Addio e grazie per tutte le news #109

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Adriano Aiello dice che Nikita è il film da salvare oggi in TV.
Su Cielo alle ore 21:15.

Dal primo luglio sarà interamente disponibile su TIMVision l’ottima serie crime western che Graham Yost ha costruito attorno al personaggio inventato dallo scrittore Elmore Leonard. Vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Quest'anno la regista argentina Lucrecia Martel sarà la presidentessa di giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Ne approfittiamo per riproporre la recensione di Zama , suo capolavoro.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

cinerama
8717
servizi
3140
cineteca
2841
opinionisti
1930
locandine
1033
serialminds
833
scanners
491

News


10 Aprile 2019

Addio e grazie per tutte le news #109

Almeno questi anziani non hanno la fissa delle slot machine
Ultimamente era già passato il buon Hayao Miyazaki, e nemmeno per la prima volta, a ricordarci una grande lezione di vita: le parole sono sicuramente importanti, omaggi al signor Moretti, ma sono anche davvero molto facili da dire. Miyazaki, per tornare al discorso, ha abbandonato il cinema almeno una mezza dozzina di volte negli ultimi vent'anni. L'ha fatto tramite dichiarazioni pubbliche, senza la minima pressione esterna (umana, economica o quant'altro) e senza che nessuno glielo chiedesse. E ogni volta che annunciava il ritiro, semplicemente tornava al lavoro come se nulla fosse successo. Quando la stessa cosa era capitata a Béla Tarr, sacripante ungherese da molti considerato come uno dei più fondamentali autori cinematografici contemporanei, la storia sembrava molto più credibile. Innanzitutto, nessuna sindrome da “Al lupo, al lupo!”: al contrario di Miyazaki, Tarr ha annunciato il ritiro dalle scene una sola volta. È successo nel 2011, dopo la vittoria dell'Orso d'Argento a Berlino di Il cavallo di Torino; ed è stata una scelta coerente, dettata dallo stesso percorso artistico del cineasta, e spiegata sinteticamente ed efficacemente dallo stesso Tarr durante l'ultima edizione della Berlinale, dove ha presentato il restauro del suo capolavoro Sátántangó: “Se tornerò a fare film? No. Sto facendo molte altre cose. Non sono annoiato, né tanto meno sono in pensione, e voglio ancora procedere, andare avanti. Credo solo che, dopo Il cavallo di Torino, non posso più dire nulla. Era un film che parlava della morte di tutto. Il lavoro è completo. Finito”. Ecco. Meglio argomentata e più indiscutibile di così, si muore (noi insieme al tutto di Tarr). A sorpresa, però, gli organizzatori del celebre Wiener Festwochen, storico festival culturale che affolla le strade e le piazze di Vienna lungo sei settimane a cavallo tra maggio e giugno, hanno annunciato che fra gli eventi in programma quest'estate ci sarà anche la proiezione di Missing People, documentario realizzato da Béla Tarr su commissione del festival. Il film racconta gli invisibili di Vienna, con l'imprescindibile stile bianco e nero e inquadrature contate di Tarr che si avvicina così pericolosamente al ritmo dell'esistenza extra cinematografica. Porta in scena gli emarginati e i poveri che popolano, nascosti, una delle città in cui il tenore di vita è considerato fra i migliori al mondo. Il vero dispiacere è che Béla Tarr si sia dato al documentario, quando poteva tenere fede al suo voto di ritiro pur continuando a fare cinema: bastava entrare nel magico mondo dei remake. Un Thelma & Louise (su RaiMovie alle 23.25) lungo sei ore e ambientato nelle campagne di Budapest. Un Alice in Wonderland (su Italia 1 alle 21.25) fatto di tre sole inquadrature mentre la bimba prende il tè, rigorosamente in silenzio, con il Cappellaio matto. Un Miami Vice (su Rete 4 alle 23.20) decisamente più introspettivo ed esistenziale, che segue da vicino e in tempo reale i tortuosi viaggi dei muli che trasportano la cocaina e che passano gran parte della loro vita in coda sulla temibile circonvallazione esterna di Miami. 

Torna a casa Alex
Ci aveva provato, Alexander Payne, a fare le cose un po' più in grande rispetto al cinema intimo, semplice (mai banale) a cui aveva abituato lungo tutta una carriera fatta di storie piccole, sussurrate e spesso sottovalutate. Downsizing -Vivere alla grande non è stato certamente un disastro, ed è stato lodato (senza nessuno strappo di capelli) dai critici, pur se poco apprezzato dal pubblico. L'esperienza del budget medio-alto (per Downsizing si è aggirato attorno ai 70 milioni di dollari) non ha funzionato troppo per Payne, che ci ha messo poco a tornare nel suo adorato parco giochi di produzioni agili e storie che si possono raccontare senza spendere il PIL delle Barbados. Per il suo prossimo progetto, la commedia horror The Menu, il cineasta americano si affida ai produttori Adam McKay e Will Ferrell per raccontare la storia, scritta da Will Tracy e Seth Resis (già autore comico televisivo), di una coppia che viaggia in una remota isola dove ad accoglierli troveranno lo chef del lussuoso ristorante locale, un artista dei fornelli pronto a sorprenderli con la sua scioccante cucina. Sono già stati fatti anche i primi nomi per il cast. Il ruolo della metà femminile della coppia di protagonisti è stato offerto a Emma Stone, mentre nei panni dell'orrorifico cuoco Payne vedrebbe bene Ralph Fiennes

Anche noi, anche noi!
I tipi di Sony stanno ancora finendo di mangiare le loro bombette scondite: sono stati gli studios che hanno inaugurato la bonanza del cinefumetto con Spider-Man e quindi, dopo la furibonda scesa in campo di Marvel e poi Disney, hanno perso tutto il vantaggio accumulato. Ora si trovano a inseguire la concorrenza, e decidono di farlo letteralmente, rubando una delle idee più pigre e remunerative degli ultimi anni di cinema: i remake in live action di classici dell'animazione. Qui si parla di una versione in carne e ossa di Cenerentola. Disney, chiaro capostipite del nuovo sottogenere, ha già esplorato questo particolare esempio nel 2015 con il rifacimento del suo omonimo film d'animazione del 1950. Sony aggirerà il problema dei riferimenti e dei relativi diritti prendendo come diretta ispirazione la fiaba originale, nell'interpretazione più iconica e conosciuta, quella di Charles Perrault. Anche la versione di Sony, però, sarà ricca di canzoni e momenti musicali. Tanto che il ruolo della protagonista è andato alla cantautrice cubano-americana Camila Cabello, al suo esordio cinematografico. A firmare la regia della Cenerentola Sony sarà invece Kay Cannon, attrice, produttrice (30 Rock, New Girl) e sceneggiatrice (il trittico Pitch Perfect) che ha esordito alla regia l'anno passato con la commedia Giù le mani dalle nostre figlie

Per il contributo video dell'oggi, si torna su un documentario il cui trailer era solo stato accennato qualche tempo fa. Oggi, invece, arriva in tutta la sua gloria il nuovo lavoro di Ron Howard dedicato alla vita e all'arte di Luciano Pavarotti. Il film si chiama, abbastanza a sorpresa, Pavarotti, e pare essere un ritratto davvero ammirato e amorevole del celeberrimo tenore italiano, accompagnato da un giusto abuso del Nessun dorma di Puccini.

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Resta sempre aggiornato con le notizie più importanti della settimana, tutte le recensioni e le esclusive di Film Tv: iscriviti alla newsletter!

Le ultime news


Aggiornare un Festival a martellate

25 Giugno 2019

Addio e grazie per tutte le news #146

Si diventa adulti e rassegnati quando si accetta la realtà della proporzione: la guerra sta al progresso scientifico...

Le mille e una serie

20 Giugno 2019

L’ansia da supermercato sconfinato la sconfigge solo una buona lista della spesa: la prima serie araba di Netflix, ma anche la seconda stagione della prima serie tedesca, oltre agli inglesi dell’...

Addio e grazie per tutte le news #145

18 Giugno 2019

Sarebbe stata una sorpresa il contrario
Jim Jarmusch
è ancora costretto, più o meno di malavoglia, a fare pubbliche relazioni per spingere I morti non muoiono...

Addio e grazie per tutte le news #144

17 Giugno 2019

Addio a Franco Zeffirelli
È scomparso, nella sua...

Addio e grazie per tutte le news #143

14 Giugno 2019

Si stava meglio quando si stava pagani
Non che la chiesa cattolica, in quanto braccio armato, secolare e burocratico della fede che dovrebbe rappresentare, abbia fatto solo...

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti
Privacy Policy