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Adriano Aiello dice che Nikita è il film da salvare oggi in TV.
Su Cielo alle ore 21:15.

Dal primo luglio sarà interamente disponibile su TIMVision l’ottima serie crime western che Graham Yost ha costruito attorno al personaggio inventato dallo scrittore Elmore Leonard. Vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Quest'anno la regista argentina Lucrecia Martel sarà la presidentessa di giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Ne approfittiamo per riproporre la recensione di Zama , suo capolavoro.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

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Emanuela Martini

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News


28 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #102

Dogman pigliatutto  
La sessantatreesima edizione dei David di Donatello si è risolta ieri in una serata di premiazione allegrotta anzichenò, portata a casa con la solita maestria di Carlo Conti da capo animatore dei villaggi vacanze con gente in smoking. È stata la prima edizione della rivoluzione Detassis, che come nuova Presidentessa dell'Accademia del cinema italiano ha modificato le modalità di voto (diminuendo il numero dei votanti), ha aggiunto una nuova statuetta che premia il film italiano di maggior successo al botteghino (A casa tutti bene di Gabriele Muccino) e ha onorato con premi speciali Dario Argento, la scenografa premio Oscar Francesca Lo Schiavo, Uma Thurman e con un David alla carriera Tim Burton. Ma il vero vincitore, oltre a il cinema italiano®, della serata è stato Matteo Garrone. L'autore romano e il suo Dogman entravano in gara con il più alto numero di nomination fra i film in competizione, quindici. Ne sono usciti con nove statuette, comprese quelle per il Miglior film, Miglior regia e Migliore sceneggiatura originale. È mancata la soddisfazione del premio a Marcello Fonte, che pure l'aveva ottenuto a Cannes nella sorpresa e nella gioia generali. Ai David, Fonte è stato superato da Alessandro Borghi, che ha vinto per l'interpretazione in Sulla mia pelle. Il film diretto da Alessio Cremonini (votato Miglior regista esordiente) e distribuito da Netflix è stato premiato anche come Migliore produzione. A uscirne con le ossa rotte – ma anche, con un Oscar in saccoccia, con un grandissimo “Embè?” – sono Luca Guadagnino e Chiamami col tuo nome, che dalle 13 nomination con cui iniziava la serata ha tratto solamente i premi per la Miglior sceneggiatura non originale e la Miglior canzone. Nanni Moretti, invece, riesce a infilarsi anche in questa edizione, vincendo la statuetta per il Miglior documentario con Santiago, Italia. Lo stesso, solo con il bonus di farlo a livello internazionale, vale per Alfonso Cuarón, che si intrufola anche in Italia e vince il suo centordesimo dell'anno premio come Miglior film straniero. Succedendo nel palmarès dei David a titoli importanti come Il ponte delle spie (su Rai 3 alle 21.20) Terminator 2 – il giorno del giudizio (su Canale 20 alle 21) o Ace Ventura, l'acchiappanimali (su Spike alle 21.30). L'ultimo periodo di questa news potrebbe non essere storicamente accurato. 

Angelina Jolie, vera principessa Disney
Questa non è male. DisneyPixarLucasFox sta architettando la prossima fase dell'universo cinematografico Marvel, quella post Avengers – Endgame per capirci, e fra i progetti in cantiere c'è The Eternals, adattamento della serie a fumetti pubblicata in Italia come Gli Eterni, esseri sovrumani creati geneticamente dai Celestiali e in perenne lotta con la loro nemesi, i Devianti. Ok. Siamo dalle parti di personaggi Marvel leggermente più oscuri, un salto nel vuoto rispetto alle trasposizioni di titoli enormi e pienamente entrati nella cultura pop internazionale come quelli a cui siamo abituati. Aggiungeteci che la regia del film d'avventura spaziale è stata affidata alla giovane (non ancora quarantenne) e talentuosa Chloé Zhao, che arriva, con il suo ultimo film The Rider, dritta dritta da Cannes e dalla Quinzaine des réalisateurs, non esattamente la riserva di caccia preferita dei produttori Marvel. A dare un po' di benvenuta pubblicità gratuita al progetto di Zhao, arriva oggi la notizia che Angelina Jolie sarebbe in trattative per uno dei ruoli da protagonista. Con la sua doppia investitura, nell'universo Marvel e in quello revanscista dei remake live action del canone animato, Jolie diventa ufficialmente principessa del regno multimediale Disney, diretta successore del sovrano Jon Favreau, a cui manca solo la regia di un film Pixar e un ruolo nel prossimo Deadpool per diventare anche Papa. 

Jim Jarmusch riunisce la compagnia del parchetto
Perché in realtà è abbastanza facile immaginarseli. Fra una ripresa e l'altra di Coffee and Cigarettes, senza perdere quel tono di bianco e nero lì, mentre passano tutta una lunga pausa in silenzio al parchetto, appoggiati alle panchine e alle altalene mentre fumano e bevono caffè da tazze di carta. Finché Bill Murray non rompe il silenzio per dire: “Mi sto divertendo davvero un sacco, dovremmo rifarlo un'altra volta”. E tutti, Jim Jarmusch, Iggy Pop, Tom Waits e RZA, annuiscono convinti. Benigni invece, non ascoltava. A lui il caffè non fa bene, era troppo impegnato a rincorrere un piccione. E proprio per questo non sarà nel cast del prossimo film di Jarmusch, The Dead Don't Die. Una roba che non solo ha gli zombie ed è praticamente già pronta (uscirà negli Stati Uniti il 14 giugno), ma ha anche tutta una serie di attori che, escluso Bill Murray, non avresti mai detto di poter vedere in un film sui morti viventi: Selena Gomez, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Sara Driver, Carol Kane e chi più ne ha più ne metta. Su The Dead Don't Die non si sa veramente nient'altro, ma se anche così non siete almeno un po' curiosi significa che avete venduto tutta la vostra anima cinematografica a Kevin Feige. 

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