Gatta Cenerentola di Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak, Dario Sansone - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 37/2017

Gatta Cenerentola


Regia di Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak, Dario Sansone

Cresciuta nella nave Megaride, Cenerentola, dopo la morte del padre - che all’imbarcazione aveva legato piani di sviluppo che coinvolgevano l’intera città di Napoli - è vittima della matrigna e delle sei sorellastre e nelle mire del malvagio Salvatore Lo Giusto, detto ‘o Re. Senza addentrarsi nel cuore della metropoli partenopea - solo intravista, battuta costantemente da una pioggia di cenere, dedalo di vicoli che si intuisce in lontananza, dai brumosi moli nei quali la malavita conduce i suoi illeciti affari - il film fa riverberare Napoli nell’avveniristica Megaride. Nave simbolicamente ferma da lustri nel porto cittadino, era stata concepita come un polo della scienza da un armatore visionario, che ha portato i suoi tecnologici segreti nella tomba. Napoli guarderebbe in avanti, insomma, punterebbe su innovazione e cultura, ma quello del riscatto è un sogno che si fa presto relitto, conservando, di quella nobile aspirazione, solo segni immateriali: gli ologrammi che vagano all’interno del natante sono immagini del passato, progetti fantasmatici, tracce di ricordi che convivono con il presente. Sono tentativi già sbiaditi di riportare a galla lo slancio di una città che troppo facilmente perde la sua memoria, i cui nobili intenti annegano spesso in ambizioni sbagliate: Napoli non conosce rivincite perché il cuore di alcuni è il calcolo di altri, perché è entusiasmo e rinuncia, luci e ombre, una realtà che inciampa in un fatalismo che confina con il disfattismo («Chi campa int’a merda accussì vo’ campà»). E se il suo re è un losco trafficante, il suo popolo è composto di figli e figliastri, ciascuno dedito alla sua personalissima lotta per sopravvivere, mentre la Cenerentola che vaga nel suo ventre è una creatura traumatizzata, ridotta a un mutismo autistico, chiusa nel suo mondo di illusioni e fantasie. È una favola noir Gatta Cenerentola, un’animazione in 3D concepita dai registi Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone con un linguaggio adulto, con la sfrontatezza di un manga, con un lavoro mirabile di concezione scenografica e costruzione drammaturgica (la sfumata caratterizzazione di ciascun personaggio che si rispecchia nell’attenta scelta delle voci). Un’opera in cui non ci si fa scrupolo di mostrare nudità, travestitismo, droghe o violenza, in cui al vissero felici e contenti si associa un punto interrogativo impastato di disillusione. Ed è un musical, anche (le partiture sono di Antonio Fresa e Luigi Scialdone, le canzoni, tra gli altri, di Enzo Gragnaniello). Rivendicando le sue radici partenopee, non addolcendole né edulcorandole (il dialetto, turpiloquio compreso), Gatta Cenerentola, ispirandosi alla fiaba contenuta in Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile (che ispirò anche l’omonimo classico teatrale di Roberto De Simone), rispetta lo spirito antico e lo proietta in un futuro possibile, affermandosi come un lavoro complesso di marca potente, un gioiello che conferma la felice stagione che sta vivendo l’animazione italiana. Una raccomandazione: non abbandonate la nave prima degli strabilianti titoli di coda.

I 400 colpi

AC
8
IF
8
RM
7
FM
7
RMO
8
GAN
8
LP
8
GS
8
Gatta Cenerentola (2017)
Titolo originale: -
Regia: Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak, Dario Sansone
Genere: Animazione - Produzione: Italia - Durata: 86'
Cast: -

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