Opinionisti: rubriche e editoriali

Opinionisti /// Pensieri cattivi, (col)laterali, editoriali. Dal 2008 ad oggi.

Visioni dal fondo

Visioni dal fondo n° 13/2016

Remake, reboot, prequel, sequel. E degli adattamenti, non possiamo proprio fare a meno? L'opinione di Roy Menarini.

Approfittiamo di Un paese quasi perfetto di Massimo Gaudioso (remake del canadese La grande seduzione) per fare un elogio dell’adattamento. Pur vivendo tempi nei quali dovremmo aver superato di slancio tutte le questioni legate al concetto di originalità assoluta (oggi quasi impossibile) e di primato del genio artistico sugli altri comparti dell’industria creativa, rimane culturalmente diffusa l’idea che l’adattamento sia una cosa antipatica. Finché si adattano libri, la cosa viene sopportata, ma il trasferimento di testi audiovisivi da un contesto a un altro suscita immediatamente censura morale. Piaccia o no, cinema e televisione in età contemporanea vivono quasi unicamente di adattamenti, nel senso più allargato del termine, e solo momenti di particolare competizione nel mercato offrono talvolta un’epoca di grandi prototipi: le serie televisive a cavallo tra anni 90 e anni zero, e poi ancora quelle a cavallo tra primo e secondo decennio di questo secolo, ne sono un esempio. Ma questo non significa che spinoff, reboot e rebrand vadano esecrati: in fondo già le stagioni successive alla prima, in qualsiasi serie, sono una forma di perenne sequel, che al cinema ancora oggi suscita disdoro presso numerosi banconi da bar e nelle chiacchiere in fila alle poste. In Italia, paese sempre bastonato per la sua scarsa propensione all’originalità, i migliori risultati degli ultimi anni provengono da catene di adattamenti molto lungimiranti: il caso Romanzo criminale e il caso Gomorra (entrambi da libro a film a serie) lo testimoniano. E, per chi scrive, l’adattamento microscopico di In Treatment, nel suo lavoro ai margini e ai dettagli del testo primario, supera anche la versione americana, peraltro a sua volta secondaria rispetto al prototipo israeliano. Persino in Rai si può fare un buon lavoro di fiction, come mostrato da Tutto può succedere, compressione di Parenthood, che era un allargamento seriale di Parenti, amici e tanti guai. Ma vale anche per il cinema più popolare, se pensiamo all’ottimo lavoro di italianizzazione di Benvenuti al sud, remake del francese Giù al nord, o di La peggior settimana della mia vita, tratto da una sitcom inglese. Insomma, quando pretendiamo dal cinema italiano di essere industria, ricordiamoci che dell’adattamento non si può fare a meno.

d

N° 29 / 2011

detour 29 - l’adagio di antonioni

detour

Nessuno dei grandi del cinema sovietico dimenticò mai di riconoscere in Lev Kuleshov il maestro cui sempre avrebbero dovuto tutto. Maestro non venerabile - era (nato nel 1899) il più giovane di tutti loro - ma venerato. L’effetto Kuleshov,...

enrico ghezzi

E

N° 41 / 2015

Space Oddity

Editoriale

Guardando Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott ho avuto la sensazione di comprendere tutto dei massimi sistemi scientifici che rendono credibile la storia, senza in verità saperne nulla. Nella vita di tutti i giorni già una...

Mauro Gervasini

E

N° 28 / 2013

Magie diverse

Editoriale

A partire da questo numero troverete su Film Tv il palinsesto con i programmi di Top Crime. E come già accaduto nelle scorse settimane per Sky Arte HD, DMAX e Laeffe, senza rinunciare ad alcun altro canale. L’arrivo di Top Crime fa parte di una...

Mauro Gervasini

B

N° 41 / 2016

Black Mirror n° 41/2016

Black Mirror

Con un malsano senso dell’iperbole e un po’ di onestà, ci troveremo ad ammettere che il Grande fratello VIP è il vero GRI (Grande Romanzo Italiano). Quantomeno in un momento in cui uno dei nostri romanzieri più influenti (e...

Andrea Bellavita

C

N° 12 / 2011

Trasformat

Collateral

Gli inglesi definiscono four letter words le parolacce, quelle da non pronunciare in società. Ripensate a quelle che avete appreso in decenni di film americani e vi accorgerete che è vero: sono tutte di quattro lettere. In italiano le...

Tommaso Labranca

Archivio Opinionisti

Titolo Rubrica Autore FilmTv n°
Moretti Collateral Tommaso Labranca 17 / 2011
detour 16 - L’immagine prossima detour enrico ghezzi 16 / 2011
Europa Collateral Tommaso Labranca 16 / 2011
Nessuno torna indietro La mia cineteca Callisto Cosulich 16 / 2011
Tu mi turbi Editoriale Filippo Mazzarella 16 / 2011
Cafoni Collateral Tommaso Labranca 15 / 2011
detour 15 - L’occhio decollato detour enrico ghezzi 15 / 2011
I cattivi pensieri n° 15/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 15 / 2011
Laguna Blues Editoriale Mauro Gervasini 15 / 2011
Centesimi Collateral Tommaso Labranca 14 / 2011
detour 14 - Prigionieri del sogno detour enrico ghezzi 14 / 2011
Duello a Berlino La mia cineteca Callisto Cosulich 14 / 2011
I cattivi pensieri n° 14/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 14 / 2011
Respiro Editoriale Aldo Fittante 14 / 2011
detour 13 - Maelström: sogno di prigioniero detour enrico ghezzi 13 / 2011
Donne Collateral Tommaso Labranca 13 / 2011
I cattivi pensieri n° 13/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 13 / 2011
Piccolo requiem per l’ultima grande diva Editoriale Callisto Cosulich 13 / 2011
detour 12 - Esterno Interno (a bb) detour enrico ghezzi 12 / 2011
Il sospetto La mia cineteca Callisto Cosulich 12 / 2011
Trasformat Collateral Tommaso Labranca 12 / 2011
Walter Ego Editoriale Aldo Fittante 12 / 2011
150 Collateral Tommaso Labranca 11 / 2011
detour 11 - gli occhi della rosa detour enrico ghezzi 11 / 2011
I cattivi pensieri n° 11/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 11 / 2011
Ieri Moggi Domani Editoriale Aldo Fittante 11 / 2011
detour 10 - rifarsi gli occhi detour enrico ghezzi 10 / 2011
L'imperatrice Caterina La mia cineteca Callisto Cosulich 10 / 2011
Modà Collateral Tommaso Labranca 10 / 2011
Noi ci conosciamo bene Editoriale Mariuccia Ciotta 10 / 2011

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