Opinionisti: rubriche e editoriali

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Opinionisti /// Pensieri cattivi, (col)laterali, editoriali. Dal 2008 ad oggi.

Collateral

Donne

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale. E avrei trovato disonorevole anche l’altra parte della trita espressione: quota. Le cronache ciarlano di quote rosa così come raccontano delle quote latte. Sarà per questo che il dibattito assume un tono vagamente bovino: il consiglio di amministrazione diventa una stalla in cui, per legge, ogni cinque tori devono esserci tre mucche. Al di là delle effettive capacità personali. Se io fossi una donna mi farei un sacco di domande. Per esempio, mi interrogherei sul perché le donne pagano meno per entrare nei locali o a volte non pagano affatto se accompagnate. Saprei già la risposta: più femmine si vedono sculettare in discoteca, più maschi allocchi pagano il biglietto nella speranza di un approccio barzotto nel buio dei divani. Pagamento del biglietto a pieno prezzo: sarebbe questo il motivo per cui scenderei in piazza, di testa mia e con la sciarpa che voglio io. Non quando qualche veterofemminista rugosa e schiumante mi impone di farlo con sciarpetta bianca per contrastare un fenomeno diffuso sin dall’apparizione sulla Terra degli organismi monocellulari, ma spacciata per un vizio esclusivo dell’attuale Presidente del Consiglio. Magari me ne starei a casa a rivedere Il vigile, film di Luigi Zampa del 1960, in cui Alberto Sordi minaccia di fare crollare la giunta comunale democristiana raccontando di aver visto sindaco e assessori «in quella villa ballare a torso nudo con le ballerine fatte venire da Roma». Se fossi una donna farei un corso di autodifesa, anzi proprio di offesa non per affrontare i bruti che affollano i sottopassaggi della metropolitana in attesa che passi Cappuccetto Rosso, ma per atterrare i gestori di locali che l’8 marzo organizzano gli strip maschili. Non avrei nemmeno risparmiato tutte quelle mie colleghe che, con l’occhio libidinoso, mi avrebbero costretto inutilmente a seguirle nella loro notte brava. Io invece sarei stata in casa a sfogliarmi Ninfomania, ovvero trattato sul furore uterino, nell’elegante edizione veneziana del 1786, in cui tal dottor Bienville, parlando delle uterine come di «maiali che si rotolano nel fango», pareva prevedere le folle di signore che oggi si stracciano le vesti davanti all’ex tronista finito a spogliarsi in pizzeria per 150 euro. Se fossi una donna voterei solo per le donne. Ma non Daniela Santanché. Infatti ho appena scritto che voterei solo per le donne. Se fossi una donna non frequenterei mai il sito alfemminile.com. Non tutte possiamo nascere Simone De Beauvoir, ma tutte possiamo capire qual è il nostro posto nel mondo. E se fossi diventata addetta a un call center dopo aver ottenuto a fatica la licenza media, non prenderei parte a dibattiti nel forum letterario con commenti come questo: «Ma quante cose che sà Saviano? E quant’è bono! Ho comprato il suo libro, anche se non lo leggerò, perché non è il mio genere». Credetemi, l’ho trascritto così come l’ho trovato. Se fossi una donna mi accorgerei che d’estate in autostrada mi sorpassano grosse station wagon guidate da signore con il marito seduto a fianco mentre da noi il maschio si sente offeso nella virilità se la compagna gli dà il cambio al volante. Mi accorgerei che quelle auto hanno tutte targhe dei felici Paesi nordici in cui gli uomini aiutano le mogli nelle faccende domestiche. Ma mi guarderei bene dal farlo pesare, perché la colpa sarebbe solo mia: mi è piaciuto conquistare quel bietolone narcisista conosciuto in palestra? Ho goduto nell’esporlo alle amiche invidiose? Ho accettato che le distanze si imponessero da subito con le femminucce davanti a commentare le vetrine e i maschietti distanziati a parlare di campionato? Bene, ritrovandomi un marito maschilista non potrei che biasimare me stessa. Se io fossi una donna credo che sarei sempre coerente, senza alterare il mio corredo cromosomico in base a ciò che mi fa più comodo in una particolare situazione.

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N° 12 / 2015

La possibilità di un’isola

Editoriale

Per il secondo anno consecutivo siamo media partner dell’Irish Film Festa di Roma (26-29 marzo 2015). Tutte le collaborazioni tra Film Tv e le manifestazioni cinematografiche sono meditate e hanno, secondo noi, un valore culturale, non...

Mauro Gervasini

d

N° 18 / 2011

detour 18 - A chi ha sarà dato

detour

In un sito autorizzato dalla famiglia, una figlia (anche la moglie, mi par di ricordare) riporta dichiarazioni stupefacenti di stanleykubrick a proposito dell’irrealizzato Aryan Papers. Un film sull’olocausto (tema doppiamente “...

enrico ghezzi

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N° 27 / 2009

Vesuvio Pop

Editoriale

«Nino D’Angelo è il Luke Skywalker napoletano» mi diceva un collaboratore del caro e compianto Alfredo Stella. Voce che ha fatto da cesura fra la canzone di giacca (epos di malavita e vendetta) e la voglia di un riscatto sottoproletario...

Giona A. Nazzaro

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N° 17 / 2011

I cattivi pensieri n° 17/2011

Cattivi pensieri

Dal criptomarxista don Giulio alla viltade dantesca del cardinal Melville, 25 anni di liturgia morettiana bruciano nell’immensa, stratificata, perfetta imperfezione di Habemus Papam. Nel 1985, dicevamo che Moretti era il latore...

Filippo Mazzarella

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N° 24 / 2014

Il patriarca

Editoriale

Il 6 giugno 2014 è scomparso a Bergamo, la sua città, Sandro Zambetti. Aveva 86 anni. Dal 1970 al 2009 è stato direttore di “Cineforum”, la rivista principe della cinefilia italiana insieme a “Filmcritica” e “Segnocinema”. Per dieci anni...

Mauro Gervasini

Archivio Opinionisti

Titolo Rubrica Autore FilmTv n°
Calcio Collateral Tommaso Labranca 14 / 2010
La necessità di essere originali Editoriale Aldo Fittante 14 / 2010
Arbasino Collateral Tommaso Labranca 13 / 2010
Scandalosa Milano Editoriale Aldo Fittante 13 / 2010
Filippo Collateral Tommaso Labranca 12 / 2010
Simpatia per il diavolo Editoriale Mauro Gervasini 12 / 2010
Londra Collateral Tommaso Labranca 11 / 2010
Oscar preziosi Editoriale Aldo Fittante 11 / 2010
CensuRai Editoriale Aldo Fittante 10 / 2010
Panini Collateral Tommaso Labranca 10 / 2010
Bossa Collateral Tommaso Labranca 09 / 2010
Clint, l’invincibile Editoriale Aldo Fittante 09 / 2010
Filmcritica: i suoi primi 60 anni Editoriale Giona A. Nazzaro 08 / 2010
Louvre Collateral Tommaso Labranca 08 / 2010
Occhi spalancati chiusi Editoriale Mauro Gervasini 07 / 2010
Savoia Collateral Tommaso Labranca 07 / 2010
Amadeus Collateral Tommaso Labranca 06 / 2010
Stampare in testa Editoriale Aldo Fittante 06 / 2010
Ariani Collateral Tommaso Labranca 05 / 2010
Gioventù plagiata Editoriale Tommaso Labranca 05 / 2010
Confusi e felici Editoriale Mauro Gervasini 04 / 2010
Libera satira in libero stato Editoriale Raffaella Giancristofaro 03 / 2010
Tecnologia Collateral Tommaso Labranca 03 / 2010
Cazzo Collateral Tommaso Labranca 02 / 2010
Il mio Beniamino Editoriale Aldo Fittante 02 / 2010
Vic Chesnutt Il lungo addio Mauro Gervasini 02 / 2010
Bianco, nero e Verdone Editoriale Aldo Fittante 01 / 2010
DTT Collateral Tommaso Labranca 01 / 2010
Nati per uccidere Editoriale Andrea Fornasiero 46 / 2009
Valentina Collateral Tommaso Labranca 46 / 2009

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