La Tv americana si fa sempre più LGBTQ

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Pier Maria Bocchi dice che La croce di ferro è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 10:20.

La nostra intervista a Gillian Anderson in occasione della stagione evento da sei episodi andata in onda nel gennaio 2016. Dal 29 gennaio prossimo, sempre su Fox, le nuove puntate, una "stagione 11" piena di misteri che per la storica interprete di Dana Scully sarà l'ultima

Se pensate che Babbo bastardo sia un film antinatalizio, sbagliate di grosso. Cercatelo nei palinsesti televisivi di questi giorni. Lo troverete accucciato in un angolo della fascia protetta e lo riconoscerete per quel suo caratteristico aroma di Jack Daniel's.

Cinema e potere, un rapporto intricato e complesso. Ve ne parliamo su FilmTv n° 50 in uno speciale. Qui trovate la recensione della prima stagione di The Crown​, una delle serie citate nello speciale.

Questo articolo è stato scritto dopo la strage al Bataclan di Parigi, nel novembre 2015. Lo riproponiamo dedicandolo a Johnny Hallyday, scomparso il 6 dicembre scorso a 74 anni, e alla sua idea di rock...

Sarà proiettata al #TFF35 la serie d'autore Tokyo Vampire Hotel , ma Sion Sono è un habitué della rubrica Scanners. Vi proponiamo Himizu e vi consigliamo di scoprire tutti gli altri inediti.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

cinerama
7602
cineteca
2431
servizi
2363
opinionisti
1530
locandine
957
serialminds
648
scanners
455
Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

La Tv americana si fa sempre più LGBTQ


L'annuale studio della GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) "Dove siamo in Tv", dedicato alla prima serata televisiva, rileva la maggior rappresentazione LGBTQ di sempre, con il 6.4% (58 su 901) dei personaggi regolari delle serie Tv.

Se si considerano poi anche le reti cable il totale dei protagonisti arriva a 103 mentre quello dei personaggi ricorrenti sale a 70. Ci sono poi i servizi streaming, con Amazon, Hulu e Netflix dove appaiono 51 personaggi regolari e 19 ricorrenti (per la copertina infatti abbiamo scelto una scena di Sense8, dall'episodio ambientato durante un gay pride). Una bella differenza rispetto al rapporto sul mondo del cinema di cui avevamo dato notizia lo scorso maggio.

È il 22esimo anno che viene realizzato questo studio e la presidente della GLAAD Sarah Kate Ellis ha così commentato il rapporto: «Mentre l'amministrazione Trump cerca di rendere le persone LGBTQ invisibili, rappresentarle in tutta la nostra diversità nelle serie Tv è un contrappeso essenziale, che dà alle persone LGBTQ storie con cui rapportarsi e aumenta la solidarietà del pubblico più ampio verso le persone e le famiglie LGBTQ».

asia.jpg

Il rapporto però lamenta la scarsa diversità per cui la gran maggioranza di questi personaggi sono ancora maschi e bianchi. Inoltre si rileva che le donne bisessuali sono sempre molte più degli uomini e che, soprattutto, la loro rappresentazione purtroppo scade spesso in dannosi stereotipi. La gran parte di questi personaggi sono poi cisgender, ossia la loro identità sessuale coincide con l'orientamento e il sesso di nascita, mentre solo 17 sono transgender sul totale di tutte le piattaforme. La GLAAD però per la prima volta ha potuto conteggiare personaggi dell'orientamento non-binario, come quello di Asia Kate Dillon in Billions (sopra), e asessaule, come Raphael interpretato da David Castro in Shadowhunters e Todd (con la voce di Aaron Paul) in BoJack Horseman.

Nel mentre Ryan Murphy sta lavorando a Pose, che avrà il cast più transgender ed etnicamente diversificato di sempre, con cinque protagonisti trans interpretati da attori trans (sotto la foto del cast). Si tratta di una serie antologica, la cui prima stagione è dedicata agli anni 80 a New York con l'emergere degli yuppie e la "ball culture" tra club e sale da ballo.

pose.jpg 

Gli studi della GLAAD del resto rilevano che il 20% degli americani tra 18 e 34 anni rientra nello spettro LGBTQ e tra loro il 12% si considera "non cisgender" mentre il 4% si definisce asessaule, in linea con l'emersione di analoghe figure sulla scena televisiva. «I numeri però sono solo una piccola parte della questione e semplicemente essere sullo schermo non è abbastanza» rileva la direttrice del centro di ricerca a analisi sull'Entertainment della GLAAD, che conclude: «Se siamo lieti di vedere crescere i numeri, la considerazione di come i personaggi LGBTQ sono inseriti nelle storie e di quali storie arrivano su schermo è cruciale nel giudicare il progresso dell'industria. C'è ancora del lavoro da fare».

bojack.jpg


Articoli consigliati


Sense8» Serial Minds (n° 44/2015)
Cinema Wi-Fi» Servizi (n° 40/2016)
Sense8» Serial Minds (n° 22/2017)

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti - Privacy