Ayka di Sergei Dvortsevoy - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv C0/2018

Ayka


Regia di Sergei Dvortsevoy

Ayka, cioè Rosetta. Vent’anni dopo. Come se il tempo non fosse passato, o peggio il cinema non avesse trovato altri modi di rappresentare la lotta per la sopravvivenza di una reietta sociale, l’ennesima di questo festival, dopo i protagonisti di Yomeddine e Capharnaüm, al di fuori di un pedinamento ossessivo con camera a mano. Ayka è una delle tantissime donne kirghize arrivate a Mosca con il sogno di trovare un minimo di benessere e finite a condurre una vita di stenti. Senza lavoro, inseguita dai creditori, costretta a trovare un impiego, uno qualsiasi. Soprattutto, madre di un bimbo appena nato e subito abbandonato. Dvortsevoy la segue ovunque, non mette null’altro nel film, solo lei, mentre combatte, si nasconde, soffre, crolla. La maternità potrà più di ogni altro istinto, lasciando più di un’ombra sulla furbizia dell’operazione.

I 400 colpi

RM
5
Ayka (2018)
Titolo originale: Ayka
Regia: Sergei Dvortsevoy
Genere: Drammatico - Produzione: Russia/Germania/Polonia/Cina/Kazakistan - Durata: 100'
Cast: Samal Yeslyamova
Sceneggiatura: Sergey Dvortsevoy, Gennadij Ostrowskij

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