Addio e grazie per tutte le news #108

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Adriano Aiello dice che Nikita è il film da salvare oggi in TV.
Su Cielo alle ore 21:15.

Dal primo luglio sarà interamente disponibile su TIMVision l’ottima serie crime western che Graham Yost ha costruito attorno al personaggio inventato dallo scrittore Elmore Leonard. Vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Quest'anno la regista argentina Lucrecia Martel sarà la presidentessa di giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Ne approfittiamo per riproporre la recensione di Zama , suo capolavoro.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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News


9 Aprile 2019

Addio e grazie per tutte le news #108

J. J. Abrams produce Stephen King, e la lira si impenna
Non che Stephen King ne abbia tanto bisogno. Che ok il Re dell'horror, ma un soprannome ben più azzeccato (seppur molto meno epico) potrebbe essere Visconte degli adattamenti. Fare la lista di tutti quelli che ci sono già stati negli ultimi 40 anni significherebbe pronunciare uno dei rosari più blasfemi del mese. Bastino solo i progetti confermati o in procinto di essere tali: è appena uscita nei cinema americani la versione cinematografica di Pet Sematary (la seconda dopo Cimitero vivente), si parla di una nuova trasposizione della saga de La Torre Nera, della riesumazione di Creepshow, serie antologica anni '80 diretta da George Romero e scritta da King, di un remake de L'ombra dello scorpione e, chiaramente, dell'atteso sequel della nuova versione di It. A questo si aggiunga l'ultimo progetto di adattamento da un testo di King, che un po' di acquolina in bocca la mette. J. J. Abrams, infatti, produrrà per conto della neo-annunciata Apple TV+ la trasposizione seriale di La storia di Lisey, considerato fra i romanzi recenti dello scrittore del Maine uno dei più riusciti. Protagonista della serie sarà Julianne Moore negli eponimi panni di Lisey, fresca vedova del celebre e misterioso romanziere Scott Landon. Dopo la morte del marito, Lisey comincia a vivere bizzarre esperienze che sembrano coinvolgere alcuni dei personaggi e delle situazioni descritti da Scott nei suoi libri. Seguono inquietudini e spaventi vari. Non gli stessi spaventi di un film diversamente horror come Trappola in fondo al mare (su Tv8 alle 21.25): la qualità dell'orrore dovrebbe essere assicurata dallo stesso King che, come raramente gli capita, ha accettato di sceneggiare tutte le puntate della prima stagione della serie. 

Addio a Seymour Cassel
Se n'è andato a Los Angeles, aveva 84 anni e da tempo era malato di Alzheimer, un attore fondamentale nella Storia del cinema  indipendente americano, Seymour Cassel. Nato a Detroit, ma cresciuto a New York, Cassel ha avuto un'infanzia gitana senza un padre e appresso a una madre che lavorava in spettacoli di burlesque e come spogliarellista. Nel 1959, quando ha 24 anni, incontra il trentenne John Cassavetes e lo aiuta, come tuttofare e a titolo gratuito, nella realizzazione di Ombre, il primo lungometraggio del regista, un film totalmente libero e improvvisato. Per il suo aiuto sul set, non solo Cassavates gli fa giustizia accreditandolo come produttore esecutivo, ma comincia anche a usarlo come interprete nel suo momento di più fervida creatività cinematografica. I due, insieme, lavoreranno a Blues di mezzanotte, Volti (per questo ruolo Cassel riceverà la sua unica nomination agli Oscar), Minnie e Moskowitz (in cui è protagonista al fianco di Gena Rowlands), L'assassinio di un allibratore cinese e Love Streams - Scia d'amore. Cassel ha descritto il suo rapporto con Cassavetes battezzando l'amico e partner artistico come: “Il fratello maggiore che non ho mai avuto e l'uomo con cui ho stretto l'amicizia più forte della mia vita. Ha avuto un'estrema influenza nella nascita della mia carriera e nell'accompagnarmi nelle scelte”. Il prosieguo della carriera di Cassel è stato un continuo di ruoli da comprimario di lusso – Colors - Colori di guerra, Mille pezzi di un delirio, Dick Tracy, Proposta indecente – e altre collaborazioni ricorrenti con registi del calibro di Wes Anderson (Rushmore, I Tenenbaum e Le avventure acquatiche di Steve Zissou) o Steve Buscemi (Mosche da bar, Animal Factory e Lonesome Jim).

Il meglio del peggio
A stagione dei premi temporaneamente sopspesa, in attesa di ripartire fra poco più di un mese con il Festival di Cannes, è pur sempre comunque immancabilmente tempo di consuntivi e classifiche. In questo caso andiamo a celebrare la stagione delle tasse con un'ingloriosa classifica sui film che si sono rivelati i più grandi disastri finanziari dell'anno, cortesia dei colleghi di Deadline. Perché, non nascondiamocelo, è sempre abbastanza interessante sapere che anche i ricchi piangono. Nessuna paura, però: la cosa divertente di questa classifica è che pur parlando di tonfi stratosferici e gigatonnellate di dollari andati in fumo, nessuno si è fatto male. Per Disney, presente con tre film, si è stato, di fatto, come perdere il portafogli dopo aver esagerato con i festeggiamenti per l'ultimo incasso oltre il miliardo di dollari: fastidioso ma ininfluente. A Lionsgate e Universal, gli altri due colossi coinvolti nell'incidente in galleria, sarà probabilmente scesa qualche lacrima, ma niente di irrimediabile. A spazzare via la concorrenza, per niente agguerrita, è stato Macchine mortali, diventato il peggior tonfo della carriera da produttore di Peter Jackson, facendo peggio anche di Amabili resti. Per dire. Macchine mortali è costato a Universal quasi 175 milioni di dollari di perdite. Seguono a ruota Nelle pieghe del tempo (131 milioni di dollari), Robin Hood – L'origine della leggenda (84 milioni), Solo: A Star Wars Story (77 milioni) e Lo schiaccianoci e i quattro regni (66 milioni). Niente di particolarmente immeritato eh. Ma già che fai produrre Lo schiaccianoci e i quattro regni, almeno vorresti sciacquarti la coscienza con un incasso da spettino. E invece. Per rifarsi gli occhi ci sono a disposizione Hysteria (su Rai5 alle 21.15) o, ancora meglio, il classico di John Ford In nome di Dio - Il texano (su Iris alle 23.40).

Il contributo video dell'oggi è talmente essenziale che va bene vederlo anche in coreano e con sottotitoli in coreano. Cosa che boh, ma tant'è. È il trailer del nuovo film di Bong Joon-ho, che per chi se lo fosse perso è tuttora, a tre lustri abbondanti da Memories of Murder, uno dei registi più belli e interessanti da guardare in circolazione, si vedano The Host, Madre, Snowpiercer e persino Okja per riferimento. Non saprei assolutamente dire di cosa parla Parasite, ma dal trailer si evince che ci saranno molte strade urbane sudcoreane, alcuni citofoni sudcoreani, almeno una bellissima villetta a schiera, sempre sudcoreana, con giardino ben curato, un sacco di pioggia, una manciata di espressioni losche e persino un copricapo indiano (d'America, non sudcoreano).

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