DNA - Le radici dell'amore di Maïwenn - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 22/2021

DNA - Le radici dell'amore


Regia di Maïwenn

Per Maïwenn il cinema è, sempre, un fatto personale: autobiografia, autoanalisi, autoassoluzione. Qui eleva a potenza la sua urgenza di autofiction (a quattro mani con Mathieu Demy, un altro che di genitori cinematograficamente ingombranti ne sa qualcosa) costruendo, intorno all’alter ego trasparente di se stessa, una replica di nucleo familiare, con un patriarca algerino la cui morte è occasione per far rimare parenti con serpenti; ma che per lei, Neige/Maïwenn, innesca una crisi identitaria, un bisogno vorace di risalire alle proprie radici, a costo di dar la caccia a campioni di DNA. Macchina a mano, attori a briglia sciolta (e l’ensemble è, a tratti, folgorante, da una Fanny Ardant mater dolorosa ma con dolo a un Louis Garrel di corroborante verve comica), orientamento sensoriale che fa passare l’elaborazione del lutto da tatto e olfatto. Un autoritratto narcisistico e impudico, in cui l’unica voce a risultare legittimata è quella di Neige/Maïwenn, talmente interessata ai legami con le origini da mandare in malora quelli quotidiani coi parenti ancora vivi. Fin qui, un cinema autobiografico felicemente slabbrato, più riuscito nella scrittura che nella regia (al quinto lungo, Maïwenn ci pare ancora priva di uno sguardo suo); ma, come già nel precedente Mon roi - Il mio re, risulta imperdonabile la superficialità in cui tanto tormento sfocia. L’Algeria vista da Maïwenn, ridotta a un paio di inserti di cronaca e un finale con l’autrice/attrice sorridente nel fiumare di una manifestazione del movimento Hirak, non diventa mai vera, mai una scoperta, mai altra; mai niente più di un’estensione della sua personalità.

I 400 colpi

PMB
7
SE
8
IF
6
MG
5
RM
7
RMO
7
LP
8
media
6.9
DNA - Le radici dell'amore (2020)
Titolo originale: ADN
Regia: Maïwenn
Genere: Drammatico - Produzione: Francia/Algeria - Durata: 90'
Cast: Maïwenn, Fanny Ardant, Louis Garrel, Dylan Robert, Marine Vacth, Caroline Chaniolleau, Alain Françon, Florent Lacger, Henri-Noël Tabary, Omar Marwan
Sceneggiatura: Maïwenn, Mathieu Demy

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