Fuga da Absolom di Martin Campbell - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 37/1994

Fuga da Absolom


Regia di Martin Campbell

Per risolvere il problema della criminalità, il governo del futuro ha deciso di rinchiudere i delinquenti nell'isola di Absolom. Qui si è creato un microcosmo che riproduce l'evoluzione sociale: ci sono detenuti civili e tecnologici che si sono rinchiusi in un villaggio fortificato, altri disgraziati e barbari che si coprono con le pelli e sono ferocissimi. Ad Absolom c'è anche un capitano dei marines che vuole evadere per dimostrare la propria innocenza. Impresa tutt'altro che facile, che l'uomo affronta sfruttando l'ostilità tra le due tribù di detenuti. Secondo un cliché della fantascienza contemporanea, nel futuro convivono tecnologia e ritorno all'età della pietra: un contesto ottimo, quindi, per ambientare storie in cui è possibile giocare qualsiasi tipo d'effetto. Martin Campbell (già autore di Legge criminale) sfrutta fino in fondo le possibilità offerte da un romanzo di Richard Herley. Niente che si possa definire veramente originale, ma ritmo scatenato e molti colpi di scena.

Fuga da Absolom (1994)
Titolo originale: Escape from Absolom
Regia: Martin Campbell
Genere: Fantascienza - Produzione: USA - Durata: 106'
Cast: Ray Liotta, Lance Henriksen, Stuart Wilson, Kevin Dillon

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