In guerra di Stéphane Brizé - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 46/2018

In guerra


Regia di Stéphane Brizé

Una lotta sindacale, una guerra. Fatta di strategie d’attacco e di difesa, di richieste e concessioni, di territori da conquistare, come in Dell’arte della guerra di Luzi e Bellino sulla INNSE di Milano, ritmata dai comandamenti di Sun Tzu. Qui, in esergo, c’è Brecht: «Chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso». Un manifesto. Da qui Brizé costruisce, con stralci di storie verissime, la vicenda di un’ipotetica fabbrica che un gruppo tedesco vorrebbe chiudere, lasciando 1.100 persone prive di lavoro. Una fabbrica che produce profitto, in una regione depressa. Una fabbrica che deve essere bloccata per «scarsa competitività» sul territorio globale. Soluzione? «Delocalizzare», senza pronunciare l’inelegantissima parola. La guerra di Laurent (Vincent Lindon), rappresentante sindacale e combattente, passa da qui: come è possibile abbandonare 1.100 persone in nome dell’anaffettiva e astratta legge del mercato? Radicalmente, e politicamente, nelle lunghe e tesissime scene che Brizé giustappone non esiste un solo e unico protagonista: non ci sono primi piani, non c’è un’unica voce/parola/persona, ci sono moltitudine, frasi su frasi, corpi che intralciano, rumore audio, caos video. Il punto è il dialogo. Il tentativo di. Dialogo interno, tra le correnti sindacali, tra chi vuole cedere terreno in nome dell’interesse personale e chi no, perché vuole che sia fatto quello che è giusto. E dialogo esterno, con i dirigenti, che parlano un linguaggio differente, garbato, glaciale. Capitale umano ed economia fatta a numeri. Due modi differenti di usare, pesare e dare la parola, due differenti morali, due linguaggi che non possono trovare un territorio comune. C’è poco, del lavoro di oggi, che non si possa guardare da qui. L’exploitation della retorica della crisi, l’homo homini lupus tra poveri cristi (da tempo il cinema sa che il principale orizzonte narrativo di oggi non è la lotta di classe ma la lotta nella classe), i media come zona di guerra, la de-responsabilizzazione padronale in nome del «siamo tutti sulla stessa barca, direzione e lavoratori», la perdita di un centro decisionale nei rizomi delle multinazionali, e dunque l’estinguersi in questa trama ipocrita e opaca del peso delle scelte, degli impegni, delle parole date, fino a che pare che ci siano solo numeri e dati, a governare. Se fino ai minuti finali non c’è apertura sul quotidiano dei lavoratori è per fare cinema su una massa e non di melassa, per scegliere di non scegliere il mélo (a cui uno come Loach continua a darsi: perché raccontarli come protagonisti è il dono che fa agli ultimi), ma è anche perché oggi il lavoro non si contiene, si riproduce fuori dal lavoro, conquista minuti e pensieri, perché precarietà e instabilità significano fine dell’ordine e delle gerarchie, e il lavoro finisce per essere tutto, e il resto è solo residuo. E il cinema di fiction e di massa, sconfitto, deve restringere il suo campo, alla fine, e abbandonarsi a un’immagine d’oggi, rubata a un cellulare, personale: concentrarsi sul singolo, che sta per ogni lavoratore, anche autonomo e sempre solo, e sul suo sacrificio. La lotta di classe muore. Così. 

I 400 colpi

PA
7
PMB
9
MC
6
FDM
8
SE
9
IF
7
MG
8
RM
8
MM
8
EM
8
FM
8
RMO
9
EMO
6
GAN
6
LP
7
ES
9
GS
8
RS
6
FT
7
media
7.6
In guerra (2018)
Titolo originale: En guerre
Regia: Stéphane Brizé
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 113'
Cast: Vincent Lindon, Mélanie Rover, Jacques Borderie, David Rey, Olivier Lemaire, Isabelle Rufin, Bruno Bourthol
Distribuzione: Academy Two
Sceneggiatura: Stéphane Brizé, Olivier Gorce

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Aggiungi questo film
a quelli che vuoi vedere.

Manda il testo di questo
articolo a un amico.


Articoli consigliati


En guerre» Cinerama (n° C0/2018)
Un'altra lotta - Intervista a...» Interviste (n° 46/2018)
Estensione del dominio della lotta» Interviste (n° 46/2018)

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti
Privacy Policy