Captive State di Rupert Wyatt - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 13/2019

Captive State


Regia di Rupert Wyatt

Dunque, vediamo. A Chicago sono giunti gli alieni. Hanno prima spazzato via una quantità considerevole di popolazione, poi hanno schiavizzato il resto. O quasi, insomma: sono diventati i nuovi legislatori, creando uno stato di terrore. Naturalmente la resistenza è agguerrita, con un gruppo di ribelli (non tanto numeroso, a dir il vero) che si dà un gran daffare. Sulle sue tracce c’è lo sbirro John Goodman, ma ha il fiatone, anche perché la stazza non lo aiuta (curiosa scelta di casting, specialmente quando lo si fa correre e guidare come un forsennato). I sovversivi hanno in programma un attentato clamoroso, in uno stadio: ce la faranno a ribaltare lo status quo? Poi la vicenda prevede altre varie ed eventuali, tra cui un misterioso “Numero uno” a capo della rivoluzione. Come si nota, poco di nuovo. Tuttavia Wyatt (il cui Prison Escape non era malaccio), dopo una prima mezz’ora insipida sa tenere il ritmo e rilanciare. E bisogna ammettere che la composizione razziale e di genere dei riottosi è un bel principio di secondary culture, la spina nel fianco dell’egemonia, un nero, un ex prete, una donna meccanico, una drag queen, un marito e padre fedele che abbandona la famiglia nel momento del richiamo etc. Insomma, ci siamo capiti. Il resto è semplice serie B, di quella non esattamente esaltante (per intenderci, Life – Non oltrepassare il limite è un’altra galassia), che si ferma sempre un passo prima del vero piglio magico che dovrebbe essere il suo cuore, e un po’ troppo simile nell’immaginario estetico alle notti del giudizio. Detto ciò, è inutile fare gli schizzinosi: è sufficientemente efficace e funziona.

I 400 colpi

PMB
6
AF
8
MG
6
FM
5
RMO
6
ES
6
media
6.2
Captive State (2019)
Titolo originale: Captive State
Regia: Rupert Wyatt
Genere: Fantascienza - Produzione: Usa - Durata: 109'
Cast: Ashton Sanders, John Goodman, Jonathan Majors, Vera Farmiga, Kevin Dunn, James Ransone, Alan Ruck, Madeline Brewer, Machine Gun Kelly, Kevin J. O'Connor
Distribuzione: Adler Entertainment
Sceneggiatura: Erica Beeney, Rupert Wyatt

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