Addio e grazie per tutte le news #095        

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Matteo Marelli dice che Il silenzio degli innocenti è il film da salvare oggi in TV.
Su Spike alle ore 01:10.

State già seguendo su TIMVision la seconda stagione di Killing Eve ? Vi riproponiamo l'intervista doppia alle due attrici protagoniste realizzata per l'arrivo della prima stagione, l'anno scorso.

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Michelle Yeoh è appena stata scelta da James Cameron per i tre sequel previsti di Avatar. Vi riproponiamo allora la locandina di Emanuela Martini scritta per il film del 2009.

Sulla seconda stagione abbiamo pareri discordi (cfr. il Perché sì / Perché no di FilmTv n° 16). Ma la prima stagione di The OA ci era piaciuta molto: la recensione di Giulio Sangiorgio.

La seconda stagione di Big Little Lies , che era nata come miniserie, uscirà a giugno ed è diretta non più da Jean-Marc Vallée ma da una regista americana di cui abbiamo parlato spesso nelle nostre pagine. Questo è il primo film suo che abbiamo recensito nella rubrica Scanners.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

scelta da
Matteo Bailo

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News


18 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #095        

Ti amo, poi ti odio, poi ti apprezzo
Insomma, alla fine James Gunn torna in quota Disney per portare a termine la sua trilogia dei Guardiani della galassia. Breve riassunto delle puntate precedenti: James Gunn è un giovane turco che lavora alla Troma e fa film a basso costo e alto impatto yeuch, e usa i social network per fare battute di cattivo gusto su bambini, stupro e Torri gemelle per provocare e farsi notare nel peggior modo possibile; stacco a una manciata di anni più tardi quando un Gunn più maturo si è evoluto in sceneggiatore e regista di successo per l'universo cinematografico Marvel, ma in pieno clima politicamente corretto deve pagare le conseguenze per l'infelice umorismo del se stesso giovane e immaturo venendo licenziato (era lo scorso luglio) da un progetto su cui lavorava con passione da anni. Se c'è una lezione che i bambini possono trarre da questa vicenda è la seguente, ed è bellissima: esiste una versione della società contemporanea in cui assumersi le responsabilità per i propri errori, per quanto marginali e lontani nel tempo, e accettarne con grazia le conseguenze, per quanto possano sembrare sproporzionate e ingiuste, sono atteggiamenti corretti e maturi che, in un modo o nell'altro e prima o poi, vengono ricompensati. Gunn era stato licenziato in tronco per stupidaggini offensive e gratuite scritte una decina di anni fa. E piuttosto che mettersi sulla difensiva e rispondere con livore alla scelta dei vertici Disney, si è scusato per i suoi comportamenti passati e ha accettato con dignità il verdetto dei suoi datori di lavoro. E ora non solo è tornato al suo posto dietro la macchina da presa di Guardiani della galassia Vol. 3, ma si tiene anche stretto il lavoro che gli è arrivato nel frattempo, quello di regista e sceneggiatore del sequel di Suicide Squad. L'universo ogni tanto è un posto giusto e oggi è uno di quei giorni in cui viene d'istinto sposare le teorie d'amore di Interstellar (su Canale 20 alle 21) piuttosto che l'hobbesiana lotta per la sopravvivenza di John Wick - Capitolo 2 (su Italia 1 alle 21.30).

Sogno che un sangue così non ritorni mai più
Niente di meglio, dopo una notizia che riporta i buoni sentimenti nel cinico mondo del cinema, dell'annuncio di un film che inonderà gli schermi di tutto il mondo di sangue e ultra-violenza. Ma sempre nel nome dell'amore per la settima arte. Amazon, infatti, avrebbe finalmente dato il via libera al progetto western The Brigands Of Rattlecreek. Un film che sua maestà Park Chan-wook, dalla trilogia della vendetta (Oldboy e compagnia vendicante) in avanti con ammirevole costanza fra le voci più sublimi del cinema contemporaneo, ha cercato di realizzare, senza fortuna, per sette anni. Oggi parrebbe essere arrivata la conferma che il western si farà. L'altra buona notizia è che la sceneggiatura sarà firmata dal multitalentuoso satrapo S. Craig Zahler, musicista, scrittore, direttore della fotografia, sceneggiatore e, da meno di un lustro, anche regista, avendo firmato i poco romantici Bone Tomahawk, Cell Block 99 – Nessuno può fermarmi e Dragged Across Concrete (visto fuori concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia). Nel copione di Zahler, un dottore e uno sceriffo cercano vendetta nei confronti di un gruppo di banditi che, nascosti dalle piogge torrenziali di una tempesta, terrorizzano gli abitanti di un piccolo villaggio. Ultima buona notizia: il candidato della produzione a interpretare il ruolo del dottore è Matthew McConaughey, al momento nelle prime fasi delle trattative. 

La rigorosa puntualità degli Asian Film Awards
Si è svolta ieri sera la 13esima edizione degli Asian Film Awards. E prima di partire con il coro dei chissenefrega, sappiate che state per sottovalutare un riconoscimento che non solo mette in competizione tutte le cinematografie che stanno fra la Russia e il Giappone (se ci pensate è un po' tanta gente), ma che oltretutto (nella sua pur breve storia) si è dimostrata una delle poche manifestazioni in grado di premiare con costanza i più alti raggiungimenti cinematografici dell'anno. Insomma, la giusta via di mezzo tra l'attenzione critica e a volte antipopolare delle giurie dei Festival, e la celebrazione glamour delle statuette più importanti della stagione. Nel corso degli anni si sono alternati sul podio dei vincitori i più importanti cineasti asiatici: da Bong Joon-ho a Takeshi Kitano, da Asghar Farhadi ad Apichatpong Weerasethakul, passando per Wong Kar-wai, Hou Hsiao-hsien, Jia Zhangke e Ann Hui. Non fa eccezione questa tredicesima edizione, in cui a portare a casa il premio per il Miglior film è Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda. A dividere con lui gli onori della gloria sono un'altra manciata di maestri del cinema orientale: Lee Chang-dong, oltre a essere stato premiato con un riconoscimento alla carriera, ha vinto la statuetta per la regia dell'immenso Burning; a Jia Zhangke il premio per la Migliore sceneggiatura per Ash Is Purest White; a Shinya Tsukamoto quello per il Miglior montaggio per Killing; a Zhang Yimou e al suo Shadow sono invece andati quattro premi tecnici (fotografia, scenografie, costumi e suono).  

Il contributo video dell'oggi è la chiusura di un cerchio fantastico. Si tratta del trailer di Long Day’s Journey Into Night, il film del cinese Bi Gan presentato allo scorso Festival di Cannes. Se n'era già parlato da queste parti per rendere imperitura gloria al suo ufficio stampa, che era riuscito a spacciarlo per una commedia romantica rubando 40 milioni di dollari di incasso nei primi tre giorni di programmazione a un sacco di spettatori cinesi prima ignari e poi inviperiti. Sì, perché Long Day’s Journey Into Night non è nemmeno lontanamente una commedia romantica, e non è neanche un baraccone stile Skyfall (su TV8 alle 21.30), ma è un eterno noir d'autore che sperimenta con il 3D e si conclude in in grande stile con un pianosequenza lungo quasi un'ora. Il trailer, buon per voi, dura appena due minuti.

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