L'uomo che rubò Banksy di Marco Proserpio - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 49/2018

L'uomo che rubò Banksy


Regia di Marco Proserpio

La cornice è irresistibile: l’uomo del titolo è Walid “the Beast”, palestinese palestrato che ha tagliato, impacchettato e spedito un pezzo di muro in Europa, in cerca di facoltosi compratori. Su quel blocco di cemento c’è un’opera di Banksy, Donkey Documents, e il doc di Proserpio, con l’ironica e pastosa voce narrante di Iggy Pop, non ricostruisce solo l’assurda vicenda del murales, o il complesso rapporto dell’artista senza volto con le strade di Betlemme e col popolo palestinese. Allarga il quadro per interrogare esperti (e spettatori) sulla natura della street art, sul suo fine e sulle non nette questioni legali che la circondano. Si può rubare un’opera di Banksy? È peggio che venga cancellata e perduta o che venga esposta in un museo contro il volere dell’artista? Domande che meritano la nostra attenzione.

I 400 colpi

IF
7
L'uomo che rubò Banksy (2018)
Titolo originale: -
Regia: Marco Proserpio
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 84'
Distribuzione: Nexo Digital
Musiche: Federico Dragona, Matteo Pansana
Fotografia: Jacopo Farina

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