Addio e grazie per tutte le news #120

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Luca Pacilio dice che Cose nostre - Malavita è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 19:15.

Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

Tempi duri per i grandi della nuova Hollywood. Quando essere un autore di culto tipo Brian De Palma non basta come garanzia per partire con una nuova produzione. Un'analisi di Giulia D'Agnolo Vallan.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

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News


6 Maggio 2019

Addio e grazie per tutte le news #120

Anthony Wong regna lontano da casa
È bello immaginarla così quella scena, con il popolo del Teatro Nuovo Giovanni da Udine che investe Anthony Wong del titolo di Re del Nord (Est) nella serata di chiusura e premiazione del 21esimo Far East Film Festival. L'attore hongkonghese era venuto per ritirare il Gelso d'Oro alla carriera e godersi le meritate coccole delle proiezioni di alcuni dei film in cui ha regalato le sue interpretazioni migliori. Visto che c'era, si è pure portato in concorso la sua ultima fatica – Still Human, diretto dall'esordiente Oliver Chan – in cui interpreta un uomo disabile che stringe amicizia con la badante filippina (interpretata da Crisel Consunji) e per il quale aveva già vinto la statuetta di Miglior attore agli Hong Kong Film Awards. Beh, viene fuori che Still Human ha fatto impazzire il pubblico e la critica presenti a Udine, che lo hanno entrambi premiato come Miglior film del Festival preferendolo alla commedia nera cinese Dying to Survive e alla cafonata a mille ottani coreana Extreme Job. E viene anche fuori, nelle dichiarazioni rilasciate da Wong nei suoi giorni di permanenza a Udine, che tutto il successo di Still Human non è sufficiente a cancellare il marchio dell'appestato che il governo cinese ha segnato sulla sua porta, dopo che l'attore aveva espresso pubblicamente il suo supporto alla Rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, movimento di protesta pacifica contro l'autoritarismo mandarino e le ingerenze nella politica dell'ex colonia britannica. Wong ha anche tranquillamente ammesso che, pur non rimpiangendo la sua presa di posizione, la situazione lo preoccupa: “Non so cosa stia succedendo. Non ho modo di poter chiedere informazioni a qualcuno. Mi è stato detto che non dovrei essere in nessuna lista nera, ma rimane il fatto che tutti i miei progetti sono stati respinti e censurati. Potrei chiamare questo tipo di paura terrore bianco”.

Un oceano li divide
Questa è scivolosa, ma anche molto interessante. L'Italia, grazie a Lucky Red, è il primo di una manciata di paesi europei in cui l'ultimo film di Woody Allen, da noi in uscita il 3 ottobre con il titolo Un giorno di pioggia a New York, verrà portato in sala. Questo nonostante, o alla faccia de, la presa di posizione di Amazon, distributore originale della pellicola, che qualche tempo fa aveva deciso di stracciare il contratto con Allen a causa del danno di immagine provocato dalle dettagliate accuse di molestie pedofile pubblicate da Dylan Farrow. Accuse mai concretizzatesi in una sentenza giuridica, né all'epoca dei fatti, né successivamente. Laddove negli Stati Uniti d'America Allen viene trattato, a livello strettamente professionale, come un paria – è di pochi giorni fa la notizia che tutti gli editori a cui il cineasta ha proposto le sue memorie lo avrebbero respinto con perdite, considerandolo “tossico” per gli affari – in Europa il regista ha trovato finanziamenti, set per i suoi prossimi progetti e distribuzione in sala. Scivoloso, ma interessante notare le differenze.

Molto rumore per nulla
Gli appassionati delle versioni d'oltreoceano di Un giorno in pretura erano già in trepidazione sul bordo del divano per il processo se non del secolo, quanto meno del trimestre. Una versione Dungeons & Dragons di The Social Network. I gemelli Winklevoss e il Saverin della situazione sarebbero stati riassunti in tal Charlie Kessler, l'uomo che stava formalmente per accusare i fratelli Matt e Ross Duffer, doppio Zuckerberg al prezzo di uno, di avergli sottratto l'idea alla base di Stranger Things. Purtroppo, il processo è andato in fumo prima ancora di varcare le soglie di qualsiasi udienza preliminare. Eppure le accuse sembravano così circostanziate. Nella versione, solo leggermente parafrasata, di Kessler: “Eravamo a un cocktail party del Tribeca Film Festival nel 2014, e ho tirato loro una pezza fenomenale (ne avevo bevuti due di troppo) raccontandogli l'idea per una serie basata sulle leggende urbane che circondano una zona demilitarizzata. Doveva intitolarsi Montauk. Poi hanno fatto Stranger Things. È chiaramente un plagio, no?”. No. Viene fuori che non solo i Duffer hanno cominciato a discutere del progetto Stranger Things nel 2010 – e, dopo aver presentato le prove in fase pre-processuale, le accuse sono immediatamente cadute – ma anche che, a verbale, rimarrà per sempre la dichiarazione dei due fratelli: “Non ricordiamo nemmeno di averlo incontrato alla festa”. Ouch.

Prima di tutto, ci si segni il programma per stasera, buono per svagarsi dopo il video. Su Paramount Channel alle 21.10 danno Omicidio in diretta, Nic Cage d'annata, su Italia 1 alle 21.25 c'è Il ritorno dello jedi, grande classico, e su TV8 alle 21.25 passa Rocky Balboa, nonno pugile alla riscossa. Mentre invece il contributo video dell'oggi fa piangere. Fa piangere talmente tanto, che fa piangere anche chi non sa cosa sta succedendo. Nel video c'è Adam Sandler, quello che ha fatto i soldi con le commedie fra il brutto e il così così in cui fa il tonto goffo che conquista la donna perfetta, che è tornato al Saturday Night Live, dove la sua carriera era stata lanciata 24 anni fa. All'epoca, nel cast dello show c'era anche un comico geniale di nome Chris Farley, molto amico del Sandler e autodistruttosi nel 1997 a 33 anni, morto per un'overdose di cocaina e morfina. È una canzone dedicata a lui ed è un momento molto tenero, ma altrettanto triste. 

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