Villaggio Premier

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Luca Pacilio dice che Sciarada per 4 spie è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:15.

Era atteso per il 2021 il remake live action di Akira , ma la produzione è stata fermata dal momento che il regista Taika Waikiki ha invece firmato per dirigere il quarto Thor . Il cult di Katsuhiro Otomo era del 1988, ma era ambientato nel 2019. E non è la prima volta che se ne annunciava un remake.

Film Tv di questa settimana è un numero speciale che raccoglie le classifiche dei migliori film del decennio 2010-2019. Quello che vi proponiamo è uno dei tanti film citati: Tsai Ming-liang è decisamente uno dei massimi registi contemporanei. Buona lettura.

Il 14 luglio 1969 usciva Easy Rider , cult generazionale e pietra miliare del cinema.

Possiamo riciclare i buoni propositi che Roy Menarini aveva fatto per il cinema del 2017 ancora oggi? Probabilmente sì.

La 14esima stagione è annunciata a settembre negli Usa, mentre la 13esima parte il 19 luglio su Fox in prima visione assoluta. Particolarmente longeva e molto politicamente scorretta, ritorniamo sulla 12esima stagione di C'è sempre il sole a Philadelphia , nell'attesa.

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

scelta da
Simone Arcagni

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Servizio pubblicato su FilmTv 52/2012

Villaggio Premier


Lutto nazionale per la scomparsa di Paolo Villaggio. Lo celebriamo anche riproponendo questo servizio, realizzato in occasione del suo ottantesimo compleanno, il 31 dicembre 2012...

Paolo Villaggio ha sempre spiazzato tutti. I genitori, quando invece di studiare passava le notti nei locali di cabaret, interrompendo gli studi di giurisprudenza. I colleghi dell’Italsider di Genova, dove aveva ottenuto quel posto fisso cui oggi anelano anche gli ex punk e che lui mollò per lo spettacolo. Spiazzò il pubblico televisivo degli Anni 60 che nei soporiferi show dei pomeriggi domenicali, pieni di conduttori piacioni, si scontrò con il crudele Professor Kranz, incapace illusionista tedesco accompagnato da due cammellini di peluche. Spiazzò chi lo considerava attore comico definendosi scrittore e creando per “L’Europeo” i racconti del Ragionier Fantozzi, versione più commestibile dell’irreale, algido e difficile Fracchia, quello che scivolava sulla poltrona Sacco. Anche Fantozzi è spiazzante, per due motivi: nell’universo della commedia all’italiana fatta di maschere dialettali e paesane, lui è un antieroe urbano non riconducibile ad alcun campanile. E il suo servilismo verso i potenti conquista il pubblico in un’epoca di rivalse operaie contro i padroni. Il vecchio Villaggio, avvolto nei suoi camicioni, non è da meno e ancora spiazza attaccando il buonismo delle Paralimpiadi o scherzando pesantemente sui pastori sardi. E ogni volta non interpreta il ruolo dell’outsider, ma riporta il vero pensiero inespresso dell’italiano medio. Come quando, intervistato su chi avrebbe scelto alle primarie tra Bersani e Renzi, ha guardato il giornalista e ha detto: «Chi sono? Non li conosco». O come quando si presta per Albanese a impersonare niente meno che il Premier...

Tommaso Labranca

  • Fantozzi Ragioner Ugo
    • Fantozzi [Italia, 1975] di Luciano Salce
      Dal libro omonimo di Villaggio ha inizio il mito del ragioniere più sfigato d’Italia, vessato sul lavoro e frustrato dalla vita domestica. La moglie Pina è Liù Bosisio. Frase (s)cult: «Ebbe una mostruosa allucinazione punitiva: crocefisso in sala mensa!».
    • Il secondo tragico Fantozzi [Italia, 1976] di Luciano Salce
      Il capitolo più riuscito e citato della saga ha nella gita a Montecarlo e nel cineforum aziendale con dibattito i suoi momenti immortali. Il soggetto è ancora tratto dai libri. Frase (s)cult: «Per me La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!».
    • Fantozzi contro tutti [Italia, 1980] di Neri Parenti e Paolo Villaggio
      La verve è ancora tanta, Pina è Milena Vukotic e il cameo di Abatantuono resta nella memoria. Frase (s)cult: «Il megapresidente è uno stronzo! Certe volte mi viene voglia di scriverlo in cielo».
    • Fantozzi subisce ancora [Italia, 1983] di Neri Parenti
      Ultimo soggetto tratto dai romanzi di Villaggio. Ancora soprusi sul lavoro, mostruosità domestiche e la Silvani come sogno erotico. Frase (s)cult: «Mariangela? Questa qua è l’orango, altro che Mariangela!».
    • Superfantozzi [Italia, 1986] di Neri Parenti
      Alle origini del mito: Fantozzi diviene archetipo comune alle più disparate epoche storiche. Dalla creazione ai kamikaze, Ugo è sempre il Perdente. Pina è di nuovo Liù Bosisio. Frase (s)cult: «Andate e moltiplicatevi. Il meno possibile!».
    • Fantozzi va in pensione [Italia, 1988] di Neri Parenti
      Sottovalutato ritratto malincomico dei pensionati Fantozzi e Filini tra incubi, filmetti erotici e sfighe assortite. Torna (per restare) la Vukotic. Frase (s)cult: «Pina, ho due di pressione come una formica!».
    • Fantozzi alla riscossa [Italia, 1990] di Neri Parenti Pierfrancesco
      Villaggio è un hooligan che educa Fantozzi al comando. Tutto inutile, ovviamente. Frase (s)cult: «Per diplomarsi a pieni voti Fantozzi aveva fatto riempire la borsa della Pina di tutti i loro risparmi».
    • Fantozzi in paradiso [Italia, 1993] di Neri Parenti
      La sfiga fantozziana sopravvive alla morte. Frase (s)cult: «A tenergli compagnia nell’ultimo viaggio, non poteva mancare l’affezionata compagna di tanti weekend: la sua personalissima nuvola da impegato!».
    • Fantozzi - Il ritorno [Italia, 1996] di Neri Parenti
      Il peggior capitolo della saga aggiorna Ugo alle moderne tecnologie. Frase (s)cult: «Era caduto nella trappola della chat line. Alle 2 di notte aveva già speso 2 milioni e 780 mila lire + Iva per parlare solo con un disco».
    • Fantozzi 2000 - La clonazione [Italia, 1999] di Domenico Saverni
      Filmetto senile, che replica stancamente i meccanismi del passato senza idee né la spalla Filini, causa scomparsa di Gigi Reder. È la fine del personaggio. Frase (s)cult: «Pina, ormai siamo tutti dottori».
    Claudio Bartolini

Filmografia ragionata di Paolo Villaggio

A cura di Claudio Bartolini

  • Beati i ricchi

    Il vigile urbano Augusto entra in possesso di due miliardi di lire e deve difenderli da parecchi assalti. Il riscatto dei poveri trova in Villaggio la maschera giusta da contrapporre all’ipocrisia borghese.

  • Che c'entriamo noi con la rivoluzione?

    Nella prima tra le sette collaborazioni con Sergio Corbucci, Villaggio è il prete/spalla di Gassman, con lui impegnato suo malgrado nella Rivoluzione Messicana. Escalation tragicomica di italica cialtronaggine. 

  • Non toccare la donna bianca

    L’agente della Cia Pinkerton è il deus ex machina nella grottesca ricostruzione della storia del Generale Custer nella Parigi Anni 70. Ironicamente ambizioso. 

  • Sistemo l'America e torno

    Quello dell’ingegnere Bonfiglio, che piange perchè Pulici ha sbagliato un rigore e negli Usa incontra le lotte del Black Power, è un ruolo di sottovalutato spessore drammatico e grande carica progressista.

  • La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

    Villaggio sarebbe dovuto essere protagonista, ma rifiutò. Saputo della presenza di Tognazzi, accettò il ruolo del magnaccia Checco Biancone Coniglio. Quando Avati ancora scioglieva le briglie alla fantasia. 

  • Quelle strane occasioni

    Al Nostro spetta il primo dei tre episodi, Italian Superman, diretto da Loy. Nei panni dell’improbabile superdotato Giobatta, reclutato da un pornoclub di Amsterdam, dà vita a un’assurda sarabanda erotica. 

  • Il... Belpaese

    Di ritorno in Italia dopo anni, Guido Berardinelli scopre che niente è più lo stesso. Dopo i due Fantozzi, Salce e l’attore ci riprovano con la satira politica. 

  • Dottor Jekyll e gentile signora

    Doppio Villaggio, nei panni del cinico consigliere di una multinazionale e del suo alter ego pacioso, capace di far innamorare la prosperosa segretaria Fenech. Parodia stralunata della novella di Stevenson. 

  • Fracchia la belva umana

    Primo atto della saga di Giandomenico Fracchia, sorta di spinoff di quella fantozziana con tanto di Gigi Reder e Anna Mazzamauro. Gli intenti sono parodistici, nel mirino c’è il fordiano Tutta la città ne parla. Seguirà Fracchia contro Dracula (Neri Parenti, 1985).

  • I pompieri

    Il sodalizio con Massimo Boldi e Lino Banfi segna la risposta italiana alle commedie d’accademia Usa. I tre si riuniranno anche in Scuola di ladri (N. Parenti, 1986) e Missione eroica. I pompieri 2 (G. Capitani, 1987). Villaggio indossa ancora la maschera di Fantozzi. 

  • Rimini Rimini

    Pellicola dalla risibile valenza artistica, ma l’immagine del pretore Ermenegildo Morelli con lingua a penzoloni di fronte all’abbondante topless di Serena Grandi è un mito per i cultori del nostro cinema bis.

  • Ho vinto la lotteria di Capodanno

    Paolo Ciottoli ricorda più di ogni altro Ugo Fantozzi, e rilancia l’immagine (e la saga) in crisi del ragioniere a suon di traversie e umiliazioni subite sul lavoro. Nemmeno vincendo la lotteria riesce a trovare il riscatto, perdendo inevitabilmente il biglietto.

  • La voce della luna

    L’agguerrito ex prefetto Gonnella affianca il sognatore Ivo Salvini interpretato da Benigni e, con lui, ascolta la luna nel film testamento di Fellini, straniante e sospesa critica ai nuovi modelli di cultura televisiva.

  • Io speriamo che me la cavo

    L’anziano professor Sperelli, genovese verace, viene mandato per errore in una scuola elementare del napoletano. Villaggio salva il film dalla catastrofe con un’interpretazione misurata, attenta e coraggiosa.

  • Il segreto del bosco vecchio

    La terza età d’autore di Villaggio vive di alti e bassi. La collaborazione con Olmi non dà i frutti sperati, e si perde nel fumoso e trasognato messaggio ecologista. 

  • Cari fottutissimi amici

    La scalcinata squadra di pugili assemblata in tempo di guerra dall’ex boxeur Ginepro Parodi, detto Dieci, è un’Armata Brancaleone grottesca e tardiva, il cui simbolo è un Paolo Villaggio genuinamente truffaldino.

  • Questione di cuore

    Il produttore cinematografico Renato, cinico dal cuore d’oro, appare in un cameo ma è tra le presenze più carismatiche e significanti dell’intera narrazione.

  • Tutto tutto niente niente

    Nel demenziale one man show di Antonio Albanese, Villaggio è un comico genovese diventato Presidente del Consiglio, con un occhio alle performance berlusconiane e un altro all’ascesa di Beppe Grillo.


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Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.

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