Addio e grazie per tutte le news #125

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Luca Pacilio dice che Cose nostre - Malavita è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 19:15.

Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

Tempi duri per i grandi della nuova Hollywood. Quando essere un autore di culto tipo Brian De Palma non basta come garanzia per partire con una nuova produzione. Un'analisi di Giulia D'Agnolo Vallan.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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News


15 Maggio 2019

Addio e grazie per tutte le news #125

Le spade laser avrebbero fatto comodo contro gli zombie di ghiaccio
Viene fuori che David Benioff e D.B. Weiss se lo possono scordare il soggiorno di sei mesi a Recoaro che si erano prenotati per riprendersi da otto anni di Game of Thrones. Non dev'essere facile avere qualche dozzina di milioni di fan con abbastanza buon tempo da intraprendere il lancio della contumelia via social come carriera a tempo pieno. Come premio per aver (quasi) portato a casa la pelle dal linciaggio dei fan de Il trono di spade – “Come avete osato fare questo al mio personaggio preferito”, come se appartenesse a qualcuno – a Benioff e Weiss viene data in sorte una delle poche saghe con appassionati ancor più suscettibili dei coccoladraghi: Star Wars. I due showrunner, creatori, produttori e sceneggiatori della serie HBO, infatti, sono stati investiti dell'oneroso compito di supervisionare la prossima trilogia di Guerre stellari, quella che dal 16 dicembre 2022 e a cadenza biennale – in alternanza con i sequel di Avatar perché, ehi, adesso anche Avatar è di proprietà Disney – farà seguito alla conclusione della saga degli Skywalker, che sarà chiusa dal satrapo J.J. Abrams il prossimo 18 dicembre con Star Wars IX – L'ascesa di Skywalker. A confermarlo è lo stesso Bob Iger, amministratore delegato e Dart Fener in carica di Disney, che ha rettificato un precedente annuncio datato febbraio 2018, in cui si confermava un accordo tra l'azienda e Benioff&Weiss, e che prevedeva un coinvolgimento dei due in una generica serie spin-off, separata dalla narrazione principale di Star Wars. Dice Iger: “Stiamo già lavorando sodo, ma pensiamo che tre anni sia il periodo di tempo necessario non solo per riposare e fermarsi un attimo, ma anche per concentrarsi sulla distribuzione del film in arrivo. Abbiamo raggiunto un accordo con David Benioff e Dan Weiss, famosi per Game of Thrones, e il prossimo film della saga che produrremo sarà opera loro. Non possiamo dire di più”.

Il grave errore di sbagliare categoria di nerd
Cari amici di Warner Bros. che vi occupate dell'universo cinematografico DC: sotto la generica etichetta di "nerd" rientrano tutte quelle persone i cui appassionati interessi pagano ai vostri figli rette di università molto costose; sarebbe quantomeno carino se faceste lo sforzo di conoscere gli amici che si svuotano religiosamente le tasche per andare a vedere tutto ciò ammannite loro, pure quello spigolo del mobiletto del bagno dritto sulla tempia che è Suicide Squad. Questo significa anche avere ben chiaro a chi offrire le regie dei vostri film. Aquaman per esempio, poi correttamente andato a quella volpe di James Wan, non si può proprio proporre a Peter Jackson: categoria di nerd sbagliata. Jackson nasce da una personalissima rivisitazione dell'horror per poi passare a un'altra sua grande passione, Tolkien. Qua e là ci butta un po' di Hollywood classica ammodernata, tra i mostri di King Kong e le avventure di Tintin, ma cinefumetti e adattamenti di videogiochi sono proprio tutta un'altra sfumatura di nerd. È per questo che quando l'ex amministratore delegato di Warner ha proposto Aquaman a Jackson, la risposta è stata severa ma giusta: “Mi ha chiesto: 'Sei un fan di Aquaman?' e io gli ho risposto 'No'. Sei mesi dopo, un'altra chiamata: 'Peter, sei un fan di Aquaman?' e ho risposto 'No, te l'ho già detto'. Non sono un tipo da supereroi, leggo Tintin... Ascolta, fare film è duro. Io voglio fare solamente cose per cui nutro una profonda passione. Per esempio, in questo momento non riesco a immaginarmi a realizzare un film di fiction per almeno un altro anno o due”. 

Fratellastri di Cuore selvaggio
Da una parte c'è Laura Dern: sangue blu hollywoodiano dal nobile destino già scritto, talentuosa figlia di Bruce Dern e Diane Ladd, due volte candidata al premio Oscar e titolare di una quasi quarantennale carriera che l'ha vista alternarsi benissimo e senza apparente difficoltà tra cinema d'autore – Bogdanovich, Lynch, Eastwood, Alexander Payne, Altman, Paul Thomas Anderson, Kelly Reichardt – e commerciale, da Jurassic Park a Gli ultimi Jedi passando (nonostante tutto) con grazia per Vi presento i nostri. Dall'altra c'è Will Ferrell, che è uno degli uomini più esilaranti di sempre, e che preferisce girare (in spagnolo) un film-parodia delle telenovelas piuttosto che avventurarsi fuori dal genere comico – seppur con escursioni degne di nota come Melinda e Melinda e Vero come la finzione. I due membri di questa strana coppia si verranno rispettivamente incontro per raccontare la comica storia vera del contabile Sandy Jenkins e di sua moglie Kay, che hanno scelto di prendere la scorciatoia al jackpot del sogno americano quando Sandy ha cominciato a truffare l'azienda per cui lavorava, la Collin Street Bakery, sottraendo la modica cifra di diciassette milioni di dollari. Dern è coinvolta anche come produttrice nel progetto, che si intitolerà Fruitcake e sarà diretto da Max Winkler, figlio di Harry ed esperto regista televisivo (New Girl, Brooklyn Nine-Nine, The New Normal). 

In una giornata in cui nemmeno The Terminal (su Rete 4 alle 21.25) e Inside Out (su Italia 1 alle 21.25) sono abbastanza per consolarci da Ashton Kutcher che si agita in jOBS (su Rete 4 alle 23.50), sarebbe stato corretto proporre la rete di salvataggio del trailer per il nuovo film di Werner Herzog, Family Romance LLC, che sarà una delle proiezioni speciali previste in questa edizione del Festival di Cannes. Ma noi tutti siamo qui per le cose veramente importanti, e il contributo video dell'oggi non poteva che essere il promo, tamarro come pochi, per il reboot di Beverly Hills 90210 che raduna il cast originale a disposizione. Nel momento in cui è stato pubblicato sull'internet, si è percepita una netta perturbazione isterica nella Forza.

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