Addio e grazie per tutte le news #139

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Giulia Bona dice che Benvenuti a Zombieland è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 00:45.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

Muore a 97 anni la fidanzata d'America, Doris Day, una carriera leggendaria di cantante e attrice ma soprattutto il volto dell' american girl . In una filmografia per lo più dedicata alla commedia brillante scegliamo un titolo diverso, uno dei più famosi thriller di Alfred Hitchcock, per ricordarla.

Il 18 giugno arriva su Sky Atlantic la seconda stagione, ma in origine era una miniserie senza seguito: i nuovi episodi sono tutti diretti da Andrea Arnold, e non vediamo l'ora di tornare a seguire le vicende delle protagoniste di Big Little Lies. La recensione della prima stagione, di Alice Cucchetti.

Questa settimana ripeschiamo dall'archivio un film invisibile contenuto in un numero di Scanners dedicato alle metamorfosi,le trasformazioni, il cambiamento del corpo, il mutamento. Ad un ribaltamento kafkiano, per la precisione, nel caso di questo film di Denis Côté.

La citazione

«Certainly it constitutes bad news when the people who agree with you are buggier than batshit.»

scelta da
Lorenza Negri

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News


7 Giugno 2019

Addio e grazie per tutte le news #139

Divertirsi, ma con moderazione
Sapete chi, fra tutte le persone del mondo, andrebbe obbligatoriamente invitato a ogni compleanno, chi è la vera anima di qualsiasi festa? Non i fratelli Dardenne. La cosa più vicina che hanno a un sorriso è la smorfia che fanno quando hanno il sole in faccia. E nemmeno Michel Hazanavicius, che si porterebbe dietro la moglie Bérénice Bejo e l'amico Jean Dujardin, e nessuno ha voglia di sentirsi attraente come un tombino alla sua festa di compleanno. Senza contare che The Artist, per i più svariati motivi, mette tristezza. Ecco: se consideriamo il cinema d'animazione come una spumeggiante festa per grandi e piccini, i Dardenne sarebbero la coppia di clown nichilisti che con i palloncini fanno delle protesi per il femore sorprendentemente accurate, mentre Hazanavicius sarebbe il cugino alla lontana strambo che non ti spieghi cosa faccia alla festa se tutti giurano di non averlo invitato. I due autori belgi e il cineasta francese premio Oscar uniranno le forze – i primi come produttori, mentre il secondo come regista, sceneggiatore  e, forte dei suoi studi artistici, anche come character designer – per l'adattamento animato di La plus précieuse des marchandises - Un conte, bestseller pubblicato da Jean-Claude Grumberg a gennaio e già tradotto in dieci lingue, che racconta la favola di un neonato scampato fortunosamente alla deportazione ad Auschwitz insieme alla famiglia. Hazanavicius, che non è nuovo a queste voglie improvvise di animazione, firmerà l'adattamento cinematografico della fiaba a quattro mani con lo stesso Grumberg, che di cinema se ne intende: scrittore di libri per l'infanzia, commediografo e comico, l'ottantenne francese è stato anche dialoghista per Truffaut (L'ultimo metrò) e sceneggiatore – con alterne vicende, benone Il cacciatore di teste, un po' meno Verso l'eden – per Costa-Gravas. La lavorazione del film inizierà l'anno prossimo, con un'uscita in sala prevista per il 2022. 

È arrivato il giorno del jiu jitsu (cit.)
Ogni giorno in cui è possibile citare Astutillo Smeriglia è un giorno ben speso. Tanto più se si può omaggiare il miglior regista del mondo di corti animati che hanno per doppiatore Guglielmo Favilla lanciando una news adeguatamente ragguardevole. La notizia è che alcuni matti hanno definitivamente confermato che il progetto Jiu Jitsu, scombiccherata monade action/sci-fi/arti marziali ispirata a un oscuro fumetto, non era uno scherzo di dubbio gusto creato dai due mattacchioni reinventatisi produttori Alain Moussi e Dimitri Logothesis, rispettivamente corpo marziale in cerca di doti recitative e mano poco salda dietro la macchina da presa. Il film si farà sul serio. Fra poco esisterà un hard disk contenete terabyte di dati che si uniscono per raccontare la storia di una Terra alternativa, in cui un antico ordine di esperti nel jiu jitsu ha il compito (da millenni a questa parte) di difendere a mani nude il pianeta da una razza di alieni hooligans che ogni sei anni precisi scendono, con le mani che prudono, per fare a gara di schiaffi in faccia. Moussi interpreterà, con brillantezza atletica e canità recitativa, il campione degli umani, l'eroe di guerra Jake Barnes. Battuto a singolar tenzone dal corrispettivo alieno Brax – battezzato da un nuovo dispositivo brevettato, il generatore casuale di nomi di personaggi che devono suonare come una brutta onomatopea – il nostro eroe si ritrova sconfitto e oltretutto affetto da una perdita di memoria che, guarda i casi della vita, funziona benissimo anche come stratagemma per mandare avanti la sceneggiatura. A prendersi cura di lui sarà una banda di scappati di casa del jiu jitsu, Wylie, Keung e Harrigan, che tenteranno di rimettere in sesto il campione e allenarlo in vista della decisiva rivincita. A interpretare il terzetto di soccorritori sarà una squadra abbastanza notevole: il trafficante d'armi più amato dalle signore Frank Grillo sarà Harrigan, il re degli elefanti e delle ginocchiate forti sulle tempie Tony Jaa sarà Keung; e, ça va sans dire, il sultano supremo Nicolas Cage vestirà i panni di Wylie. La sentite anche voi questa strana vibrazione? È il vostro cuore cinematografico che torna a battere dopo anni di aridità. 

Un horror da migliori amici del cuore
La storia di Simon Pegg e Nick Frost è quella di due amici d'infanzia che hanno condiviso equamente e contemporaneamente un successo mica male, arrivato da distantissimo. Pegg faceva il comico in giro per il mondo anglofono e lo speaker radiofonico, Frost era cameriere, commesso e carneade in oscure pubblicità inglesi di metà anni '90. Poi i due si siedono a un tavolino, assieme alla socia Jessica Hynes e a (presumibilmente) molta birra, e scrivono Spaced, serie Tv tutta matte risate diventata un piccolo culto anche grazie alla regia di un semi-esordiente Edgar Wright. Gli amici, appurato che ci sapevano fare sia davanti alla macchina da presa, sia seduti alla scrivania con carta e penna, quando Spaced viene chiusa ci riprovano, ma stavolta con il cinema. Scrivono e interpretano L'alba dei morti dementi, si trasformano in idoli incontrastati e da allora non si sono più guardati indietro. Rispetto agli esordi, le loro carriere si sono fisiologicamente separate, ma tornano a intersecarsi a intervalli regolari. Di solito quando Edgar Wright o una botta di creatività chiamano. La seconda evenienza si era verificata nel 2011 con Paul, personale divagazione fantascientifica tenero-comica, e sta per ripetersi, stavolta con un ritorno all'horror. Pegg e Frost, infatti, produrranno e sceneggeranno (non è ancora chiaro se interpreteranno) Svalta, storia di una famiglia di volpi (figurate) che decide di passare le vacanze estive in una remota isola svedese, infestata da un serial killer in fuga e abitata da gente che non ha la minima intenzione di aiutare i forestieri.  

I film dell'oggi hanno una certa potenza. Si va da Smetto quando voglio: Masterclass, che è una delle cose italiane meno italiane che si siano apprezzate ultimamente, su Rai3 alle 21.15; si passa agilmente alle ecchimosi di Atomica bionda su Canale 5 alle 21.20; e si atterra, sparati dal cannone, sui congelati e labirintici giardini di Shining, su Premium Cinema alle 21.15. Una potenza degnamente rappresentata dal primo trailer dell'ultima supereroina Marvel a sopravvivere su Netflix, la coriacea Jessica Jones, arrivata alla sua terza e ultima stagione. 

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