv britanniche degli ultimi anni. Qui ve ne riproponiamo la recensione.

Il 20 febbraio uscirà in sala l'ultimo film di Christophe Honoré, L'hotel degli amori smarriti . Difficilmente i film del regista francese sono arrivati nelle nostre sale, come dimostra la recensione di questo film, estratta tra i tanti di Honoré segnalati nella nostra rubrica Scanners.

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News


28 Febbraio 2019

Addio e grazie per tutte le news #085        

Fuga dall'universo cinematografico sbagliato
Will Smith
fugge dal sequel di Suicide Squad e dall'universo cinematografico DC. La cosa più bizzarra, in linea con scelte di carriera da sempre sui generis (Wild Wild Wild West sì, The Matrix no) ma comunque prese con un invidiabile sorriso stampato in volto (è pur sempre cinema perdio), è che Smith ha rinunciato al suo posto nel pantheon di DC, quello del cecchino infallibile spietato assassinio mercenario con sotto sotto un cuore d'oro Deadshot, nel momento esatto in cui i tipi di Warner Bros. sembrano aver dato un ordine e una personalità al loro universo cinematografico, con il successo di Aquaman (è appena stato confermato un sequel in arrivo nel 2022) e, soprattutto, con l'accordo con il fuoriuscito Marvel James Gunn, il cui primo impegno dall'altra parte della barricata sarà proprio Suicide Squad 2. Smith e Warner non hanno rilasciato ulteriori commenti in merito alla scelta o a eventuali rimpiazzi. Ma il dubbio legittimo è che l'ex principe di Bel-Air abbia cose più cogenti da portare a termine, e che gli impegni sui set cinematografici comincino a stargli un po' stretti e anche un po' a puzzare. A riprova è l'accordo, arrivato quasi contemporaneamente alla rinuncia a Suicide Squad 2, che l'attore ha raggiunto con Facebook Watch per la pubblicazione di una miniserie in sei puntate, Will Smith's Bucket List, che lo seguirà in giro per il mondo nella rivisitazione di una crisi di mezz'età avanzata dal punto di vista di un uomo con troppi soldi e un sacco di entusiasmo. Will Smith che si lancia dal paracadute, che nuota con gli squali, che guida una macchina da corsa, che prova a fare cabaret. Se la serie dovesse avere successo aspettatevi una seconda stagione con Will Smith che testa i suoi poteri mutanti (X-Men: Apocalisse è su Italia 1 alle 21.25), Will Smith che salva le opere d'arte italiane dal governo Di Maio (Monuments Men è su Nove alle 21.25) e, da un'idea di Stefano Accorsi: Will Smith in Le fate ignoranti (su Iris alle 21).

Il nonno lamentone che tutti vorremmo avere
Paul Schrader
quest'anno compirà 73 anni, 45 dei quali passati a fare e scrivere cinema. In tutto questo tempo, Schrader è stato graziato di una singola nomination agli Oscar, arrivata quest'anno per la sceneggiatura di First Reformed – La creazione a rischio, statuetta poi andata a Green Book. Dice, ce ne sono tanti di professionisti del cinema che non hanno mai avuto i riconoscimenti che pensavano di meritare, proseguiamo. Certo, ma non tutti fra i tanti professionisti del cinema che non hanno mai avuto i riconoscimenti che pensavano di meritare hanno scritto Yakuza, Taxi Driver, Toro scatenato, L'ultima tentazione di Cristo o Al di là della vita. Né hanno diretto Il bacio della pantera, Mishima: Una vita in quattro capitoli, Affliction o Adam Resurrected. Insomma, l'Academy – e l'industria cinematografica in generale, escluso forse Scorsese – non vuole bene a Schrader. Chissà come mai. Sarà per lo stesso motivo per il quale i distributori del suo ultimo film, i ragazzi di A24, gli hanno tolto dalle mani Facebook perché durante la promozione di First Reformed il regista e sceneggiatore si è messo a discutere pubblicamente di come gli piacerebbe lavorare insieme a Kevin Spacey? Sarà perché, una volta riottenuto il permesso di usare i social dopo la fine della maratona Oscar, come prima cosa ha scritto: “Mi sono ritrovato coinvolto in un processo che mi ha fatto sembrare importanti dei premi che nemmeno rispetto. E ho nuovamente imparato che non bisogna mai sopravvalutare il potere della mediocrità”? Chissà. 

Netlfix dà agli inglesi quello che si meritano
La storia è di quelle buffe, e riguarda uno dei film più temuti da tutti i mariti compagni e fidanzati del mondo: Le pagine della nostra vita. Quella cosa diretta dal Cassevetes sbagliato (Nick) e tratta dall'omonimo romanzo di Nicholas “C'ho troppa spocchia per scrivere Harmony” Sparks. La vicenda è quella della tragica, poi romantica, poi di nuovo tragica e infine strappalacrime storia d'amore tra l'operaio Noah e la ricca ereditiera Allie. Novelli Romeo & Giulietta delle malattie neurodegenerative il cui affetto l'uno per l'altra sconfigge non solo le incomprensioni, la distanza e le differenze sociali, ma anche la malattia di Alzheimer. Il film, un lungo flashback con sorpresa finale, termina con i due amati ormai anziani e malati che spirano abbracciati in un letto d'ospedale, con la certezza che il loro sentimento è talmente forte da superare la malattia e financo la morte. Ma non se sei inglese e se stai rivedendo Le pagine della nostra vita su Netflix. A quanto pare, infatti, esiste anche una forma più subdola di Brexit (o di vendetta per la Brexit): dare in consegna al Regno Unito una versione di Le pagine della nostra vita senza la catarsi del romantico finale. Solo aceto e sale per i sudditi della regina, nelle patatine e anche al cinema. 

Il contributo video dell'oggi è un nuovo trailer di Dark Phoenix, prossimo capitolo della saga cinematografica X-Men (e ultimo sotto l'egida Fox prima della sempre più prossima acquisizione da parte di Disney) ed esordio alla regia dello sceneggiatore e produttore Simon Kinberg. Questo trailer ci insegna un sacco di cose: che non serve conoscere la lingua inglese, visto che si rincorrono dialoghi palesemente inutili e soverchiati dalla potenza della distruzione causata da Fenice Nera; che il cranio di James McAvoy ha veramente una forma strana e che per Sophie Turner gli sceneggiatori hanno usato il metodo delle scorciatoie da tastiera di Boris, F4 per inquietante, F5 per intensa, F6 per confusa, F7 per tutte le suddette espressioni nello stesso momento.

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