Addio e grazie per tutte le news #121

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Sergio M. Grmek Germani dice che I cento cavalieri è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 18:10.

Hirokazu Kore-eda torna a Venezia dopo due anni: il suo La vérité aprirà infatti #Venezia76. Il film presentato in concorso a Venezia 74 era stato The Third Murder, tuttora inedito in Italia, fatta eccezione per una proiezione allo Spazio Oberdan di Milano del mese di febbraio 2019. Ne riproponiamo qui la recensione.

Nel 2011, in occasione dell’uscita in sala del film di Jean-Jacques Annaud Il principe del deserto , con Antonio Banderas e Tahar Rahim, avevamo voluto ripercorrere la storia del Sahara al cinema. Vi riproponiamo oggi questo percorso.

Il cibo, la tradizione, il vino... ma la birra? Piccolo excursus su una bevanda popolare, ma non così tanto al cinema.

Al cinema da giovani è una raccolta di scritti di Maurizio Ponzi, appena uscita, da cui abbiamo tratto l'intervista che Ponzi fece a Jean-Pierre Melville negli anni '60, pubblicata su FilmTv n° 33. Per accompagnare quella lettura vi proponiamo il testo di Emanuela Martini su Lo spione .

Il 21 agosto arriva su Sky Atlantic la settima e ultima stagione di Veep . Riprendiamo il filo con la recensione della stagione 6.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

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Matteo Bailo

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News


7 Maggio 2019

Addio e grazie per tutte le news #121

Il superanziano Jean-Pierre Jeunet
Dal superpotere dell'essere anziani dentro derivano grandi effetti collaterali. Se ce l'hai, è vero che puoi dire tutto quello che vuoi, tanto non te ne frega niente, ma i livelli di lamento burbero salgono alle stelle. Dimostra Jean-Pierre Jeunet, che ci ricorda anche che un grande regista non deve per forza essere autobiografico. L'autore de Il favoloso mondo di Amélie, quel criminale di guerra che ti aspettavi fosse una sottospecie di elfo del bosco a cui viene la ridarella quando sente la parola “vagina”, è in realtà un orco delle caverne che odia tutto e tutti, ha litigato con tutto e tutti (al cinema non lavora dal 2013 con Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet) e oggi fatica a trovare finanziamenti per i suoi film. Casca a fagiuolo l'incombente (nel 2021) ventesimo anniversario dell'uscita di Amélie, che combinato con il fervido pensiero laterale del regista francese si trasforma in un progetto di mockumentario che racconta il dietro le quinte del film di culto che aveva per protagonista Audrey Tautou. In un'intervista rilasciata a IndieWire, Jeunet svela la sua idea, arricchendola del suo ecumenico pensiero sull'eventuale serie Tv di Amélie (“È una pessima idea. Attrice diversa, meno budget. E poi Parigi oggi è brutta e scomoda, piena di cantieri. Niente serie Tv né sequel”) e sulla sua versione musical teatrale (“Ho accettato solo per i soldi e li ho usati per beneficienza. Io odio i musical. È stato un disastro”). Dice, Jeunet : “Sto scrivendo un falso documentario sulle riprese di Amélie, come quel film di Peter Jackson sulle origini del cinema (Forgotten Silver). Sarà una cosa molto buffa, piena di stupidità e, spero, molto economica da realizzare. Sono quattro anni che lotto senza successo per fare un film, mi succede perché il mondo è così diverso oggi. I miei film sono bizzarri, e non è un buon momento per i film bizzarri: tutti vogliono fare profitto senza prendersi troppi rischi”. Qualcuno spedisca un sacco di legumi e una crème brûlée bella croccante a casa Jeunet. 

Werner Herzog, spirito guida
Werner Herzog, artista a sé, continua (come ha sempre fatto lungo tutta la sua carriera) a farsi guidare dall'istinto. Scelte apparentemente casuali che costruiscono un percorso a ostacoli, che assomiglia ai sentieri delle foreste pluviali tropicali in cui va a fare la grigliata di pasquetta: un documentario su Gorbachev, poi un film girato in Giappone con attori non professionisti, quindi un ruolo in The Mandalorian, nuova serie spin-off di Star Wars che Jon Favreau sta realizzando per lancio novembrino di Disney+. Cose a caso, per un curriculum che è già di per sé un'opera d'arte, una delle sceneggiature più esaltanti di tutti i tempi accompagnata da un'interpretazione altrettanto memorabile ed eroica. Herzog ha parlato con Associated Press della sua esperienza Disney, nella serie apparirà in due o tre episodi nei panni di “un personaggio di cui non ci si può fidare”, e se n'è uscito con la seguente pennellata dadaista: “Non ho mai visto un film di Star Wars. Ho visto alcuni trailer. Ho visto alcuni spezzoni qua e là. E sono al corrente di tutta la questione del franchise e dei giochi per bambini e via dicendo, del fatto che ha costruito tutta una nuova mitologia. Vanno presi sul serio”. Poi prosegue lodando la professionalità e la tecnologia all'avanguardia che ha sperimentato sul set di The Mandalorian. Se Herzog fosse un film, sarebbe Ombre Rosse (su Iris alle 23.10) con la traccia audio di Sharm El Sheik – Un'estate indimenticabile (su Canale 5 alle 21.20) e gli effetti sonori di Universal Soldier: The Return (su Rai4 alle 21.20).

Che la Forza sia, per legge, con te
Hanno monetizzato sul Natale e su quel vecchio panzone che in cambio della pensione e di due renne nuove si è venduto al capitalismo. Hanno incassato sull'amore disturbando le povere ossa (e la testa mozzata) di san Valentino da Terni. Non c'era alcun dubbio che avrebbero provato, i cari vecchi americani, a fare cassa su un'altra fede pagana, quella di Star Wars. Da anni, i fan della saga celebrano il 4 di maggio come lo Star Wars Day. Quantomeno sarà divertente, per gli archeologi robot del 6500, scoprire che questa festività religiosa è nata per un gioco di parole: “May the Force be with you” (“Che la Forza sia con te”) diventa “May the fourth be with you” (“Che il 4 di maggio sia con te”). Ahahah, dice cyber Indiana Jones. Ma c'è altrettanto da spassarsela anche oggi. La Legislatura Statale della California ha appena votato a favore della mozione che rende il 4 di maggio ufficialmente festa statale dedicata a Star Wars. E in pieno spirito USA, il tutto è stato confezionato con tempistiche perfette per aiutare il lancio dell'apertura di una nuova, gigantesca sezione di Disneyland (il più grande ampliamento nella storia del parco) dedicata a Star Wars.

L'odierno contributo video segna l'esordio di un nuovo genere di trailer: i trailer con spoiler. Dopo un primo innocuo teaser pre-Endgame (d'ora in avanti pr.E., pronunciato “Pre”) di Spider-Man: Far From Home, Marvel ha pubblicato il primo vero e proprio trailer di quello che di fatto sarà il primo film sulla linea temporale post-Endgame (d'ora in avanti po.E., pronunciato “Poi”), che ovviamente contiene tutti gli spoiler del caso. Siete avvisati.

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