L'isola dei cani di Wes Anderson - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv B0/2018

L'isola dei cani


Regia di Wes Anderson

Nel Giappone del futuro, un sindaco gattofilo bandisce i cani infetti e rifiuta l'antidoto per curarli, ma un orfano infrange la legge per la sua bestiola. Solo Anderson, cantore dell'Occidente privilegiato, poteva immaginare un Akira in stop motion, dove l'apocalisse è l'eccidio degli animali domestici: e con loro empatizza, cani dotati di impeccabile eloquio, mentre la lingua nipponica si perde in un carosello di interpreti che, come sempre nel regista, ammette l'impossibilità di far propria una cultura altra. Il suo film più gioiosamente slabbrato dai tempi di Steve Zissou, pieno di didascalie, sottotitoli, note, per riprendersi il diritto a non semplificare le cose: nelle pieghe della plastilina, difficile non vedere l'ombra, se non di Trump, di un oscurantismo che nega la scienza per imporre un'ignoranza brutale.

I 400 colpi

IF
8
RM
8
GAN
7
media
7.7
L'isola dei cani (2018)
Titolo originale: Isle of Dogs
Regia: Wes Anderson
Genere: Animazione - Produzione: Usa/Germania - Durata: 90'
Voci: Scarlett Johansson, Greta Gerwig, Frances McDormand, Bryan Cranston, Tilda Swinton, Edward Norton, Liev Schreiber, Bill Murray, Jeff Goldblum, Kara Hayward
Distribuzione: 20th Century Fox
Sceneggiatura: Wes Anderson
Musiche: Alexandre Desplat
Montaggio: Edward Bursch, Ralph Foster
Fotografia: Tristan Oliver

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Humour
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Tensione
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