Da 5 Bloods - Come fratelli di Spike Lee - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 24/2020

Da 5 Bloods - Come fratelli


Regia di Spike Lee

Il cinema di Spike Lee è uno strumento per divulgare, illustrare, riaffermare, la presenza (e dunque la partecipazione, la sofferenza, la rabbia) degli afroamericani nella storia degli Stati Uniti. Il procedimento è sempre quello dell’accostamento: fotografie di personaggi storici (Crispus Attucks, Mohammed Ali, Edwin Moses) inserite nel racconto, eventi fittizi che confluiscono in situazioni reali, MLK e Malcolm X ancora affiancati come in Fa’ la cosa giusta. In Da 5 Bloods - Come fratelli, Spike Lee ripensa al Vietnam dal punto di vista dei soldati afroamericani e ne sottolinea più che mai il valore di evento rimosso, di ferita aperta; prevedibilmente il presente si sovrappone al passato e il passato non smette (non deve smettere!) di proiettare la propria ombra sul presente. I fratelli («blood») del titolo sono ex soldati di fanteria che a distanza di 50 anni tornano a Saigon per recuperare due cose rimaste nella giungla. Sono quattro uomini invecchiati e fiaccati dalla vita, con un quinto compagno - il loro capitano ucciso in battaglia - ancora vivo nei ricordi di tutti e sepolto da qualche parte insieme a una cassa di lingotti d’oro. La missione prevede di recuperare entrambi, ma è un puro pretesto per rivendicare il prezzo pagato dalla comunità black a una guerra voluta dai bianchi, dal numero sproporzionato di soldati neri arruolati, al paradosso di aver combattuto dalla parte sbagliata per difendere all’estero diritti non riconosciuti in patria. Nei flashback della guerra, l’unico giovane dei cinque blood è il soldato morto, mentre gli altri sono interpretati dai medesimi attori settantenni: e il senso di tale scelta, come per altre soluzioni visive e narrative del film (il cambio di formato tra presente e passato, i filtri che simulano il 16 mm d’epoca, la ripetizione a distanza di decenni dello scontro fra americani e Viet Cong), è così esplicito da oltrepassare il ridicolo involontario per entrare nella dimensione del pamphlet didascalico, della presentazione in Power Point a un pubblico bisognoso di continue sollecitazioni. I rimandi gratuiti ad Apocalypse Now, la confluenza della rabbia nera nel trumpismo anti-establishment, i pugni chiusi e il motto «Make America great again», le colpe collettive e individuali, gli sguardi in macchina e il Black Lives Matter Movement, la lezione di storia sul colonialismo nel sud-est asiatico e lo scontro generazionale fra padri e figli come unico modo per leggere la Storia: più che un film, Da 5 Bloods - Come fratelli è un ipertesto grossolano, un catalogo di argomenti gettati nella mischia (uniti tutt’al più dalle musiche grandiose di Terence Blanchard) badando al sodo di una necessità storica che l’esistenza stessa di «questi Stati Uniti» rinnova a ogni passaggio. Spike Lee vuole la liberazione dei neri, delle loro identità e dei loro corpi soffocati; e nonostante sia ormai irrimediabilmente vittima del proprio metodo, continua a trovare nel destino della sua gente la forza delle sue prediche.

I 400 colpi

AB
5
PMB
5
CBO
7
MC
8
MSC
6
AC
8
ADG
6
AF
7
MG
6
RM
7
EM
7
FM
2
RMO
8
GAN
9
LP
6
ES
7
GS
5
RS
8
FT
5
media
6.4
Da 5 Bloods - Come fratelli (2020)
Titolo originale: Da 5 Bloods
Regia: Spike Lee
Genere: Drammatico - Produzione: Usa - Durata: 154'
Cast: Delroy Lindo, Clarke Peters, Jonathan Majors, Chadwick Boseman, Isiah Whitlock Jr., Norm Lewis, Jean Reno, Melanie Thierry, Paul Walter Hauser, Jasper Pääkkönen, Johnny Nguyen, Y. Lan
Distribuzione: Netflix
Sceneggiatura: Danny Bilson, Paul De Meo, Kevin Willmot, Spike Lee

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