Black Widow di Cate Shortland - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 27/2021

Black Widow


Regia di Cate Shortland

Alla Vedova nera di Scarlett Johansson piace il James Bond di Roger Moore. Moonraker - Operazione spazio per la precisione, che guarda ripetendone le battute a memoria. Questo, forse, ci dice qualcosa del suo primo - e ultimo? - film in solitaria (approdato in sala e, subito, pure in streaming su Disney+ dopo essere stato rimandato di un anno per la pandemia). Per inciso, anche il secondo cinecomix Marvel al femminile dopo Captain Marvel, nonostante la superspia Natasha Romanoff ci tenga compagnia nell’MCU dai tempi di Iron Man 2. Bel personaggio, forse nei fumetti più che sul grande schermo, con una storia densa e complessa, fin dai primi anni 60, quando era “solo” una spia femme fatale d’oltrecortina, poi via via approfondita a seguire l’evoluzione sociale e culturale del mondo femminile, protagonista di grandi passioni (da Devil al Soldato d’inverno), pur restando fieramente indipendente, spietata e letale, certo, ma col tempo sempre più critica nei confronti del proprio passato. Poco o nulla di tutto questo resta nel personaggio come lo conosciamo nell’MCU, anche se qui si prova a donare a Vedova nera un vissuto che la renda più tridimensionale. Considerata la sua dipartita in Avengers: Endgame, Black Widow si svolge nel passato, post Captain America: Civil War e, nel prologo, ancora più indietro, addirittura negli anni 90, tra Nikita - Spie senza volto e The Americans, in una tranquilla famiglia di spie sovietiche sotto copertura in America, mamma Rachel Weisz, papà David Harbour (da Stranger Things) e le due figliolette Natasha e Yelena. Ma lo spettro della Guerra fredda sparisce quasi subito, con una precipitosa fuga a Cuba, dove le due bambine sono separate dai loro genitori fittizi e reclutate obtorto collo dal villain di turno, il dr. Dreykov (Ray Winstone). Che, coerentemente con i tempi, è un centrifugato di patriarcato malatissimo e perverso, padre-padrone incestuoso e sadico, impegnato da sempre a rapire giovani ragazze («l’unico bene del quale c’è abbondanza al mondo») e a riplasmarle in spie micidiali, le Vedove nere appunto, nella sua Stanza rossa, perfetta per evocare i fantasmi attualissimi del traffico di schiave sessuali e delle violenze psicologiche domestiche. A contrastarlo saranno quindi proprio due sue “figlie” ribelli, Natasha e Yelena (Florence Pugh, bella idea, anche come possibile nuova Vedova per il futuro), sorelle non di sangue, entrambe diversamente ferite dalla vita, capaci però, una volta riunitesi, di instaurare un buffo rapporto di amore-odio simile a quello tra consanguinee. La loro missione è pure l’occasione per provare a ricostituire con i ritrovati pseudogenitori la stramba famiglia sui generis che non hanno avuto davvero da bambine in un lungo a parte che scimmiotta quasi una sitcom disfunzionale. Per il resto, siamo ormai nella più pura formuletta Marvel, che certo troverà i suoi estimatori anche qui: un cast azzeccato, due/tre scene d’azione pompate (ma molto standard), una spruzzata di comedy, le strizzatine d’occhio ai fan, il messaggio (l’autoemancipazione femminile) dietro lo spandex, il franchise che conta più del singolo film (e del regista mezzo autore di turno). Un po’ come James Bond, no? 

I 400 colpi

AA
5
AC
7
SE
4
AF
7
RMO
6
FT
6
media
5.8
Black Widow (2021)
Titolo originale: Black Widow
Regia: Cate Shortland
Genere: Supereroico - Produzione: Usa - Durata: 133'
Cast: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, Rachel Weisz, Ray Winstone
Distribuzione: Walt Disney
Sceneggiatura: Eric Pearson

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