I fantasmi d'Ismael di Arnaud Desplechin - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 17/2018

I fantasmi d'Ismael


Regia di Arnaud Desplechin

«Pensavo solo al presente, mi sono lasciata trasportare» dice lei. «Il presente fa schifo» risponde lui. Lei si chiama Carlotta, come la Carlotta Valdés di La donna che visse due volte, la donna del ritratto, la nonna materna con cui Madeleine s’identifica, nel film di Alfred Hitchcock. La interpreta Marion Cotillard (e ce la ricordiamo, Marion, esordiente, nuda, silente, incantare come pura immagine in Comment je me suis disputé... (ma vie sexuelle), secondo lungo del regista...). Lui è Ismaël Vuillard, si chiama esattamente come un personaggio di I re e la regina (ma qui è un regista, non un musicista), porta il cognome della famiglia di Racconto di Natale e sta girando un film su suo fratello, Ivan, che nella fiction si chiama Dédalus (come ulteriori personaggi di Desplechin, come un personaggio di Joyce, come Bloom, che è il cognome di Carlotta...). Lo interpreta l’attore che a ogni film di Desplechin ritorna, sempre lo stesso e differente, portando con sé il tempo che passa, e il proprio ricordo: Mathieu Amalric. E tutte queste incidentali, queste parentesi, tutti questi rimandi e ritorni, questo groviglio di ripetizioni e variazioni, sono quelli di un cinema che non sa pensare mai solo al presente, che non è mai quieto, ma sempre anche in un altro luogo e tempo, sempre instabile, obliquo, sbilenco, sempre alla mercé dei fantasmi. «Il presente fa schifo» perché il presente non esiste, per Desplechin: su ogni istante battono spettri del passato, ogni momento è abitato da slanci di un reale che non basta a se stesso, strappato da sogni che portano oltre, da segni che riportano ad altro. «Quante vite ha?». «Due, tre, come tutti». Il cinema di Desplechin (uno per cui il cinema è d’autore, o non è) non incontra i fantasmi. Li evoca. Li vuole con sé. Li filma per farci i conti. Lo dice il suo primo film: La vie des morts. E così Ismaël si ritrova vis à vis con Carlotta, la sposa scomparsa nel nulla 21 anni, 8 mesi e 6 giorni prima, la donna che visse due volte, data per morta (con tanto di documenti a certificarlo, come per il Paul Dédalus di I miei giorni più belli...), e ora tornata dall’esilio per riprendere l’uomo che ama, per sottrarlo alla oggi salvifica Sylvia (l’ennesima Sylvia di Desplechin, Charlotte Gainsbourg), per rivedere (forse) suo padre, per re-iscriversi al registro dei vivi. Desplechin, come sempre, non ammansisce la materia, ma la carica sino a rischiar la rottura. Non cerca l’immagine bella, quella su cui lo sguardo possa placarsi, ma usa ogni strumento del cinema (dal muto in poi) per esasperare il movimento del tutto, il conflitto nel teatro di questo presente sempre imperfetto e sragionante, scostante e mai catartico: sfuma, stacca, dissolve il palinsesto di generi (dalla parodia del film spionistico a Persona di Bergman), monta a rotta di collo la solita, massimalista e irrisolta opera esistenzialista e cubista, sforma il suo senso del realismo con prospettive infinite, discettando del Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck e di L’annunciazione di Cortona di Beato Angelico, ma finendo per proiettare sul suo folle Ismaël un quadro di Pollock. «Pollock era un figurativo» dice. Certo: perché come noi ogni giorno, e di fronte a questo film, a questo cinema, «cerchiamo sempre di tracciare un profilo. Ma non ci riusciamo».

I 400 colpi

MC
6
FDM
7
SE
8
RM
8
MM
9
EM
8
FM
6
RMO
7
GAN
8
LP
10
GS
9
RS
7
FT
7
media
7.7
I fantasmi d'Ismael (2017)
Titolo originale: Les fantômes d’Ismaël
Regia: Arnaud Desplechin
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 114'
Cast: Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher, Laszlo Szabo, Hippolyte Girardot, Jacques Nolot, Catherine Mouchet, Samir Guesmi
Distribuzione: Europictures
Sceneggiatura: Arnaud Desplechin, Julie Peyr, Léa Mysius

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