Fear Street di Leigh Janiak - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 29/2021

Fear Street


Regia di Leigh Janiak

Fear Street è una trilogia di film horror rilasciata da Netflix e prodotta dalla 20th Century Fox. Prima che lo studio diventasse della Disney l’uscita era prevista nelle sale, poi, complice l’emergenza sanitaria, si è deciso per la piattaforma californiana, nonostante vi sia stata del primo episodio una proiezione pubblica in Usa. Si ispira all’omonima serie di romanzi (ben 51, solo 12 tradotti in italiano) di R.L. Stine, l’autore di Piccoli brividi specializzato in horror per adolescenti. Quando il progetto doveva essere cinematografico la sceneggiatura era stata affidata a Kyle Killen, scrittore soprattutto per la tv, per poi passare nelle mani di Leigh Janiak (anche regista) e del suo socio Phil Graziadei. Anche per Netflix, stando alla scheda informativa, è horror per adolescenti, ma non si capisce bene in base a quali parametri, posto che quelli letterari siano piuttosto lontani e abbastanza stravolti. Forse più per un pubblico di giovani adulti, come s’usa dire oggi con un ossimoro rivolto alla categoria di mercato. Il lavoro di Janiak e Graziadei appare chiaramente ispirato all’horror anni 90, il decennio per il genere peggiore in assoluto, dominato da Scream e derivati (So cos’hai fatto, Urban Legend). Anzi l’operazione è simile a quella che lo sceneggiatore Kevin Williamson fece allora, una rielaborazione degli stereotipi dello slasher così prigioniera della referenzialità interna da rasentare la parodia. Fear Street fa i conti con il cambio di scenario, mette subito in gioco il soprannaturale (ruota tutto intorno alla maledizione di una strega con la mano mozzata, Sarah Fier, sulla cittadina di Shadyside) ed è parecchio sanguinaria per essere una saga generata da libri per ragazzi. In particolare il secondo episodio, Fear Street: Parte 2 1978, ambientato come Venerdì 13 in un campeggio (simile in tutto all’originale) ha un body count di tutto rispetto (11 cadaveri) e massacri fantasiosi, ma si discosta di poco dalla matrice. Fear Street: Parte 1 1994 dà la linea cominciando con una mattanza in un centro commerciale e Fear of the Dark degli Iron Maiden suonata forte, per poi illustrare la divisione tra Sunnyvale e Shadyside senza particolare inventiva. Decisamente meglio con la terza parte, cronologicamente la prima, Fear Street: Parte 3 - 1666, dove viene raccontata la storia della strega Sarah, rea di provare attrazione (ricambiata) per un’amica del villaggio: il tema del lesbismo domina la trilogia. E qui un altro nodo viene al pettine: se la rappresentazione della violenza non si ferma davanti a nulla, quella del sesso è come al solito accennata, si mima l’estremo con i vestiti addosso, se si è nudi ci sono di mezzo le lenzuola e insomma la morte si può contemplare ma la gioia no. Nulla di nuovo, lo slasher è moralista da sempre, anche quando ci piace un sacco. Qui però convince meno. La confezione è patinata e l’idea di riproporre gli stessi attori anche per i personaggi del 1666, se narrativamente ha un senso (la maledizione corre tra generazioni), guardando le facce così poco credibili in quel contesto ne ha molto meno.

I 400 colpi

AB
7
MC
4
MG
5
RMO
7
RS
4
media
5.4
Fear Street (2021)
Titolo originale: Fear Street
Regia: Leigh Janiak
Genere: Horror - Produzione: Usa - Durata: 330'
Cast: Maya Hawke, Kiana Madeira, Benjamin Flores Jr., Sadie Sink, Gillian Jacobs
Distribuzione: Netflix
Sceneggiatura: Leigh Janiak, Phil Graziadei

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