Funeralopolis - A Suburban Portrait di Alessandro Redaelli - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 41/2018

Funeralopolis - A Suburban Portrait


Regia di Alessandro Redaelli

Suburra, stando al vocabolario Treccani, è parola adoperata per «indicare i quartieri più malfamati di qualsiasi grande città, e la gente che vi abita». Lo spazio in questione qui è quella parte di Milano e di hinterland ancora immune alla gentrificazione; i soggetti coinvolti sono Vash, Pez, Athos e altre anime tribolanti che, come loro, corrono via veloci, instancabili e disperate, in fuga dall'angoscia e alla perenne ricerca di droghe. Il film di Redaelli non vuole essere un documentario didattico o di denuncia, il suo lavoro non è fatto tanto per capire o discutere quanto per importunare e infastidire: mette in scena, senza tanti abbellimenti, un universo di esseri improbabili; sono gli esclusi, che si vorrebbero inesistenti, ma che invece ci si presentano davanti gettando scompiglio nel quadro ordinato delle nostre buone coscienze.

I 400 colpi

MM
7
Funeralopolis - A Suburban Portrait (2018)
Titolo originale: -
Regia: Alessandro Redaelli
Genere: Docufiction - Produzione: Italia - Durata: 94'
Cast: Andrea Piva, Lorenzo Passera
Distribuzione: Indipendente
Musiche: Ruggero Melis
Montaggio: Daniele Fagone, Alessandro Redaelli, Ruggero Melis

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