Io resto di Michele Aiello - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 38/2021

Io resto


Regia di Michele Aiello

Wiseman ha dichiarato: «La mia ricerca sulle istituzioni sociali e sulle persone si basa soltanto sulla forza dell’osservazione». Aiello con Io resto mette alla prova l’efficacia di questa “buona pratica” registica confrontandosi con una situazione incandescente: un mese dentro gli Spedali civili di Brescia, durante il primo picco pandemico del COVID-19. In un momento d’ipermediatizzazione della pandemia, rispetto alla quale, pur nell’iniziale indecifrabilità, la maggioranza degli approcci adottava toni assertivi, Aiello sceglie di “limitarsi” a osservare. Ed è proprio in questo “limite” che il film trova la giusta misura e, al contempo, quando lo viola (a volte l’impressione è che il regista si lasci prendere la mano drammatizzando troppo qualche sequenza) ha i suoi difetti.

Io resto (2020)
Titolo originale: -
Regia: Michele Aiello
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 81'
Distribuzione: Zalab
Sceneggiatura: Michele Aiello, Luca Gennari
Musiche: Francesco Ambrosini
Montaggio: Corrado Iuvara
Fotografia: Luca Gennari

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