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Oggi Free
Matteo Marelli dice che Sedotta e abbandonata è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 00:55.

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

Scorsese-DiCaprio, coppia al fulmicotone. Tre ore di film senza pause (e possibilmente senza tagli). Vi riproponiamo la locandina di Emanuela Martini.

Alice Rohrwacher dirigerà almeno due degli otti episodi della seconda stagione di L'amica geniale , dal titolo Storia del nuovo cognome . Avete già visto la prima?

Quest'anno alla #Berlinale69 non ci sono nomi di grande richiamo cinefilo. Un esempio preso dal passato? Bruno Dumont. Vi riproponiamo la recensione di un suo film, nella homepage della sezione Scanners.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

In edicola: Martedì, 12 Febbraio, 2019

Lost Highway su Dušan MakavejevSpeciale 69ª Berlinale: intervista a Claudio Genovesi e prima parte delle recensioni, intervista al regista di 9 Doigts, F.J. Ossang, Leonardo Da Vinci al cinema, I migliori film italiani: Profondo rosso, Scanners di Blue My Mind, Serial Minds di La compagnia del Cigno, locandina di Vita privata di Sherlock Holmes di Billy Wilder e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Chi ha paura del lupo?

Non c’è niente da fare. L’idea che ci sia chi decida per noi, e in nome dei nostri figli, che cosa vedere, ascoltare, pensare... risulta sempre odiosa. E spesso ridicola, come il taglio di 62 secondi del «dialogo in ufficio sul lancio del nano» di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. Sono ben 61 gli «alleggerimenti», come recita eufemisticamente il documento ufficiale, che hanno massacrato uno dei capolavori del grande regista statunitense nella versione che è andata in onda su Rai2 il 6 febbraio scorso. Intendiamoci, è tutto legale dal momento che il film è stato vietato ai minori di 14 anni e che quindi per legge non poteva essere trasmesso prima delle 23 (la deroga è per le reti, come RaiMovie, che, al contrario dei primi tre canali Rai, hanno attiva la funzione parental control sul decoder). Così il neodirettore di Rai2, Carlo Freccero, ha dovuto tirar fuori la seconda versione presentata dal titolare dei diritti, Leone Film Group, il 7 luglio 2014 alla commissione di revisione cinematografica del ministero per i Beni e le attività culturali, che l’ha derubricata a «film per tutti» grazie a un taglio e cucito brutale di 18 minuti e 21 secondi, trasformando dunque un film di quasi 180 minuti in un’altro, diverso, di 159. Ma le forbici sembrano vivere di vita propria e su RaiPlay è visibile a un pubblico di tutte le età una “inedita” versione da 166 minuti. Il sistema machiavellico della censura a volte ci porta pure a pensare: meglio qualche taglio che niente. Come è successo alla Berlinale 2019 con il nuovo film del regista cinese Zhang Yimou, intitolato One Second e ambientato durante la Rivoluzione culturale cinese, ritirato dal concorso per imprecisate «difficoltà tecniche durante la post-produzione». Stessa sorte toccata a Better Days del regista hongkonghese Derek Kwok-cheung Tsang nella sezione parallela Generation. Due coincidenze fanno un indizio, anche perché non è un mistero che in Cina, da quando Xi Jinping è salito al potere nel 2012, la censura sia stata rafforzata. In Italia siamo ancora in attesa del decreto attuativo della Legge cinema dell’ex ministro Franceschini che ha ridisegnato la revisione cinematografica lasciando ai distributori l’autoclassificazione dei film, aggiungendo la nuova indicazione delle opere non adatte ai minori di 6 anni e consentendo ai dodicenni e ai sedicenni, accompagnati da un adulto, di poter accedere ai film vietati rispettivamente ai 14 e ai 18 anni. Anche se è solo un piccolo passo, speriamo che il nuovo direttore generale per il cinema del MiBAC, Mario Turetta, lo riesca a fare.

Novecento anno zero

Restaurato dalla Cineteca di Bologna, Novecento Atto I torna in sala dal 16 aprile. Uno dei film centrali del cinema italiano, epopea che fa i conti con la nostra storia lungo un secolo di furibondi conflitti. Anche, per noi, il pretesto per tornare a riflettere su un un grandissimo cineasta, Bernardo Bertolucci, riproponendo diversi materiali pubblicati nel corso del tempo da Film Tv, a partire da un ampio servizio curato da Marcello Garofalo e da un'intervista esclusiva di Monica Stambrini, autrice del documentario Sedia elettrica dedicato al making of di Io e te. Buona lettura!

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