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Matteo Marelli dice che Venere in pelliccia è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 01:15.

Se vi sono piaciuti Forza maggiore e The square , c'è un invisibile di Ruben Östlund che vi consigliamo di recuperare, presentato alla Quinzaine 2011.

Gianni Amelio racconta I nuovi mostri e riflette sull'Italia e sulla commedia all'italiana. Rileggete la locandina del 2005, il film è in streaming su RaiPlay.

Il 3 dicembre arrivano su Prime Video le prime 5 stagioni di questa serie Marvel. Curiosi? Scoprite di che parla nella nostra recensione.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Certainly it constitutes bad news when the people who agree with you are buggier than batshit.»

scelta da
Lorenza Negri

In edicola: Martedì, 18 Dicembre, 2018

Intervista al regista di Capri-Revolution, Mario Martone, interviste a Sandra Bullock e Susanne Bier per Bird Box, I migliori film italiani: Caro diario, intervista a Giovanni Veronesi, l'arte oggi secondo Luca Beatrice, Serial Minds di The Romanoffs e Kidding, locandina di I tre moschettieri di Richard Lester e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Il senso di una fine

In inglese to do time, “fare il tempo”, significa scontare una pena, ovvero stare in prigione. In Old Man & the Gun il rapinatore interpretato da Robert Redford ha più di settant’anni quando capisce che forse è giunto il momento di do his time, di fare il suo tempo in carcere. Facciamo per un attimo i cattivi traduttori: anche Redford ha deciso di aver fatto il suo tempo e ha annunciato che quello di Forrest Tucker sarà il suo ultimo ruolo dopo 58 anni e 80 titoli accreditati. La fine di una carriera, la fine di un’epoca. Una fine. Una cosa che oggi succede sempre meno, perché l’industria culturale procede nell’annullare il concetto di fine: tutto risorge, in remake, reboot, revival; serie cancellate vengono rinnovate dallo streaming; vecchi personaggi tornano sugli schermi; attori defunti o invecchiati rivivono nella computer grafica. «The End» è un cartello sempre più risibile, la retromania, le feste anni 80, i “ricordi” di Facebook portano il passato nel presente e il cinema fa suo questo eterno oggi che tutto contiene. In questo senso, la decisione di Redford è felicemente sovversiva; e quando in Old Man & the Gun un flashback mostra il personaggio da giovane, non è un’immagine in CGI che vediamo, ma un frammento di La caccia. Il cinema, diceva Cocteau, è la morte al lavoro sugli attori. E se il digitale disinnesca il potere della settima arte di cogliere la mortalità, il film di Lowery se ne riappropria, mostrando il mezzo secolo che separa le due versioni di Redford, il suo volto che porta i segni del tempo. Di uno che ha fatto il tempo. Poi scopriamo su IMDb.com che Redford ha parzialmente barato: il suo ultimo ruolo è la voce narrante del film natalizio Buttons, uscito negli Usa l’8 dicembre. Protagonisti: Angela Lansbury e Dick Van Dyke. Coincidenza curiosa, perché entrambi i leggendari attori, novantatreenni, hanno un piccolo ruolo in Il ritorno di Mary Poppins. Un film che della fine della fine è emblema: rieccola Mary, immune al tempo, identica a com’era 54 anni fa, pronta a riportarci indietro (letteralmente: spostando le lancette del Big Ben, in una scena alla Harold Lloyd che da Ritorno al futuro a Hugo Cabret è diventata simbolo dell’inesauribile effetto nostalgia del cinema), ritornante, non-morta, immortale. Ma poi ci sono loro: lo strepitoso Van Dyke (che torna nel ruolo del direttore di banca) e Lansbury, la cui presenza rispetto al “franchise” disneyano pare decontestualizzata. Sono forse lì, nella loro gloriosa (e interamente non digitale) anzianità, per ricordarci che il tempo esiste ancora? Che il cinema può ancora fare il tempo? Anche questo editoriale non ha «The End».

Novecento anno zero

Restaurato dalla Cineteca di Bologna, Novecento Atto I torna in sala dal 16 aprile. Uno dei film centrali del cinema italiano, epopea che fa i conti con la nostra storia lungo un secolo di furibondi conflitti. Anche, per noi, il pretesto per tornare a riflettere su un un grandissimo cineasta, Bernardo Bertolucci, riproponendo diversi materiali pubblicati nel corso del tempo da Film Tv, a partire da un ampio servizio curato da Marcello Garofalo e da un'intervista esclusiva di Monica Stambrini, autrice del documentario Sedia elettrica dedicato al making of di Io e te. Buona lettura!

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In occasione del 50° anniversario (era per la precisione il 15 giugno 1967) dall’uscita de La farfalla sul mirino di Seijun Suzki, CG Entertainment lancia la...

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«Oggi abbiamo i franchise e chi dice "Ho fatto un film con il mio iPhone". In sintesi l'economia del cinema americano è tutta qui». Spiega James Gray in una lunga intervista a Vulture: «Cinque...

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18 Aprile 2017

Il giovane papa del rap riafferma la dignità afroamericana contro la stampa parassita che fa fiumi di soldi, imponendo un immaginario sottilmente razzista.

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Dopo le uscite di maggio con Ghost World Dheepan e quelle di giugno con Ugetsu di Mizoguchi, The Lodger (Il pensionante) di Hitchcock, They Live...

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Nasceva centoventi anni fa e moriva trent’anni or sono Hans Detlef Sierck, tedesco figlio di genitori danesi che, emigrato in America a causa del nazismo, sarebbe diventato Douglas Sirk. Gianni...

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15. The Osiris Child di Shane Abbess, fantascienza australiana di produzione ambiziosa ma con il giusto spirito da B-movie.
14. Enter the Warrior's Gate...

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Emilio, adolescente introverso, è figlio di Dario, docente all’Università di Milano. Durante una visita alla casa di campagna della nonna, i due fanno la conoscenza di Giulia e Sandro, quest’...

Articolo - Cinerama
17 Aprile 2017

Il primo piano di un uomo; in sottofondo, i rumori del bar di una stazione. L'uomo ha la faccia affaticata, concentrata, ma non arrabbiata: sta passando le consegne di un'esperienza difficile a...

Articolo - Cinerama
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«Assurdo», gli dice Lucia. Assurdo che Antonio, 48 anni, di lavoro faccia il "rimpiazzo". Un mestiere terminale, nemmeno troppo immaginario, di un sistema che per essere stabile cerca il precario...

Articolo - Locandina
17 Aprile 2017

Colpire al cuore fu nel 1982 il primo film per il grande schermo di Gianni Amelio, ragazzo 37enne nato nel 1945 in un paesino della Calabria. E subito ci fu polemica, perché il regista,...

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