Glass di M. Night Shyamalan - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 03/2019

Glass


Regia di M. Night Shyamalan

La dottoressa Staple (Sarah Paulson, direttamente dalle serie tv di Ryan Murphy, American Horror Story in testa; non male come scelta di casting) vuole curare Kevin Wendell Crumb (McAvoy), David Dunn (Willis) e Elijah Price (Jackson) dalla convinzione di essere speciali, anzi, di più, supereroi. Come a dire: una donna (non a caso) cerca di guarire tre maschi adulti incorreggibilmente attratti dai fumetti, al punto di comportarsi come personaggi dei comic, rispettivamente uno schizofrenico dalle personalità multiple (23!), un uomo dalla forza straordinaria, un super-genio dalle ossa fragilissime (come il vetro, appunto). Magari possiamo interpretare come il sogno di ogni fidanzata di lettore di fumetti questo Glass, capitolo conclusivo di una trilogia supereroistica sui generis, diventata tale probabilmente solo in corso d’opera: non certo dal primo film, Unbreakable - Il predestinato, addirittura risalente al 2000 (quando i cinecomix non si sapeva quasi cosa fossero e ci si vergognava di parlare di supereroi), piuttosto dopo il successo a sorpresa, nel 2016, del secondo, Split (in realtà un thriller/horror, che in coda riagguantava il film precedente e il suo protagonista). Se vogliamo essere cauti estimatori, possiamo dire che i film di Shyamalan sono sempre riflessioni sulla narrazione, sulle forme che le storie possono prendere, sulla definizione dei ruoli, sulla prospettiva dalla quale bisogna guardare per capirne il senso. In fondo, l’ideona di Unbreakable era tutta lì: pensavamo di assistere all’origin story di un eroe (Dunn), ma era anche (o piuttosto) l’origin story di un villain (Price). Anzi, anche in Glass, è proprio Elijah a vedere rifondato e ridefinito il suo ruolo: da villain diventa demiurgo, visto che di fatto ha creato in passato gli altri due protagonisti, con un ruolo quasi messianico, di emancipazione dell’umanità contro le forze conservatrici a tutela dello status quo. Il fascino di Glass, per chi ci vuole stare, risiede nel manipolare la fabula supereroica in versione cinematografica, alimentando le attese e poi tradendole, fino a sfociare in un cinecomix da camera, una lunga seduta di terapia a quattro, con pochissima azione (e un’unica scena di battaglia, proposta - in maniera molto metanarrativa - già come riduzione scalare di budget rispetto a un’altra più spettacolare e costosa, solo pianificata da Price, ma non mostrata). Non a caso, a produrre (e distribuire), accanto alla Blumhouse, c’è Touchstone/Buena Vista, cioè Disney, quindi Marvel, che si ha la tentazione di scorgere dietro la società segreta nel film impegnata a eliminare ogni traccia di superumani per mantenere la mediocrità umana. Certo, bisogna chiudere tante volte gli occhi e accettare piccole e grandi assurdità, forzature et similia. D’altronde, l’idea stessa di una trilogia costruita ex post, con i due film precedenti cacciati a forza in una saga fragilina come le ossa di Mr. Glass, rilancia le solite ambizioni demiurgico-megalomani di Shyamalan. Dopo molto metafumetto e qualche orgasmo nerd, però, tocca sorbirsi tanti, troppi finali sempre meno brillanti e sempre più fiacchi. Non c’è nessuna scena postcrediti, come nei soliti cinecomix. Che sia questo il consueto twist alla Shyamalan, stavolta?

I 400 colpi

PA
6
PMB
4
MC
5
FDM
8
SE
8
IF
6
AF
3
MG
7
MM
8
FM
8
RMO
6
GAN
8
LP
8
GS
9
RS
6
FT
7
media
6.7
Glass (2019)
Titolo originale: Glass
Regia: M. Night Shyamalan
Genere: Supereroico/Thriller - Produzione: Usa - Durata: 129'
Cast: Bruce Willis, James McAvoy, Samuel L. Jackson, Sarah Paulson, Anya Taylor-Joy, Luke Kirby, Spencer Treat Clark, Jane Park Smith, Kyli Zion, Nina Wisner
Distribuzione: Walt Disney Italia
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan

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Avere nove anni» Servizi (n° 05/2019)

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