Addio e grazie per tutte le news #130

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Giulia Bona dice che Benvenuti a Zombieland è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 00:45.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

Muore a 97 anni la fidanzata d'America, Doris Day, una carriera leggendaria di cantante e attrice ma soprattutto il volto dell' american girl . In una filmografia per lo più dedicata alla commedia brillante scegliamo un titolo diverso, uno dei più famosi thriller di Alfred Hitchcock, per ricordarla.

Il 18 giugno arriva su Sky Atlantic la seconda stagione, ma in origine era una miniserie senza seguito: i nuovi episodi sono tutti diretti da Andrea Arnold, e non vediamo l'ora di tornare a seguire le vicende delle protagoniste di Big Little Lies. La recensione della prima stagione, di Alice Cucchetti.

Questa settimana ripeschiamo dall'archivio un film invisibile contenuto in un numero di Scanners dedicato alle metamorfosi,le trasformazioni, il cambiamento del corpo, il mutamento. Ad un ribaltamento kafkiano, per la precisione, nel caso di questo film di Denis Côté.

La citazione

«Tutti i travestimenti del mondo non coprono la puzza di marcio. (Zatōichi)»

scelta da
Nicola Cupperi

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News


23 Maggio 2019

Addio e grazie per tutte le news #130

Novità sul fronte Nolan
Difficile dire quando Christopher Nolan sia diventato ufficialmente la versione cinematografica e su scala globale delle cucine Scavolini, il più amato da tutto il mondo. Da qualche parte, fra Il cavaliere oscuro e Inception, il regista anglo-americano si è trasformato in una figura cristologico-ecumenica in grado di mettere d'accordo tutti, alti e bassi, colti e incolti, biondi e mori, destri e mancini: ne unisce più Nolan che la Nutella, e son cose. Dunque, quando parla il cineasta che ha fatto appassionare a un film anche il più refrattario degli spettatori, tocca prestare attenzione. Il prossimo progetto di Nolan – una produzione Warner Bros. di cui finora si conoscevano soltanto la punta dell'iceberg del cast e la data di uscita (17 luglio 2020) – comincia piano piano a rivelarsi in alcuni dettagli. Innanzitutto il criptico titolo scelto, Tenet, talmente sibillino da non poter alimentare troppe speculazioni. Secondo poi, l'annuncio del cast completo: ai già prescelti John David Washington, Robert Pattinson ed Elizabeth Debicki si uniscono Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh, Michael Caine, la star indiana Dimple Kapadia e la francese Clémence Poésy (Fleur Delacour nella saga di Harry Potter). Inoltre è stato rivelato l'ambito generico in cui si muoverà il film: Nolan si avventurerà in quella che è descritta come un'epica ricca di azione, che si svolge nel mondo dello spionaggio internazionale. Le location per le riprese, che si stanno svolgendo in questo periodo, sono sparse in giro per il mondo, in sette paesi non meglio identificati, probabilmente per corroborare le atmosfere spionistiche del film. Ancor più interessante – visto che Tenet è girato in 70mm e in Imax e dal momento che ritmo, qualità dell'immagine e colonna sonora sono sempre stati fra gli elementi fondamentali del cinema del regista – è la scelta di Nolan di cambiare alcuni collaboratori tecnici e artistici in posizioni chiave della sua troupe. Non sarà Hans Zimmer a comporre la partitura di Tenet, affidata invece al giovane svedese Ludwig Göransson, recente premio Oscar per le musiche di Black Panther. E Jennifer Lame sostituirà Lee Smith, collaboratore di Nolan sin dai tempi di Batman Begins, in sala di montaggio. Confermato, invece, il formidabile e fedele direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (Interstellar e Dunkirk). 

ATTENZIONE, SPOILER
La seguente news è stata inserita nel notiziario di oggi per avere la soddisfazione di poter finalmente scrivere: occhio, da qui in poi si farà leggero uso di spoiler sul finale di Game of Thrones. Che, se non ce l'avete presente, è quella cosa che ha fatto arrabbiare una manciata di spettatori (siamo sopra al milione) quel tanto che basta da lanciare una petizione online – l'unica cosa più inutile al mondo delle petizioni carta e penna – al grido “Non ci piace come avete fatto finire la NOSTRA serie, rifatela”. Ovvio, accontentare tutti è impossibile. Ma non ci sono tante scusanti per quei genitori che non hanno insegnato ai figli la semplice verità: se una serie Tv, un film, una squadra di calcio o un'idea ti appassionano, non significa che ti appartengano. Sul serio, non è difficile. Ed è vero che la vita è sofferenza, il capo ti tratta male, la suocera ti sminuisce, il gatto si fa le unghie sulla poltrona buona e via dicendo; ma questa subordinata avversativa non ti darà alcuna scusante per comportarti come un isterico e indignarti per il finale di una serie Tv che non accetti perché tu avresti fatto in un altro modo. Cresci. O, per metterla giù con la diplomazia necessaria a diventare il boss supremo di HBO e usare le parole di Casey Bloys: “Non sono sorpreso dalla reazione dei fan. A essere sinceri, per uno show così enorme e ramificato, con degli spettatori così appassionati, sarebbe stato impossibile fare tutti felici. Basandomi sulle reazioni online, che bisogna sempre prendere con le pinze, si notano delle grosse differenze, e credo sia giusto: alcuni amano il finale, altri lo odiano. Ma il vero punto della questione è che tutti hanno reagito con passione. Credo che tutti avessero le loro speranze sul destino che pensavano migliore per i personaggi. Ma Dan Weiss e David Benioff avevano da tempo un piano ben preciso per la conclusione della serie e l'hanno perseguito nella maniera che ritenevano più opportuna in quanto creatori dello show. Penso abbiano fatto un lavoro spettacolare. Hanno fatto atterrare un aereo piuttosto enorme, un'impresa non semplice. Non sarebbero mai riusciti a fare tutti felici, ma non credo fosse quello il loro scopo”. L'altro grande quid con cui Game of Thrones ha salutato il suo pubblico, è la possibilità di rivedere i (non molti) personaggi rimasti in vita alle prese con nuove avventure. Nello specifico il ronin Arya Stark, salpata come Cristoforo Colombo – ma senza l'idea di massacrare intere popolazioni indigene a colpi di schioppo e varicella – verso Ovest, verso un mondo sconosciuto e inesplorato. Dice Bloys: “Capisco il bisogno di sapere cosa riservi il futuro di alcuni dei personaggi più amati, lo capisco totalmente. Ma è importante essere attenti e non strafare, per non uccidere la gallina dalle uova d'oro. La serie di Dan e David consta di otto stagioni, e voglio che rimanga tale come opera in sé, senza spinoff con collegamenti diretti come potrebbe essere quello su Arya. Credo sia meglio esplorare altre aree, come quelle dei prequel all'interno dell'immenso universo narrativo di Martin. Credo sia la cosa giusta da fare, lasciare che Game of Thrones rimanga un'opera a sé”. 

Come sempre, è importante chiudere l'appuntamento quotidiano con una nota lieta. Potrebbe essere la tranquilla visione casalinga di un grande classico dell'ignoranza come Speed (su Canale 20 alle 21), di una muccinata d'antan come La ricerca della felicità (su Iris alle 21) o di una commedia americana uguale a tutte le altre come Amici di letto (su Tv8 alle 23.40). E invece è il trailer di The Nightingale, presentato in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia e secondo inquietante film scritto e diretto dalla nuova badessa dell'horror, la Jennifer Kent che nel 2014 ci aveva tolto il sonno con Babadook
 

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