I miserabili di Ladj Ly - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 10/2020

I miserabili


Regia di Ladj Ly

Non capita poi tanto spesso che l’attesa creata ad arte intorno a un film prima di un festival si riveli fondata e non l’ennesima strategia promozionale. I miserabili di Ladj Ly (vincitore del Premio della giuria a Cannes 2019) è davvero il film francese di cui la Francia - ma in fondo l’Europa tutta (se non il mondo…) - aveva bisogno in questo momento storico. E se l’Accademia dei César, con cinico opportunismo, ha abbracciato obtorto collo il film (11 nomination divenute tre premi, nell’anno in cui il potere per restare tale si presenta - maldestramente - come sensibile alle questioni di genere e di “colore”) non se ne può certo fare una colpa a Ly (anche perché - poi - il sistema con una mano offre e con l’altra ristabilisce lo status quo). Ly, prima di esordire, ha battuto in lungo e in largo le periferie che racconta in I miserabili, organizzando laboratori audiovisivi per permettere ai ragazzi delle banlieue (sul modello B’Tselem) di documentare gli abusi di polizia nel loro territorio (e la cosa ritorna e riveste un peso drammatico notevole nel film). L’innegabile forza del film è tangibile nel disagio che il critico pronto a esercitare la sua compassione politicamente corretta prova di fronte a un discorso - e a una politica - nei cui confronti è completamente impreparato. Perché in fondo siamo sempre lì: agli altri, per essere uguali a noi, si chiede di replicare il nostro pensiero. E invece Ladj Ly non è un turista da banlieue come Mathieu Kassovitz (come ci siamo sbagliati sul suo conto!) e - giustamente - I miserabili non ha bisogno di Vincent Cassel (la faccia ufficiale “da banlieue” del cinema francese, come ha fatto notare Aïssa Maïga nella notte dei César 2020). I miserabili è un’altra cosa. La politica del film si traduce sempre in scelte estetiche. L’inquadratura e il montaggio ridefiniscono il territorio e quindi ciò che viene detto e come lo si dice. Questo film può essere paragonato solo all’impatto che ha avuto un pezzo come Fuck tha Police dei NWA nella musica popolare americana. Ly non fa sconti a nessuno, il suo è approccio realista e gli equilibri di forza si verificano sempre sul campo. Nessun sistema di potere si salva e alla fine si tifa rivolta. I miserabili è un film fieramente e giustamente irresponsabile. La lunga giornata di uno sbirro che tenta di mettere una pezza alla sua irresponsabilità (cosa che inevitabilmente si carica di echi profondi anche in Italia in questi giorni…) diventa un western urbano nel quale sistemi di potere alternativi si scontrano, ma fanno i conti senza la massa che dal basso preme e impone altri discorsi. Con un meccanismo a orologeria implacabile, la giornata scorre fra l’adrenalina che pompa a mille e il ritmo di un thriller urbano, che in altri tempi solo un sublime coreografo dei conflitti di classe come Walter Hill avrebbe filmato con altrettanta efficacia. Un film memorabile (come Atlantiques, d’altronde) che si concede un finale carpenteriano degno di Distretto 13. Tutto funziona implacabilmente nel film di Ly: la violenza è una questione di dialettica e rappresentazione. Più chiaro di così.

I 400 colpi

PMB
6
SE
8
IF
7
MG
8
RM
6
EM
7
EMO
6
GAN
10
LP
8
ES
8
GS
7
FT
6
media
7.3
I miserabili (2019)
Titolo originale: Les misérables
Regia: Ladj Ly
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 104'
Cast: Damien Bonnard, Alexis Manenti, Djebril Zonga
Distribuzione: Lucky Red
Sceneggiatura: Ladj Ly, Giordano Gederlini, Alexis Manenti

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