A Treat of Coutinho di Josafá Veloso - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 52/2020

A Treat of Coutinho


Regia di Josafá Veloso

A Treat of Coutinho, opera prima del paulista Josafà Veloso, 34 anni, musicista ed ex montatore per Rete Globo, entra nel dibattito teorico sul cinema contemporaneo attraverso le opere di un “grande vecchio” del cinema novo. Eduardo Coutinho era un documentarista, paulista anche lui, che la Berlinale consacrò per Cabra marcado para morir, iniziato nel 1964, interrotto dalla dittatura - mentre troupe e intervistati scappavano o cambiavano nome o lavoro - e finito, a democrazia restaurata, 20 anni dopo. Coutinho, dopo la parentesi da giornalista tv, farà una ventina di film memorabili prima di essere assassinato, a 80 anni, dal figlio quarantenne Daniel in crisi schizofrenica. Cabra marcado è un affondo potente sulla tragedia brasiliana, l’impossibilità della riforma agraria, attraverso un fatto di cronaca, l’esecuzione per mano poliziesca, nel 1962, di un dirigente del movimento Sem Terra nordestino, João Pedro Teixeira, raccontato dai contadini insorti e dalla vedova Elizabeth, dall’indomita grinta proletaria, nonostante 11 figli da mantenere, uno suicida, altri assassinati e uno, Isaac, oggi medico. Rapsodico, “obliquo”, dal montaggio incalzante e frammentario, Cabra marcado diffida del realismo devozionale ed è affascinato piuttosto dalla mutazione antropologica del “nuovo brasiliano”, il terrore del latifondista, la sintesi Sem Terra (di inedita espressività) tra proletariato bianco, ex schiavi neri e indio. E capta cinque minuti indimenticabili nei quali Elizabeth, rassicurata dall’amnistia imprevista del generale Figueiredo, si trasfigura nella passionaria pronta di nuovo alla lotta. In A Treat of Coutinho, che si basa su una intervista realizzata nel 2012, il cineasta risponde con grande acutezza, e citando Lacan, Spinoza, Bourdieu, Benjamin e Lévi-Strauss, alle stesse domande che si pongono oggi Wiseman e Morris. Quali sono le immagini autentiche? Chi riesce a traghettarci davvero dal “reale” simulato alla cosa vera? Siamo sicuri che è importante la naturalezza in un “personaggio”? Perché si insegue la bellezza brutta? Il metodo Coutinho si basa sul “contatto in campo” tra intervistato e intervistatore. Non è importante in un doc l’opinione da esprimere, né l’argomento da imporre, ma l’incontro: «La vita, la routine è noiosa, usurpa la persona. Quando l’intervistato diventa “personaggio”, e finge, ecco che finalmente usurpa lui la routine. È fuori dall’alienazione. È vivo». Mettersi nei panni di un altro è l’esercizio spirituale preferito da Coutinho che crea un conflitto fertile, un processo chimico di comunicazione quasi magico. «Esistiamo attraverso gli occhi degli altri» dice Coutinho a Veloso. «L’altro è costituito da me ma anche io sono costituito dall’altro. Però c’è sempre un rapporto di potere asimmetrico tra me e gli altri. Cerco di renderlo meno asimmetrico possibile, perché la cinepresa ha un potere enorme». Se la modernità è l’imposizione di un punto di vista fortemente soggettivo sul materiale trattato, la postmodernità mette in discussione proprio quell’io: «Non ho mai avuto la percezione di una identità personale, piuttosto ricerco l’accordo gioioso, direbbe Spinoza, con ciò che accade nel mondo naturale».

A Treat of Coutinho (2019)
Titolo originale: Banquete Coutinho
Regia: Josafá Veloso
Genere: Documentario - Produzione: Brasile - Durata: 74'
Cast: Eduardo Coutinho
Musiche: Josafá Veloso
Montaggio: Eugenio Puppo, Gustavo Vasconcel
Fotografia: Ticão Okada

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Aggiungi questo film
a quelli che vuoi vedere.

Manda il testo di questo
articolo a un amico.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy