Dumbo di Tim Burton - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 14/2019

Dumbo


Regia di Tim Burton

Il trenino saetta tra valli fiorite, sbuffa, arranca sulle colline e sventaglia ancora una volta di stazione in stazione il suo carico di meraviglie... Uno stormo di cicogne volta alto, ma non consegnerà l’elefantino a mamma Jumbo. Siamo nel remake live action di Dumbo, la più spericolata trasposizione dei cartoon disneyani alle prese con due protagonisti irriducibili alle realtà, un pachiderma volante e un topo chiacchierone. Tim Burton non ha più la sua bizzarra Alice in carne e ossa precipitata tra personaggi virtuali nel mondo nonsense del Paese delle meraviglie, ma l’essere immaginario che nell’originale disneyano diviene l’unico corpo “umano” tra i clown di carta, ripresi in trasparenza dietro le tende del circo. Il regista di Edward mani di forbice chiama in primo piano il suo cast eccellente - Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green, Alan Arkin - e per realizzare la sceneggiatura (Ehren Kruger) di 112 minuti contro i 64 dell’originale mette in scena una miriade di freak in concorrenza con l’elefantino dalle orecchie smisurate. Il padre senza un braccio di una bambina con la fronte da Boris Karloff, la sirena-balena, il gigante pappamolle, l’uomo serpente... 1919: Holt Farrier (Farrell) è tornato ferito dalla guerra e consola i due figli orfani di madre, controfigura ideale di mamma Jumbo, la “mad elephant” separata dal suo piccolo perché ha reagito agli sberleffi del pubblico. Assenti le perfide pettegole elefantesse - l’impossibile al cinema non sempre è plausibile - che discriminavano il cucciolo dalla “razza impura”, e non c’è nemmeno il circo crudele con i suoi pagliacci avidi, che pur di compiacere il cinico boss mettevano a rischio la vita di Dumbo. Qui il carrozzone vive in assoluta armonia, orchestrato dal buffo Max Medici (DeVito), mentre la minaccia arriva dall’esterno, da una fosca Dreamland/Disneyland, la terra dei sogni e della fantasia. A ragione, perché il film dell’artista gotico-dark, paradossalmente, è una versione dolcificata dell’opera di Disney, e asseconda il format attuale della major. Se il cartoon era attraversato dalla poetica del “brutto anatroccolo”, dal dolore per l’elefantino abnorme che volerà per l’atto d’amore del topolino Timoteo e della band di pennuti, il remake è affidato perlopiù all’azione scenografica in estetica digitale. Dumbo era contro lo “spettacolo”, era un “mostro”, ed eccolo invece volare acclamato nei primi minuti del film grazie a una piuma bianca senza più la sorpresa dell’epilogo, nel quale la penna nera dei corvi canterini compiva il miracolo e l’elefantino in volo puniva i suoi sfruttatori bombardandoli di acqua e noccioline. Il film live lo rimanda a casa, in India, nel finale “corretto” in nome di un circo privato dagli animali. Immerso in una fotografia anticata (Ben Davis) che prende il posto dei radiosi color pastello del cartoon, Dumbo si affida all’ambigua, seducente acrobata Colette (Green), e alle canzoni originali riviste da Elfman. Stupenda la sequenza degli elefanti rosa in forma di bolle di sapone, che, anche se strappate all’incubo etilico del primo Dumbo, rievocano finalmente le metamorfosi surreali dell’artista di Frankenweenie e del Bambino ostrica.

I 400 colpi

AA
5
PA
7
MC
7
AC
6
FDM
8
SE
9
IF
7
MM
5
FM
4
RMO
5
EMO
4
GAN
6
GS
6
RS
7
FT
4
media
6.0
Dumbo (2019)
Titolo originale: Dumbo
Regia: Tim Burton
Genere: Fantasy - Produzione: Usa - Durata: 130'
Cast: Colin Farrell, Michael Keaton, Eva Green, Danny DeVito, Alan Arkin, Roshan Seth, Nico Parker, Finley Hobbins, Joseph Gatt
Distribuzione: Disney
Sceneggiatura: Ehren Kruger

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