1917 di Sam Mendes - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 03/2020

1917


Regia di Sam Mendes

«Non c’è tempo per pensare». È quello che dice il caporale Tom Blake al suo collega Schofield mentre iniziano la loro missione disperata e contro il tempo. Si tratta di portare un dispaccio che avverte un altro battaglione dell’esercito inglese, che si trova a pochi chilometri di distanza, di un imminente attacco dell’esercito tedesco che ha finto un ritiro oltre la linea Hindenburg, ma che in realtà sta organizzando un’imboscata. L’obiettivo è salvare un intero battaglione di 1.600 soldati da una morte certa. Ma che non ci sia tempo per pensare è anche quello che sembra dirci questo film, già dai suoi primi minuti: perché sono la frenesia, l’immersività e l’adrenalina gli ingredienti principali coi quali lavora Sam Mendes con questo “finto” pianosequenza ininterrotto di quasi due ore. Siamo nel 1917, nel pieno della Prima guerra mondiale, sul fronte occidentale: nel senso che letteralmente il film ci porta dentro alle trincee, accanto ai soldati, in mezzo al fango, ai cadaveri e ai topi che sguazzano tra le provviste. È l’idea di un cinema che colpisce lo spettatore fisicamente con la massima forza, con il più grande impatto emotivo possibile, facendo scoppiare le bombe a sorpresa in modo da farci saltare per aria sulla poltrona. E anche se ormai il genere del filmpianosequenza - vero o finto che sia - ha una certa tradizione, qui Mendes si avvicina più alle atmosfere dei videogame sparatutto in prima persona (Call of Duty o Quake) piuttosto che a operazioni che giustificavano la propria (intrusiva) scelta stilistica con una riflessione estetica (per quanto diversissima) come Birdman o (l’imprevedibile virtù dell’ignoranza) o Il figlio di Saul. La domanda a cui ci costringe 1917 è però profonda e per nulla scontata: come si racconta una guerra? Dall’alto dell’astrazione delle strategie militari? Oppure tramite la percezione soggettiva del fronte? Dai familiari che aspettano il ritorno dei soldati, o da chi guarda in faccia la morte? Mendes sceglie la via dell’eccitazione fisica della paura, del pericolo a sorpresa, della minaccia improvvisa, e si avvicina in questo alla fisicità del cinema di Steve McQueen e in generale a quell’ideologia contemporanea che privilegia la sensazione e la corporeità rispetto all’astrazione e all’ambiguità del linguaggio. Quella che ne fa le spese è però innanzitutto la Storia, che infatti scompare dal film, per rimanere su un generico sfondo (e a pensarci bene, qualunque guerra, quanto meno dalla modernità in poi, poteva essere raccontata con questo espediente). Eppure il film ha anche moltissimi pregi, soprattutto in uno straordinario uso soggettivo del tempo, che scorre di fronte ai nostri occhi in modo ineguale e soggettivo, invertendo l’impressione della mancanza di tagli di montaggio con una mediazione simbolica soggettiva, che fa sì che gli eventi abbiano durata diseguale a secondo del coinvolgimento emotivo dei protagonisti. E che rendono questo film molto più di un esercizio di stile. Ma che soprattutto ci spinge a interrogarci sul senso e i motivi (estetici e persino politici) di un dispositivo formale e di un modo di raccontare. E per il cinema di oggi, non è certo poca cosa.

I 400 colpi

AA
5
PA
7
PMB
4
MC
7
AC
6
SE
7
IF
5
AF
10
MG
5
EM
5
FM
5
RMO
7
EMO
5
LP
5
ES
5
GS
5
RS
6
FT
5
media
5.8
1917 (2019)
Titolo originale: 1917
Regia: Sam Mendes
Genere: Guerra - Produzione: Gb/Usa - Durata: 119'
Cast: George MacKay, Dean-Charles Chapman, Andrew Scott, Richard Madden, Mark Strong, Colin Firth, Daniel Mays, Pip Carter, Andy Apollo, Paul Tinto, Josef Davies, Billy Postlethwaite, Gabriel Akuwudike
Distribuzione: 01 Distribution
Sceneggiatura: Sam Mendes, Krysty Wilson-Cairns

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