Il banchiere anarchico di Giulio Base - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 41/2018

Il banchiere anarchico


Regia di Giulio Base

Pasolini va bene sopra tutto, anche su Pessoa. «Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole»: questa sua celebre frase apre il film che Base ha tratto da Il banchiere anarchico di Fernando Pessoa, forse per ribadire ciò che il film, adattando fedelmente il testo originale, dice esplicitamente dalla prima scena, cioè che in una società fondata sul denaro la spregiudicatezza di un banchiere figlio del popolo è figlia dalla stessa rabbia anarchica. Base si cala nei panni del sinistro milionario, immerge la conversazione dell’uomo col suo unico amico in un ambiente teatrale e cupo, trasforma l’economia di mezzi in minimalismo espressivo, senza però in rigore. La conversazione è tesa, ben confezionata, ma l’idea che il regista ha di quello che dovrebbe essere un film d’autore è puro midcult.

I 400 colpi

RM
5
Il banchiere anarchico (2018)
Titolo originale: -
Regia: Giulio Base
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 82'
Cast: Giulio Base, Paolo Fosso
Distribuzione: Sun Film Group
Sceneggiatura: Giulio Base
Musiche: Pietro Freddi
Montaggio: Gabriele Burchiellaro
Fotografia: Diego Riccobene

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