Opinionisti: rubriche e editoriali

Opinionisti /// Pensieri cattivi, (col)laterali, editoriali. Dal 2008 ad oggi.

Mulholland Drive

Mulholland Drive n° 42/2017

Quando Filippo Mazzarella incontrò David Lynch, qualche parola, del silenzio.

Una volta ho incontrato David Lynch. Avevo 23 anni. Cannes, 1990. Alle 10 di sera. Io girovagavo per il Palais deserto munito di un accredito da paria, il tesserino giallo FIF Media (ottenuto gabolando grazie a una rivistina fondata all’università) che regolarmente mi impediva di trovare un posto alla proiezione del secondo film in concorso della giornata. Perché finché c’era da entrare nella mastodontica Salle Lumière la mattina alle 8 nessun problema, ma poi quando stavo in coda 12 ore dopo alla più piccola Debussy e regolarmente mi sfilavano davanti i quotidianisti di tutto il mondo col loro stronzissimo badge pigliatutto e quando urlavano «c’est complet!» me ne andavo insieme ad altre 80 persone rimaste come me a bocca asciutta. Lui era là in concorso per Cuore selvaggio, che in Francia si chiamava Sailor et Lula. Era la sera della presentazione fuori concorso di La voce della luna, che avevo già visto a Milano prima di partire e che al me giovane stolto di allora era parso bruttissimo. Io cercavo nei cestini i pressbook che i (futuri) colleghi ricchi buttavano o dimenticavano in giro. Lui presenziava alla première. Parve bruttissimo anche a lui, perché lo incontrai che a un’ora dall’inizio sgattaiolava affranto da un’uscita della Lumière adiacente a un divanetto su cui mi ero messo a leggere “Le Film français”. Eravamo soli. L’avevo beccato. Mi sorrise. Gli sorrisi. Gli chiesi di Villaggio e Benigni ma tacque imbarazzato. Gli chiesi a che punto fosse Ronnie Rocket e mi rispose «Hell if I know» o una cosa simile. Gli feci i complimenti per Sailor et Lula e mi disse solo che trovava il titolo francese molto scemo. Fu gentilissimo, però, e facemmo insieme la strada che lo separava dall’uscita. Lo salutai dicendogli che mi sarebbe piaciuto vincesse la Palma d’oro. Non rispose. E la vinse. Non è per questo che questa rubrica si chiama Mulholland Drive, il merito (o la colpa?) è di Mauro Gervasini. Ma oggi che il Cinema avrebbe bisogno di un po’ di quel silenzio invocato da Fellini che da ragazzo non volevo capire e che aveva scandito il nostro breve incontro, mi sorprendo a ricordarlo e a desiderare di rincontrarlo a Roma solo per chiedergli se anche lui ha cambiato idea.

E

N° 02 / 2019

FATTO!

Editoriale

Ed eccolo qui, il numero del (piccolo) cambiamento, con le promesse mantenute, tutte le spunte sui buoni propositi e i nostri «fatto, fatto, fatto», uno dopo l’altro. Quattro pagine in più dedicate alle trame dei film (nuovi e da...

Giulio Sangiorgio

B

N° 28 / 2013

Black Mirror n° 28/2013

Black Mirror

La guerra dei mondi è la madre del racconto sci-fi, e negli ultimi due secoli ha attraversato tutti i media della cultura popolare. Dal romanzo di Wells all’epica performance radiofonica di Welles (è il 1938, e il conduttore Orson,...

Andrea Bellavita

B

N° 12 / 2018

Black Mirror n° 12/2018

Black Mirror

Ogni format, anche quello più solido e inattaccabile, per struttura intrinseca e per rafforzamento internazionale (nell’epoca degli adattamenti la massima circolazione in mercati e territori diversi funziona come un continuo laboratorio...

Andrea Bellavita

R

N° 29 / 2019

Refuso gastrico n° 29/2019

Refuso gastrico

È chiaro: senza Netflix e qualche momento di noia mal gestito non mi sarei mai imbattuto in Finché forse non vi separi, filmetto trascurabile che ci ricorda ben presto come il garantismo giuridico nei confronti dei...

Adriano Aiello

I

N° 15 / 2017

Radley Metzger

Il lungo addio

«L’unico film porno che valga la pena di vedere». È quello che pensa Paul Thomas Anderson di The Opening of Misty Beethoven (1976), rilettura del mito di Pigmalione diretta da Radley Metzger con lo pseudonimo di Henry Paris. Sembra che...

Matteo Marelli

Archivio Opinionisti

Titolo Rubrica Autore FilmTv n°
Verso un cinema deberlusconizzato? Editoriale Roy Menarini 48 / 2011
detour 47 - Spellbound detour enrico ghezzi 47 / 2011
I cattivi pensieri n° 47/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 47 / 2011
Mario Editoriale Aldo Fittante 47 / 2011
detour 46 - questo non è il titolo giusto detour enrico ghezzi 46 / 2011
I cattivi pensieri n° 46/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 46 / 2011
Idioti nella Rete Editoriale Mauro Gervasini 46 / 2011
Italia n° 46/2011 Italia Roy Menarini 46 / 2011
detour 45 - amare con scorza detour enrico ghezzi 45 / 2011
Don Giovanni La mia cineteca Callisto Cosulich 45 / 2011
I cattivi pensieri n° 45/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 45 / 2011
Il cinema e altri luoghi (im)possibili Editoriale Aldo Fittante 45 / 2011
detour 44 - non è il caso detour enrico ghezzi 44 / 2011
I cattivi pensieri n° 44/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 44 / 2011
il patto col diavolo Editoriale Mauro Gervasini 44 / 2011
Italia n° 44/2011 Italia Roy Menarini 44 / 2011
Salvate la tigre n° 44/2011 Salvate la tigre Claudio G. Fava 44 / 2011
detour 43 - il sogno del bugiardino detour enrico ghezzi 43 / 2011
Sugarpulp Editoriale Mauro Gervasini 43 / 2011
Taurus. Il crepuscolo di Lenin La mia cineteca Callisto Cosulich 43 / 2011
detour 42 - la pericolosa partita detour enrico ghezzi 42 / 2011
I cattivi pensieri n° 42/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 42 / 2011
La dismissione Editoriale Mauro Gervasini 42 / 2011
detour 41 - il prezzo della protesi detour enrico ghezzi 41 / 2011
I cattivi pensieri n° 41/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 41 / 2011
Steve Jobs 1955-2011 Editoriale Tommaso Labranca 41 / 2011
detour 40 - l’avvento sventato del cinema (3) detour enrico ghezzi 40 / 2011
I cattivi pensieri n° 40/2011 Cattivi pensieri Filippo Mazzarella 40 / 2011
Italia n° 40/2011 Italia Roy Menarini 40 / 2011
Seratone Editoriale Aldo Fittante 40 / 2011

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