Addio e grazie per tutte le news #130

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Francesco Foschini dice che Jane Eyre è il film da salvare oggi in TV.
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Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

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«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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News


23 Maggio 2019

Addio e grazie per tutte le news #130

Novità sul fronte Nolan
Difficile dire quando Christopher Nolan sia diventato ufficialmente la versione cinematografica e su scala globale delle cucine Scavolini, il più amato da tutto il mondo. Da qualche parte, fra Il cavaliere oscuro e Inception, il regista anglo-americano si è trasformato in una figura cristologico-ecumenica in grado di mettere d'accordo tutti, alti e bassi, colti e incolti, biondi e mori, destri e mancini: ne unisce più Nolan che la Nutella, e son cose. Dunque, quando parla il cineasta che ha fatto appassionare a un film anche il più refrattario degli spettatori, tocca prestare attenzione. Il prossimo progetto di Nolan – una produzione Warner Bros. di cui finora si conoscevano soltanto la punta dell'iceberg del cast e la data di uscita (17 luglio 2020) – comincia piano piano a rivelarsi in alcuni dettagli. Innanzitutto il criptico titolo scelto, Tenet, talmente sibillino da non poter alimentare troppe speculazioni. Secondo poi, l'annuncio del cast completo: ai già prescelti John David Washington, Robert Pattinson ed Elizabeth Debicki si uniscono Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh, Michael Caine, la star indiana Dimple Kapadia e la francese Clémence Poésy (Fleur Delacour nella saga di Harry Potter). Inoltre è stato rivelato l'ambito generico in cui si muoverà il film: Nolan si avventurerà in quella che è descritta come un'epica ricca di azione, che si svolge nel mondo dello spionaggio internazionale. Le location per le riprese, che si stanno svolgendo in questo periodo, sono sparse in giro per il mondo, in sette paesi non meglio identificati, probabilmente per corroborare le atmosfere spionistiche del film. Ancor più interessante – visto che Tenet è girato in 70mm e in Imax e dal momento che ritmo, qualità dell'immagine e colonna sonora sono sempre stati fra gli elementi fondamentali del cinema del regista – è la scelta di Nolan di cambiare alcuni collaboratori tecnici e artistici in posizioni chiave della sua troupe. Non sarà Hans Zimmer a comporre la partitura di Tenet, affidata invece al giovane svedese Ludwig Göransson, recente premio Oscar per le musiche di Black Panther. E Jennifer Lame sostituirà Lee Smith, collaboratore di Nolan sin dai tempi di Batman Begins, in sala di montaggio. Confermato, invece, il formidabile e fedele direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (Interstellar e Dunkirk). 

ATTENZIONE, SPOILER
La seguente news è stata inserita nel notiziario di oggi per avere la soddisfazione di poter finalmente scrivere: occhio, da qui in poi si farà leggero uso di spoiler sul finale di Game of Thrones. Che, se non ce l'avete presente, è quella cosa che ha fatto arrabbiare una manciata di spettatori (siamo sopra al milione) quel tanto che basta da lanciare una petizione online – l'unica cosa più inutile al mondo delle petizioni carta e penna – al grido “Non ci piace come avete fatto finire la NOSTRA serie, rifatela”. Ovvio, accontentare tutti è impossibile. Ma non ci sono tante scusanti per quei genitori che non hanno insegnato ai figli la semplice verità: se una serie Tv, un film, una squadra di calcio o un'idea ti appassionano, non significa che ti appartengano. Sul serio, non è difficile. Ed è vero che la vita è sofferenza, il capo ti tratta male, la suocera ti sminuisce, il gatto si fa le unghie sulla poltrona buona e via dicendo; ma questa subordinata avversativa non ti darà alcuna scusante per comportarti come un isterico e indignarti per il finale di una serie Tv che non accetti perché tu avresti fatto in un altro modo. Cresci. O, per metterla giù con la diplomazia necessaria a diventare il boss supremo di HBO e usare le parole di Casey Bloys: “Non sono sorpreso dalla reazione dei fan. A essere sinceri, per uno show così enorme e ramificato, con degli spettatori così appassionati, sarebbe stato impossibile fare tutti felici. Basandomi sulle reazioni online, che bisogna sempre prendere con le pinze, si notano delle grosse differenze, e credo sia giusto: alcuni amano il finale, altri lo odiano. Ma il vero punto della questione è che tutti hanno reagito con passione. Credo che tutti avessero le loro speranze sul destino che pensavano migliore per i personaggi. Ma Dan Weiss e David Benioff avevano da tempo un piano ben preciso per la conclusione della serie e l'hanno perseguito nella maniera che ritenevano più opportuna in quanto creatori dello show. Penso abbiano fatto un lavoro spettacolare. Hanno fatto atterrare un aereo piuttosto enorme, un'impresa non semplice. Non sarebbero mai riusciti a fare tutti felici, ma non credo fosse quello il loro scopo”. L'altro grande quid con cui Game of Thrones ha salutato il suo pubblico, è la possibilità di rivedere i (non molti) personaggi rimasti in vita alle prese con nuove avventure. Nello specifico il ronin Arya Stark, salpata come Cristoforo Colombo – ma senza l'idea di massacrare intere popolazioni indigene a colpi di schioppo e varicella – verso Ovest, verso un mondo sconosciuto e inesplorato. Dice Bloys: “Capisco il bisogno di sapere cosa riservi il futuro di alcuni dei personaggi più amati, lo capisco totalmente. Ma è importante essere attenti e non strafare, per non uccidere la gallina dalle uova d'oro. La serie di Dan e David consta di otto stagioni, e voglio che rimanga tale come opera in sé, senza spinoff con collegamenti diretti come potrebbe essere quello su Arya. Credo sia meglio esplorare altre aree, come quelle dei prequel all'interno dell'immenso universo narrativo di Martin. Credo sia la cosa giusta da fare, lasciare che Game of Thrones rimanga un'opera a sé”. 

Come sempre, è importante chiudere l'appuntamento quotidiano con una nota lieta. Potrebbe essere la tranquilla visione casalinga di un grande classico dell'ignoranza come Speed (su Canale 20 alle 21), di una muccinata d'antan come La ricerca della felicità (su Iris alle 21) o di una commedia americana uguale a tutte le altre come Amici di letto (su Tv8 alle 23.40). E invece è il trailer di The Nightingale, presentato in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia e secondo inquietante film scritto e diretto dalla nuova badessa dell'horror, la Jennifer Kent che nel 2014 ci aveva tolto il sonno con Babadook
 

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