Addio e grazie per tutte le news #107

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Adriano Aiello dice che Nikita è il film da salvare oggi in TV.
Su Cielo alle ore 21:15.

Dal primo luglio sarà interamente disponibile su TIMVision l’ottima serie crime western che Graham Yost ha costruito attorno al personaggio inventato dallo scrittore Elmore Leonard. Vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Quest'anno la regista argentina Lucrecia Martel sarà la presidentessa di giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Ne approfittiamo per riproporre la recensione di Zama , suo capolavoro.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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News


8 Aprile 2019

Addio e grazie per tutte le news #107

Il Professore e il Mel Gibson
Saranno più o meno tre lustri, dai tempi della svolta vetero-cattolica con tanto di messe in latino a Matera e corsi di aramaico dell'Arci, che Mel Gibson come si muove o parla rompe qualcosa e offende qualcuno, o rompe qualcuno e offende qualcosa, o tutte le cose contemporaneamente, a seconda del tasso di alcolemia fatto registrare. Pian piano e con la connivenza di Hollywood e degli spettatori – entrambi, è noto, hanno una memoria particolarmente corta – Gibson è riuscito a riprendersi dai disastri personali che inficiavano il suo lavoro e a tornare se non quello di un tempo, megastar gallina dalle uova d'oro dell'action e della commedia romantica oltreché regista e produttore premio Oscar, quantomeno ai livelli di un professionista serio e rispettabile, che conosce il suo mestiere e lo fa con passione. Nonostante la presenza di tutti quegli ebrei, ma su questo è meglio sorvolare prima di fare arrabbiare Mel. Purtroppo per lui, il pessimo karma accumulato negli anni è tornato a colpirlo anche laddove non si era impegnato di persona per fare danni. È il caso de Il professore e il pazzo, storia di come nacque (nella seconda metà dell'800) l'Oxford English Dictionary e progetto fortemente voluto da Gibson, che ha acquisito i diritti del libro di Simon Winchester The Surgeon of Crowthorne: A Tale of Murder, Madness and the Love of Words, ha affidato la regia al fedele collaboratore Farhad Safinia e ne ha anche interpretato il co-protagonista al fianco di Sean Penn. Nel 2017 e poco prima del termine delle riprese del film, però, Gibson e i suoi partner produttivi (Voltage Pictures) sono entrati in un furioso contenzioso legale, laddove Voltage Pictures avrebbe sabotato il film (e rotto alcune clausole del contratto) impedendo a Safina di completare il progetto. Voltage ha risposto rinfacciando a Gibson e al suo regista di avere abbandonato il set quando è stato fatto loro notare che il budget stava andando troppo oltre i preventivi, annullando alcune riprese volute dai due e da girare in location inglesi. Il risultato è stato il blocco della distribuzione nordamericana del film per più di due anni, durante i quali le parti si sono date battaglia tramite avvocati. In questi giorni Gibson ha reso noto che i contendenti sono stati fatti arrivare a un accordo a denti stretti, e il film potrà uscire anche negli Stati Uniti, pur se non nella versione pensata dal suo regista e co-sceneggiatore, che non ha mai avuto la possibilità di finire il lavoro che aveva iniziato. A chiusa di tutto l'affaire, il buon Mel ci ha tenuto a rilasciare una lunga dichiarazione a mezzo stampa in cui non dice nulla di sostanziale, ma si dichiara fortemente dispiaciuto per il trattamento riservato a un progetto a cui teneva molto. Solo Nicolas Cage potrebbe reggere l'emozione di una giornata nei panni di Mel Gibson. 

Batista Bomb
Allora. Non per suonare ripetitivi, ma effettivamente molte delle cose che succedono a Hollywood hanno come standard aureo, più in negativo che in positivo, la carriera di Nicolas Cage. Stanno per cominciare le riprese di questo film scritto e diretto dal noto tamarro Zack Snyder, Army of the Dead, la cui trama è stata riassunta nella seguente, spettacolare maniera: un gruppo di mercenari sfrutta il caos provocato dall'apocalisse zombie per organizzare la più grande rapina di sempre a Las Vegas. Deve essere un film il cui protagonista è Nicolas Cage, giusto? Invece, ennesima ingiustizia degli dèi capricciosi che governano le nostre sorti, il ruolo è andato a Dave Bautista. Attore che, scelta professionale azzeccata dopo scelta professionale azzeccata, si sta rivelando, in quanto a sale in zucca (o qualità dell'agenzia di talenti a cui si è rivolto), molto più simile all'ex collega di ring (entrambi provengono dal mondo del wrestling) Dwayne Johnson che al nume tutelare degli sbagli cinematografici Nic Cage. Anche le scelte leggermente più trash di Bautista (L'uomo con i pugni di ferro) o comunque meno azzeccate (I predoni, Bushwick) non fanno sanguinare gli occhi come certe istanze nella filmografia di Cage. Senza contare che il gigante Bautista, oltre alla presenza nell'Universo cinematografico Marvel e al piccolo ma significativo ruolo in Blade Runner 2049, al momento è impegnato con un progetto enorme come il remake di Dune firmato da Denis Villeneuve. Non male per un signore a cui piacciono molto gli slip in lattice. 

Il meraviglioso mago di Alice nel paese di Oz
L'idea fa venire in mente un bimbo particolarmente fantasioso, che essendo stato troppo impegnato a mangiarsi tutte le caccole, arriva per ultimo al cesto dei giochi all'asilo e si ritrova a doversi inventare qualcosa per intrattenersi con le uniche cose rimaste: una Barbie e una action figure di Spider-Man. Nasce la commedia romantica crossover cinecomic più coraggiosa della storia di Hollywood. Ecco. Netflix sta per mettere in produzione un progetto assimilabile, un film in cui la Dorothy Gale de Il meraviglioso mago di Oz e l'Alice di Lewis Carroll si incontrano e diventano super amiche, possibilmente allo scopo di salvare il mondo. Il soggetto arriva da Justin Merz, che si era immaginato una storia in cui Dorothy è una bambina perseguitata da vividi incubi in cui il mondo di Oz sta per essere distrutto. Viene mandata in una casa di cura per persone che, come lei, sperimentano sogni che sembrano reali e qui conosce e diventa amica di Alice, una ragazza misteriosa che la coinvolge in una missione per salvare non solo i mondi dell'immaginazione, ma anche quello reale. Di questa prima stesura è rimasto solamente il soggetto, ovvero: Dorothy e Alice si incontrano e intraprendono un'epica avventura. Il resto sarà riscritto dalla giovane sceneggiatrice Anna Klassen, ex giornalista di cultura e spettacolo che ha intrapreso con successo la nuova carriera dopo essere stata, nel 2017, nella classifica dei migliori copioni non realizzati con When Lightning Strikes, biografia non autorizzata di J.K. Rowling.

L'unico modo in cui è possibile consolarsi per l'assenza di un contributo video degno, e per la contemporanea, pervicace presenza in programmazione di fetenzie come Lo sguardo di Satana - Carrie (su Rai4 alle 21.10), puntiamo tutto sulla visione di Per qualche dollaro in più (su RaiMovie alle 21.10). In alternativa, e come strumento di ridirezione di rabbia inespressa, potete tirare popcorn allo schermo del televisore riguardando Star Wars Episodio II - L'attacco dei cloni (su Italia 1 alle 21.25).

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