La strada dei Samouni di Stefano Savona - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 40/2018

La strada dei Samouni


Regia di Stefano Savona

La piccola Amal dice di non saper raccontare. Ma poi disegna con il suo corpo e le sue parole un grande albero che non esiste più, un sicomoro di 150 anni almeno, che stava al centro della strada dei Samouni. Intorno solo macerie e case diroccate. Ciò che è sopravvissuto all’operazione Piombo fuso (2009), quando l’esercito israeliano fece una strage nel quartiere di Zeitun, a Gaza, abitato da contadini. C’è il documento, l’incontro di Stefano Savona coi sopravvissuti, la vita quotidiana, la preparazione di un matrimonio, per continuare e credere nel futuro. E c’è l’animazione, i graffi di Simone Massi (e della sua squadra di disegnatori), che scavano la materia nera dell’oblio, per tirarne fuori la memoria viva, vibrante, della felicità perduta, della violenza insensata, dell’orrore. Nessun compiacimento o facile indignazione. La Palestina - tra fatalismo, sessismo patriarcale e mistica del martirio, tra Hamas, Fatah e Jihad in gara per «appropriarsi delle condoglianze» - non è certo l’Eden. Ma è terra di esseri umani privati della loro libertà e dignità, che si chiedono in lacrime «perché dobbiamo soffrire tanto»? Il cinema di Savona è sensibile, acuto, incalzante ma giustamente invisibile. L’animazione di Massi è potente, è il “negativo” della realtà, che ne fotografa l’anima segreta, il ricordo intimo, il rimosso. Ciò che non si può rappresentare, per non rischiare di banalizzarlo, è meglio immaginarlo: il disegno lo rende reale. C’è anche la visione (ricreata) dal drone, a ricordarci che è tutto vero. Ma la verità sta negli occhi di Amal, nelle schegge di missile dentro la sua testa, nella storia invisibile disegnata nella sua memoria.

I 400 colpi

PA
9
AF
8
MG
7
RM
7
MM
7
GAN
8
LP
7
ES
8
GS
8
FT
8
media
7.7
La strada dei Samouni (2018)
Titolo originale: -
Regia: Stefano Savona
Genere: Documentario - Produzione: Italia/Francia - Durata: 128'
Distribuzione: Cineteca di Bologna
Sceneggiatura: Stefano Savona, Léa Mysius, Penelope Bortoluzzi
Musiche: Giulia Tagliavia
Montaggio: Luc Forveille
Fotografia: Stefano Savona

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