Il Padrino: epilogo - La morte di Michael Corleone di Francis Ford Coppola - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 51/2020

Il Padrino: epilogo - La morte di Michael Corleone


Regia di Francis Ford Coppola

La pratica ormai scontata di ricicciare i propri film (scusatemi, non riesco a trovare termine più adeguato di ricicciare) appartiene ai più grandi. Colpa - o merito, dipende dal pensiero - dell’home video, da sempre, anche per i morti (vedere alla voce Peckinpah). Non mi pare che Scorsese l’abbia mai fatto (eppure ne avrebbe ben donde); Allen, al contrario, è uno troppo pragmatico, e a suo modo sbrigativo, quindi no; ma tanti altri vi sono ricorsi o vi ricorrono abitualmente, da Spielberg a Friedkin, Mann, Scott e Wong. Conseguenza: un’esuberanza civettuola (e francamente sfiancante) di director’s cut, versioni estese, versioni definitive, versioni più definitive delle già definitive, redux. Le ragioni? Le immagini si muovono, si trasformano, sfuggono, così come il tempo, così come le idee e lo sguardo (dello spettatore, del regista, del cinema), tuttavia più spesso di quanto molti sarebbero disposti ad ammettere - a partire dagli oltranzisti dell’autorialità - si tratta semplicemente di capriccio (Friedkin e Mann a questo proposito hanno fatto danni incalcolabili). Coppola è in prima linea. Quante sono le ricostruzioni e le riproposizioni di Apocalypse Now? Ecco. Segno di volubilità caratteriale, di eterna incertezza, o di indefessa, ininterrotta, animosa ricerca della perfezione e della quadratura, del completo e del tutto, destinata naturalmente al fallimento, e dunque all’ennesimo rilancio? Ipse dixit: con la nuova versione di Il Padrino: Parte III egli vuole tornare alle origini della visione sua e di Mario Puzo, e al titolo (originale) previsto da principio, Coda: The Death of Michael Corleone. Tutto qui? Visti i risultati, sì. Rispetto alla versione finora conosciuta, il film è più corto, manca di numerose scene, altre, di scene, sono spostate, anticipate, ritardate, snellite, aumenta un po’ il sangue (l’uccisione di Don Lucchesi è più splatter), cambia l’inizio (sparisce per esempio la cerimonia in chiesa), sveltisce il finale (troncando e “accorpando” pure Mascagni, e questo è imperdonabile). Ne risente l’aria operistica? No. Ne risente allora l’esito nel suo complesso? Neanche. E quindi? Largo agli entusiasmi: comunque lo vogliate chiamare, Il Padrino: Parte III è sempre stato e sarà sempre un capolavoro, uno tra i tanti di uno dei cineasti più importanti e fondamentali della storia, uno che ha sempre capito, ogni volta, il proprio mondo, il mercato, l’immagine e le immagini, ma sempre attraverso di sé, attraverso una firma, una posizione, un giudizio, una morale identitaria, e quindi mai con umiltà, mai dal basso, mai fra i tanti e tra la folla, ma sempre con un piglio determinato e arrogante capace di far saltare per aria ordini e previsioni, e pagando perciò di tasca propria (letteralmente), morendo per rivivere, e per rinascere e sentirsi fuori gioco, fuori dai giochi e ancora (un) fuori classe, e i cui film hanno rappresentato una visione e tutte le visioni possibili, lasciando che a decidere, e a riprogettare, e a rigenerarsi, sia stato sempre, testardamente e inevitabilmente, il cinema, perché quando il cinema ha la meglio ti toglie talvolta la vita, oltre che il sonno, ma ti fa aprire gli occhi su ogni presente, visitando già il futuro.

I 400 colpi

PMB
10
MC
9
ADG
9
RM
9
FM
10
GS
9
RS
8
media
9.1
Il Padrino: epilogo - La morte di Michael Corleone (2020)
Titolo originale: The Godfather, Coda: The Death of Michael Corleone
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Gangster/Commedia - Produzione: Usa - Durata: 158'
Cast: Al Pacino, Diane Keaton, Talia Shire, Andy Garcia, Eli Wallach, Joe Mantegna, George Hamilton, Bridget Fonda, Sofia Coppola, Raf Vallone
Distribuzione: Universal Pictures
Sceneggiatura: Francis Ford Coppola, Mario Puzo

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