Doctor Sleep di Mike Flanagan - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 45/2019

Doctor Sleep


Regia di Mike Flanagan

Cos’è successo a Danny Torrance dopo che suo padre l’ha quasi ucciso e poi ci ha lasciato le penne all’Overlook Hotel? È la domanda che Stephen King si è sentito porre per decenni, finendo per scrivere Doctor Sleep come risposta: dove scopriamo che Dan, stufo di visite dall’oltretomba, ha tentato per un pezzo di annegare la luccicanza nell’alcol, ma ha poi trovato la pace in un ruolo di traghettatore per anime alla partenza. Il dottor sonno è lui, così lo chiamano nell’hospice dove aiuta gli anziani a esalare l’ultimo respiro: i suoi demoni, però (metaforici e non), si rifanno vivi quando Dan entra in contatto con Abra, una ragazzina che luccica più forte di lui, e che fa gola al Vero nodo, setta di balordi ultracentenari divoratori di anime. Credere alle predestinazioni è il minimo, quando si ha a che fare con un horror che parla di doni e tare ereditati di padre in figlio; e allora non poteva essere che Mike Flanagan, esperto di case infestate e famiglie alle prese con fantasmi veri ed emotivi, a prendere il timone del sequel di Shining. Così come Ewan McGregor si è ormai abituato a vestire i panni di ex bimbi con amici immaginari più o meno spettrali: è già stato Christopher Robin, alle prese con le visite di Winnie the Pooh in Ritorno al Bosco dei 100 acri, che con questo film ha più cose in comune di quanto si possa pensare. Anche qui siamo davanti a un cinema obitoriale, tra autopsia e seduta spiritica: viene riesumato e rianimato in modo coatto un immaginario scolpito nella memoria di generazioni di spettatori, in questo caso quello dello Shining di Kubrick, che si fa attrazione turistica, impolverata ma affascinante, da esplorare con rispetto reverenziale. Come nel Ready Player One di Spielberg, il set dell’Overlook è ricostruito nei dettagli, ed è nelle sue location che Flanagan si muove come un equilibrista, tentando di rispettare il volere di King (che ha dato al film la sua benedizione) ma anche di dare al pubblico un sequel del capolavoro di Kubrick. Così, fedele al romanzo per tre quarti, Doctor Sleep si prende la sua libertà tornando a quell’Overlook che, raso al suolo da un incendio al termine dello Shining di King, ritroviamo intatto grazie al “tradimento” di Kubrick. Libertà paradossale, perché quel set è affollato di fantasmi, veri e autoriali, che Flanagan teme, ma non doma: fa il calco di scene celeberrime, riveste il film del tappeto sonoro dell’originale, asciuga il plot kinghiano (compresi colpi di scena “familiari” e sottotesto politico: nel libro, il Vero nodo banchetta col terrore dell’11 settembre, e col suo aspetto da “americano medio” si muove indisturbato, mentre l’America punta gli occhi sul “diverso”) per concentrarsi su un Male astratto. Un compromesso che lascia poco spazio di manovra, letteralmente: Flanagan prova a far suo l’Overlook sostituendo alle spigolose svolte in corridoio a 90° di Kubrick le sue morbide panoramiche a 180° (cifra dei suoi horror, scarni di jump scare) ma il film, posseduto, non è mai invasato. L’equilibrismo è palpabile, e tra i due autori con la K a mancare è proprio il regista, che fa capolino solo in certi guizzi, dove si intravvede ciò che Doctor Sleep poteva essere: un sequel del suo Hill House.

I 400 colpi

PMB
8
SE
7
IF
6
MG
6
FM
2
RMO
4
GAN
7
ES
8
media
6.0
Doctor Sleep (2019)
Titolo originale: Doctor Sleep
Regia: Mike Flanagan
Genere: Horror - Produzione: Usa - Durata: 151'
Cast: Ewan McGregor, Rebecca Ferguson, Carl Lumbly, Kyliegh Curran, Carel Struycken, Zahn McClarnon, Bruce Greenwood, Jacob Tremblay, Emily Alyn Lind, Cliff Curtis
Distribuzione: Warner Bros.
Sceneggiatura: Mike Flanagan, Stephen King
Montaggio: Mike Flanagan

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